Elizabeth Jane Howard.
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Il tempo dell'attesa.
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Parte 1.
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Titolo originale: Marking Time. 1991.
Traduzione di: Manuela Francescon.
2016. Fazi Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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 il settembre del 1939, le calde giornate scandite da scorribande e lauti pasti in famiglia sono finite e l'ombra della guerra  sopraggiunta a addensare nubi sulle vite dei Cazalet. A Home Place, le finestre sono oscurate e il cibo inizia a scarseggiare, in lontananza si sentono gli spari e il cielo non  mai vuoto, nemmeno quando c' il sole. Ognuno cerca di allontanare i cattivi pensieri, ma quando cala il silenzio  difficile non farsi sopraffare dalle proprie paure.
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A riprendere le fila del racconto sono le tre ragazze: Louise insegue il sogno della recitazione a Londra, dove sperimenta uno stile di vita tutto nuovo, in cui le rigide regole dei Cazalet lasciano spazio al primo paio di pantaloni, alle prime esperienze amorose, a incontri interessanti ma anche a una spiacevole sorpresa. Clary sogna qualcuno di cui innamorarsi e si cimenta nella scrittura con una serie di toccanti lettere al padre partito per la guerra, fino all'arrivo di una telefonata che la lascer sconvolta. E infine Polly, ancora in cerca della sua vocazione, risente dell'inevitabile conflitto adolescenziale con la madre e, pi di tutti, soffre la reclusione domestica e teme il futuro, troppo giovane e troppo vecchia per qualsiasi cosa.
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Tutte e tre aspettano con ansia di poter diventare grandi e fremono per la conquista della propria libert. Insieme a loro, fra tradimenti, segreti, nascite e lutti inaspettati, l'intera famiglia vive in un clima di sospensione mentre attende che la vita torni a essere quella di prima, in quest'indimenticabile ritratto dell'Inghilterra di quegli anni. E ormai  difficile abbandonarli, questi personaggi: con loro sorridiamo, ci emozioniamo e ci commuoviamo nel nuovo appassionante capitolo della saga dei Cazalet.
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Per Dosia Verney.
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Introduzione.
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Le righe che seguono sono un compendio destinato a chi non ha letto Gli anni della leggerezza.
William e Kitty Cazalet, noti come il Generale e la Duchessa, hanno lasciato la casa di Londra per stabilirsi in pianta stabile a Home Place, la loro dimora nel Sussex. Il Generale sta perdendo progressivamente la vista ed  perci sempre meno attivo nell'azienda di legnami di famiglia, di cui  a capo. Hanno tre figli - Hugh, Edward e Rupert - e una figlia nubile di nome Rachel.
Hugh  sposato con Sybil e ha tre figli. La maggiore, Polly, studia in casa con una cugina e all'inizio di questo romanzo ha quattordici anni; Simon ne ha tredici e ha raggiunto il cugino in un collegio prestigioso; William (Wills) ha appena compiuto due anni. Il secondo figlio dei Cazalet, Edward,  sposato con Villy (Viola Rydal, la cui madre vedova, Lady Rydal,  una donna molto rigida). Hanno quattro figli. Louise, sedici anni, ha smesso di seguire le lezioni in casa insieme alle cugine e ha trascorso un semestre in una scuola di economia domestica; suo fratello Teddy, un ragazzo molto atletico, frequenta il secondo anno di collegio mentre Lydia, che ha otto anni, frequenta a Londra una piccola scuola diurna. Roland, l'ultimo nato, ha quattro mesi.
Il terzo figlio, Rupert, ha avuto due figli dalla prima moglie, Isobel: Clary ha la stessa et di Polly e studia in casa con lei mentre Neville, che ha otto anni, frequenta la scuola diurna a Londra. La seconda moglie di Rupert  Zo, una ragazza di ventiquattro anni, dodici meno di lui. Non hanno figli.
La figlia nubile dei Cazalet, Rachel, si occupa del padre ormai quasi cieco e aiuta a dirigere un istituto di carit, la Casa dei Bambini, che all'inizio di questo romanzo  stata evacuata per la seconda volta e i suoi ospiti sono stati alloggiati in una casa vicina a Home Place, di propriet del Generale. La sua grande amica Margot Sidney, detta Sid, insegna violino a Londra ma  ospite frequente a Home Place.
La moglie di Edward, Villy, ha una sorella di nome Jessica, sposata con Raymond Castle. Hanno quattro figli, altri cugini dei giovani Cazalet: Angela, vent'anni, il cui primo grande amore non corrisposto  stato per Rupert, adesso vive e lavora a Londra; Christopher, sedici anni,  un pacifista con una grande passione per la natura; Nora, che ha un anno pi di Christopher,  andata alla scuola di economia domestica insieme a Louise; la pi piccola, Judy, ha otto anni ed  in collegio.
Alla fine de Gli anni della leggerezza i Castle hanno ereditato da una prozia di Raymond una casa e una discreta somma di denaro che permette loro di lasciare la modesta abitazione a East Finchley e trasferirsi nella nuova dimora di Frensham.
Miss Milliment  l'anziana istitutrice di famiglia: ha iniziato con Villy e Jessica e ora insegna a Clary e Polly.
Diana Mackintosh  una delle molte amanti di Edward, quella con cui ha una relazione pi seria.  sposata e ha tre figli maschi.
Oltre alla casa principale, Home Place, il Generale ha rilevato e ristrutturato altre due abitazioni vicine: Mill Farm, che ora ospita la Casa dei Bambini, e la Casa del Pero, utilizzata per alloggiare i membri delle famiglie Cazalet e Castle quando a Home Place non c' pi spazio. Inoltre possiedono una casa a Chester Terrace, a Londra, che ora  praticamente disabitata.
Anche i tre figli maschi hanno ognuno una casa a Londra. Hugh e Sybil abitano in Ladbroke Grove, nella casa dove Hugh ancora alloggia durante la settimana, che trascorre a Londra per lavoro. Edward e Villy vivono nella vicina Lansdowne Road, dove ancora risiedono nei mesi di scuola dei ragazzi. Rupert e Zo hanno una piccola casa in Brook Green.
In casa Cazalet lavora un intero stuolo di domestici, ma in questo romanzo i principali sono Mrs Cripps, la cuoca, Tonbridge, l'autista, McAlpine, il giardiniere, Billy, il suo apprendista, Wren, lo stalliere, ed Eileen, la cameriera. A costoro, residenti a Home Place, si  unita Ellen, la bambinaia di Clary e Neville, pi indaffarata che mai dopo la nascita di Roland e Wills.
Gliannidellaleggerezza finisce nel 1938 con il discorso di Chamberlain dopo la Conferenza di Monaco e la pace con onore. Iltempodell'attesa inizia a distanza di un anno da quei fatti, dopo l'invasione tedesca della Polonia, quando la guerra  imminente e chiaramente inevitabile. I bambini vengono evacuati dalle citt e tutti aspettano che Chamberlain annunci l'esito dell'ultimatum degli inglesi.

Home Place. Settembre 1939.

Avevano spento la radio e, sebbene la stanza fosse piena di gente, il silenzio era completo al punto che Polly percepiva, quasi sentiva, il battito del proprio cuore. Finch nessuno parl, finch nessuno si mosse, vi fu un ultimo scampolo di pace...
Fu il Generale, il nonno, a muoversi per primo. Stette a guardarlo mentre, senza aprire bocca, si alzava lentamente, restava un attimo fermo in piedi e posava una mano tremante sulla spalliera della poltrona, passandosi l'altra sugli occhi velati. Poi attravers la stanza e baci uno alla volta i due figli pi grandi: Hugh, il padre di Polly, e zio Edward. Si aspettava che baciasse anche zio Rupe, ma non lo fece. Non lo aveva mai visto baciare un altro uomo, e questo del resto sembrava pi un atto di contrizione che di congedo. Per ci che avevano sopportato nella guerra precedente, pens Polly, e per il fatto che non era servita a niente.
Polly vide ogni cosa. Vide zio Edward che intercettava lo sguardo di suo padre e gli faceva l'occhietto, la faccia di suo padre che si contraeva come se stesse ripensando a qualcosa a cui gli era intollerabile ripensare. Vide sua nonna, la Duchessa, seduta con la schiena dritta, fissare zio Rupert con una cupa espressione rabbiosa. Non ce l'ha con lui, teme soltanto che sia lui ad andarci di mezzo. Ha idee cos antiquate che  convinta che solo gli uomini debbano combattere e morire. Non capisce. Polly invece capiva tutto.
Cominciarono ad agitarsi sulle sedie, chi mormorava, chi accendeva una sigaretta, chi diceva ai bambini di andare fuori a giocare. Il peggio stava accadendo, e loro si comportavano come niente fosse. Era cos che faceva la sua famiglia quando le cose andavano male. Un anno prima, quando era stata dichiarata la pace con onore, c'era stato un momento in cui erano sembrati diversi, ma Polly non aveva potuto osservarli bene perch lo stupore e la gioia l'avevano travolta con la violenza di un proiettile. Aveva perso i sensi. Sei impallidita, sembrava non ci vedessi pi, poi sei svenuta.  stato molto interessante, aveva commentato sua cugina Clary. Aveva trascritto la scena nel suo Quaderno delle Esperienze, che compilava per quando sarebbe diventata scrittrice. Adesso, Polly sent su di s gli occhi della cugina, e proprio nell'istante in cui i loro sguardi s'incrociavano e convenivano che era il momento di darsela a gambe, si ud in lontananza il lamento bitonale di una sirena e suo cugino Teddy strill: Un attacco aereo! Diavolo, di gi?, e tutti si alzarono e il Generale disse di prendere ognuno la sua maschera antigas e ritrovarsi nell'atrio per andare nel rifugio antiaereo. La Duchessa corse ad avvertire i domestici; sua madre Sybil e zia Villy dissero che dovevano andare alla Casa del Pero a prendere Wills e Roly, e zia Rach disse che andava a Mill Farm ad aiutare la direttrice coi piccoli evacuati. Alla fine furono in pochi a eseguire l'ordine del Generale.
La maschera te la prendo io, se vuoi portare con te i tuoi scritti, disse Polly mentre rovistavano nella loro camera in cerca delle scatole di cartone contenenti le maschere. Accidenti! Dove le abbiamo messe?. Erano ancora intente a rovistare, quando part nuovamente la sirena, un sibilo prolungato al posto della cantilena a due toni di poco prima. Tutto bene!, grid qualcuno dall'atrio della casa.
Dev'essere stato un falso allarme, disse Teddy; sembrava quasi deluso.
Tanto non avremmo visto niente, sepolti in quel vecchio rifugio del cavolo!, disse Neville. L'avrai sentito dire, immagino. Usano la guerra come scusa per non andare al mare, la pi grossa ingiustizia che abbia ascoltato in vita mia.
Quanto sei stupido, Neville!, lo invest Lydia. Non si va al mare quando c' una guerra.
C'era un'atmosfera tesa e infiammabile, not Polly, anche se fuori era una molle domenica settembrina, col profumo di foglie bruciate che saliva dal fal appiccato da McAlpine, e ogni cosa sembrava come al solito. I bambini furono mandati fuori dal salotto: gli adulti volevano parlare e naturalmente tutti quelli che non erano considerati tali la presero male. Tanto non  che quando ci siamo noi si fanno giochi divertenti e grasse risate, borbott Neville mentre si radunavano nell'atrio. E prima che qualcuno lo zittisse o gli desse manforte, zio Rupert si affacci dalla porta del salotto e disse: Se qualcuno non ha trovato la sua maschera antigas, che corra subito a cercarla. D'ora in poi le terremo tutte nella stanza delle armi. Forza, muovetevi.
... ...
Odio essere trattata come una bambina, disse Louise a Nora mentre s'incamminavano verso Mill Farm. Se ne stanno l seduti a fare piani per noi, come fossimo le loro pedine. Se almeno potessimo dire la nostra sulle decisioni, prima che ci vengano imposte!.
Bisogna dire di s e poi fare quello che ci sembra pi giusto, replic Nora, intendendo con ci fare quello che sembrava giusto a lei, sospettava Louise.
Tu che farai quando lasceremo la scuola per signorine?.
L non ci torno. Ho intenzione di iniziare il corso da infermiera.
Oh, no, ti prego! Resta fino a Pasqua. Poi ce ne andiamo tutt'e due. Starei troppo male l senza di te. E poi scommetto che non prendono allieve infermiere di appena diciassette anni.
Mi prenderanno, vedrai, disse Nora. E tu starai bene. Non hai pi tanta nostalgia di casa. Il peggio  passato.  un peccato che tu sia cos giovane, perch vuol dire che dovrai aspettare ancora un anno per renderti davvero utile. Ma sarai una cuoca assai migliore che me....
Di me, la corresse meccanicamente Louise.
Di me, va bene.  una cosa di cui c' un gran bisogno. Potrai arruolarti come cuoca.
Una prospettiva davvero allettante, pens Louise. Non le interessava affatto rendersi utile. Lei voleva diventare una grande attrice, ambizione che Nora, ormai lo sapeva bene, considerava frivola. Durante le vacanze avevano avuto non proprio un litigio ma comunque una seria discussione sull'argomento, e da allora Louise era diventata pi cauta nel confidare le proprie aspirazioni alla cugina. Non c' necessit di attrici, aveva detto Nora, ammettendo poi che, se non ci fosse stata una guerra in vista, non sarebbe stato cos importante quello che Louise decideva di fare. Louise aveva rilanciato chiedendole di che utilit fossero le suore (il mestiere scelto da Nora, adesso accantonato perch aveva fatto voto di rinunciarvi nel caso in cui non fosse scoppiata la guerra e comunque escluso nell'immediato futuro, giacch c'era bisogno di infermiere). Ma Nora aveva replicato che Louise non comprendeva l'importanza della preghiera, e quindi del fatto che ci fossero persone che alla preghiera dedicassero la propria vita. Il guaio era che a Louise non importava se il mondo avesse o meno bisogno di attrici, lei voleva farlo e basta, il che la metteva in una posizione moralmente inferiore rispetto a Nora e rendeva spiacevole il paragone fra le loro due personalit. Del resto, Nora anticipava qualsiasi tentativo di mettere apertamente in rilievo la cosa, alzando di una tacca il livello del giudizio: Il mio problema  il moralismo, diceva, oppure: Non mi accetteranno mai come novizia, la mia arroganza mi roviner. Che si poteva rispondere a frasi del genere? Louise non avrebbe mai voluto conoscere se stessa con la familiarit impietosa che aveva Nora.
Se pensi davvero di essere cos, come fai a sopportarlo?, le aveva detto alla fine di quella discussione che era quasi una lite.
Non ho molta scelta. Ma almeno vuol dire che so contro cosa devo combattere. Ci risiamo. Sono certa che anche tu conosci le tue colpe, Louise, la maggior parte delle persone in fondo lo sanno. Quello  il primo passo.
Quando ancora si ostinava a voler convincere Nora della dignit del recitare, Louise aveva tentato con grandi nomi come Shakespeare, Mozart, Bach. (Bach lo aveva nominato con furbizia, sapendo che era stato molto devoto). Non crederai di poter diventare come loro!. A questo Louise non seppe replicare. Perch una piccola, segreta parte di lei era sicura che un giorno sarebbe diventata come loro, o almeno ai livelli di una Sarah Bernhardt o di un David Garrick (dal momento che aspirava a ruoli maschili). La discussione, come tutte le discussioni che aveva avuto in vita sua, era rimasta irrisolta, col risultato che Louise era ancora pi caparbiamente sicura delle sue aspirazioni e Nora pi convinta che si trattasse di ambizioni indegne.
Mi giudichi sempre!, si era lamentata.
Anche tu, aveva replicato Nora. Le persone lo fanno, l'una con l'altra. E poi non sono certa che giudicare sia la parola giusta. Si tratta piuttosto di misurare le persone in base a uno standard. Io lo faccio sempre, con me stessa, aveva aggiunto.
E ti promuovi ogni volta, scommetto.
No, per niente!. La veemente protesta del suo sguardo aveva zittito Louise. Poi, osservando le folte sopracciglia dell'amica e la tenue ma inequivocabile peluria sul suo labbro superiore, si era resa conto di essere contenta di non essere come lei, e che questo era un giudizio bello e buono. Il mio giudizio  che sei una persona molto migliore di me, aveva detto allora, omettendo per di precisare che lei preferiva essere se stessa.
S, potrei fare la cuoca da qualche parte, immagino, disse ora mentre svoltavano sul vialetto d'accesso di Mill Farm, dove avevano abitato fino a un paio di giorni prima. La mattina del venerd precedente era stato decretato che tutti i residenti avrebbero traslocato in una delle case nuove del Generale, che adesso era stata ingrandita e battezzata Casa del Pero per via di un albero vecchissimo che c'era in giardino. Aveva otto stanze da letto ma, dopo che vi si erano trasferite Villy e Sybil coi relativi mariti, che venivano nel fine settimana, e anche Jessica Castle insieme a Raymond (che era andato a Londra a prendere Lady Rydal e Miss Milliment), rimaneva una sola stanza libera per Lydia, Neville e i piccoli, Wills e Roland.
Il trasloco alla Casa del Pero aveva preso l'intera giornata, e gli altri bambini erano stati dirottati a Home Place, dove alloggiavano anche Rupert e Zo, le prozie e Rachel. Il giorno dopo, sabato, erano arrivati gli abitanti della Casa dei Bambini: venticinque neonati, sedici infermiere tirocinanti, pi la direttrice e suor Crouchback. Erano arrivati su due pulmini, guidati uno da Tonbridge e l'altro dall'amica di Rachel, Sid. Le infermiere avrebbero dormito nel campo da squash, attrezzato ora con tre bagni chimici e una doccia assai poco affidabile. La direttrice e la suora avrebbero alloggiato a Mill Farm insieme ai piccoli e ad alcune tirocinanti che si sarebbero occupate dei bambini a rotazione. Sabato pomeriggio Louise e Nora, su suggerimento di quest'ultima, si erano offerte di preparare la cena per le infermiere, proposta che fu accettata con gratitudine da zia Rachel, che si era alzata all'alba ed era stanca morta dopo aver trascorso la giornata a cercare di fare del campo da squash un posto in cui delle persone potessero non solo dormire ma anche tenere i loro oggetti personali. L'impresa di cucinare si era rivelata improba perch tutti gli utensili da cucina di Mill Farm erano trasmigrati alla Casa del Pero, mentre quelli della Casa dei Bambini erano a bordo di un camion della Cazalet che si era perso e che non si pales prima delle nove. Dovettero cucinare alla Casa del Pero e fu Villy a riaccompagnarle in macchina insieme alle cibarie. Ci signific dover cucinare sotto l'occhio rapace e umiliante di Emily, la quale naturalmente era convinta che le signore e le loro figlie non fossero in grado nemmeno di bollirsi un uovo per non morire di fame; in pi era restia a dire loro dove fosse la roba, per la duplice ragione che in quel marasma non lo sapeva pi nemmeno lei e inoltre non voleva che le ragazze usassero le sue cose. Louise dovette ammettere che Nora dimostr un tatto ammirevole e un'apparente insensibilit alle ingiurie. Prepararono del pasticcio di carne con pur e Louise anche un'infornata di brioche all'uva passa, una ricetta che aveva imparato da poco e che le riusciva particolarmente bene. La cena era stata accolta con gratitudine e la direttrice le aveva definite due veri angeli.
Furono ricevute dal pianto acuto dei bambini. Nora disse che probabilmente la sirena antiaerea e la conseguente corsa verso il rifugio avevano interrotto il loro pisolino mattutino. Mi chiedo come faranno le infermiere ad accorrere in tempo dal campo da squash, se ci sar un attacco aereo, aggiunse. Louise pens alle bombe che cadevano da un punto invisibile nel buio e rabbrivid. Davvero i tedeschi potevano fare una cosa del genere? Era quasi convinta di no, ma non disse nulla perch in fondo non voleva appurarlo.
La direttrice e zia Rach erano in cucina. Zia Rach estraeva utensili dai cestini da picnic. La direttrice era seduta al tavolo e stilava liste.
Una tirocinante prelevava il latte in polvere col misurino da un enorme barattolo e un'altra sterilizzava i biberon dentro due pentole sopra i fornelli accesi. Regnava un'atmosfera di allegra operosit nel mezzo della crisi.
Necessit non conosce legge, stava dicendo la direttrice. La sua faccia somigliava a quella della regina Vittoria in versione campagnola, pens Louise: gli stessi occhi azzurro pallido sporgenti e lo stesso nasetto adunco, ma con soffici guance cadenti color terracotta, solcate da venuzze azzurre. Di corporatura, invece, sembrava la regina Mary, di una rotondit tutta edoardiana. Portava un abito di serge blu scuro a maniche lunghe, con sopra un crepitante grembiule bianco e una cuffia col velo inamidato.
Siamo venute a dare una mano per il pranzo, annunci Nora.
Che Dio vi benedica, ragazze, esclam zia Rach. Deve esserci qualcosa nella dispensa, ma non ci ho ancora guardato bene. C' del prosciutto, mi pare, da qualche parte, e Billy ha portato della lattuga.
Ci sono anche le prugne che ha messo a bagno suor Crouchback ieri sera. Ci tengo che le mie ragazze ne mangino regolarmente. Si risparmia una fortuna in lassativi.
Bisogner cuocerle, per. Non credo che si fredderanno per pranzo.
A caval donato non si guarda in bocca, sentenzi la direttrice agganciandosi la penna stilografica alla pettorina del grembiule e alzandosi in piedi tra mille scricchiolii.
Louise disse che si sarebbe occupata lei di cuocere le prugne.
Non togliete ancora i biberon dall'acqua calda. Scommetto quello che volete che non sono ancora passati venti minuti. Dove saremmo senza questi due piccoli angeli, Miss Cazalet? Oh, non lo faccia, Miss Cazalet, o le verr un'ernia!. Rachel rinunci a sollevare una cassa che impediva il passaggio e lasci che lo facesse Nora. Altri bambini scoppiarono a piangere.
Mr Hitler ci ha scombussolato la mattinata. Se continua cos, dovr mandargli una lettera di richiamo. Un attacco aereo di prima mattina, non si  mai sentita una cosa del genere. Del resto, che ti aspetti da un uomo..., aggiunse. Vado a vedere se suor Crouchback ha qualcosa da aggiungere alla lista... del resto oggi  domenica, no? I negozi sono chiusi. Oh be', meglio tardi che mai. E imbocc la porta per incrociare una delle tirocinanti che reggeva due secchi di pannolini fumanti. Guarda dove vai, Susan. E quelli mettili a mollo fuori, altrimenti passer l'appetito a tutti.
S, direttrice. Le tirocinanti indossavano tutte abiti di cotone a strisce bianche e malva con le maniche corte e calze nere.
Andresti a chiamarmi Sid, cara?, le chiese zia Rachel. Bisogna liberare il pi possibile la cucina da queste casse prima del pranzo delle infermiere. Deve essere di sopra, a oscurare le finestre.
... ...
L'oscuramento delle finestre di tutt'e tre le case e dei relativi annessi, compreso il tetto del campo da squash, stava tenendo occupato il Generale ormai da qualche giorno, col risultato che a Villy e a Sid tocc costruire i telai di legno a cui fissare l'apposito tessuto nero. A Sybil, a Jessica e alla Duchessa, in quanto munite di macchina da cucire, fu assegnato il compito di realizzare delle tende per quelle finestre a cui non era possibile applicare i pannelli; Sampson, il capomastro, aveva messo a disposizione una lunga scala sulla quale era salito l'aiutante del giardiniere per dipingere il tetto del campo da squash, ma era caduto quasi subito dentro una grossa cisterna piena d'acqua, una fortuna immeritata secondo McAlpine, che non sembr dare troppo peso al braccio rotto e ai due denti spezzati del povero Billy. Cos fu chiesto a Sampson che fosse lui a occuparsi del tetto del campo da squash, senza tuttavia trascurare i lavori che erano rimasti in sospeso da sabato mattina, quando erano arrivati gli abitanti della Casa dei Bambini. Teddy, Christopher e Simon ebbero il compito di aiutare uno degli operai di Sampson a costruire il ponteggio e a ricoprire il tetto spiovente di vetro con vernice verde scuro, mentre all'interno, sempre pi buio e soffocante, Rachel e Sid preparavano i lettini da campo con Lydia e Neville che le osservavano imbronciati (dovevano fare da messaggeri, ma zia Rachel era una vera delusione perch non aveva nessun messaggio da affidare loro). Tutti si diedero un gran da fare quel sabato, ad eccezione di Polly e Clary, che se la svignarono di prima mattina e salirono sull'autobus per Hastings...
A chi lo hai chiesto tu?.
Non l'ho chiesto a nessuno. L'ho detto a Ellen e basta.
E le hai detto che venivo anch'io?.
S, ho detto: Polly vuole andare a Hastings, perci vado con lei.
Anche tu volevi andarci.
Certo che volevo. Senn non sarei qui.
E allora perch non hai detto che noi volevamo andare a Hastings?.
Non ci ho pensato.
Clary era evasiva e a Polly non piaceva, ma l'esperienza le aveva insegnato che dirlo avrebbe solo scatenato una lite e lei non voleva rovinare quel giorno che, a quanto pareva, sarebbe stato l'ultimo giorno di pace.
E invece, per qualche motivo, non fu una bella giornata. Polly desiderava cos tanto che fosse meravigliosa da aver dimenticato di decidere come occuparla. Andarono da Jepson, un negozio che di solito adorava, ma Clary pass un sacco di tempo a scegliere una penna stilografica (parte della missione era spendere i soldi che aveva ricevuto da Clary per il suo compleanno) e lei s'innervos e si arrabbi con la cugina, che prendeva tanto sul serio una cosa cos banale. All'inizio sono sempre dure e grattano, disse. La punta deve usurarsi un po' per scorrere bene.
Lo so. Del resto, se scegli da subito una punta pi grossa, presto diventer troppo grossa, mentre quella media non sar mai della giusta misura.
Polly osserv il commesso - un giovanotto con un completo lucido e consumato - che guardava Clary mentre leccava i pennini prima di immergerli nell'inchiostro e scarabocchiare il proprio nome su dei pezzetti di carta sparsi sul bancone. Non sembrava spazientito, solo annoiato. Del resto quella pareva la sua espressione abituale.
Erano nel reparto cancelleria della libreria locale: un antro buio dove si stampavano carta intestata, biglietti d'invito e partecipazioni per matrimoni, e si vendevano risme di carta, penne e matite.  molto importante leccare una punta nuova prima di usarla, stava dicendo Clary, immagino che lei lo spieghi ai suoi clienti. Posso provare la Waterman, quella marrone, cos per curiosit?. Costava dodici scellini e sei pence, e Polly sapeva che Clary non poteva permettersela. Stette a guardare quell'uomo mentre Clary provava una penna dopo l'altra, e vide il suo sguardo perdersi altrove. Di certo era preoccupato per la guerra imminente.
Cosa vede?, gli domand Polly. Con gli occhi della mente, intendo.
Quando provo delle penne, gli occhi della mente li tengo chiusi, disse Clary indispettita.
Non dicevo a te.
Guardarono entrambe il commesso che si schiar la voce, si pass la mano sui capelli pesantemente spalmati di brillantina e disse che non sapeva di cosa parlasse.
Come darle torto..., replic Clary. Prendo la Medium Relief.
Fanno sette scellini e sei pence, disse, e Polly cap che non vedeva l'ora di sbarazzarsi di loro.
Una volta fuori ebbero un mite battibecco su quella che secondo Clary era stata un'uscita bislacca da parte di Polly. Avr pensato che volevi dargli l'imbeccata, disse.
Non era affatto questa la mia intenzione.
Ma lui lo ha pensato di certo.
Oh, sta' zitta!.
Clary guard l'amica, anche se ora, pi che da amica, si stava comportando da semplice cugina...
Scusa. Lo so che sei nervosa. Senti, Poll. Pu ancora aggiustarsi tutto. Pensa a come  andata l'anno scorso.
Polly scosse il capo. Aveva la fronte aggrottata: di colpo somigliava a zia Rachel quando si sforzava di non piangere ascoltando Brahms.
Lo so, disse Clary con dolcezza. Tu non vuoi solo essere capita. Vorresti che io mi sentissi come te, o sbaglio?.
Vorrei che almeno qualcun altro si sentisse cos!.
Credo che sia tuo padre sia il mio si sentano cos.
S, ma il guaio  che non si curano dei nostri sentimenti.
So di cosa parli.  come se i nostri sentimenti andassero di pari passo coi nostri corpi... che sono pi piccoli dei loro! Che stupidaggine! Scommetto che non si ricordano di quando i bambini erano loro.
Figuriamoci, alla loro et! Al massimo si ricorderanno degli ultimi cinque anni.
Io, da parte mia, far in modo di ricordarmene. Certo, loro usano la scusa che sono responsabili per noi....
Responsabili! E non sanno nemmeno impedire che una guerra spaventosa ci uccida tutti. Non mi viene in mente nulla di pi irresponsabile!.
Ti stai agitando di nuovo, osserv Clary. Che facciamo adesso?.
A me non importa. Tu che vuoi fare?.
Devo prendere dei quaderni e un regalo di compleanno per Zo. Tu hai detto che ti serviva della lana. Potremmo mangiare le ciambelle per pranzo. O i fagioli al forno. Entrambe andavano pazze per i fagioli al forno: Simon e Teddy li mangiavano di frequente a scuola, mentre a casa non si cucinavano mai perch erano considerati una pietanza popolare.
S'incamminarono verso il lungomare. I bagnanti erano pochi e occupavano un tratto limitato di spiaggia dove sedevano scomodamente sui ciottoli con la schiena poggiata ai frangiflutti di legno argentato, mangiando panini e gelati e fissando il mare grigio-verde che si gonfiava e si abbassava in un modo che sembrava inutile e furtivo.
Ti va di fare il bagno?.
Ma Polly rispose con un'alzata di spalle. Non ci siamo portate il necessario, disse, ma Clary sapeva che questo non sarebbe stato affatto un ostacolo se Polly avesse avuto voglia di tuffarsi. Poco pi in l, superato quel tratto di spiaggia, dei soldati scaricavano da un camion grossi rotoli di filo spinato che poi sistemavano a intervalli regolari lungo la costa, dove si vedevano, conficcati in mezzo alla spiaggia, dei pilastri di cemento o qualcosa del genere.
Dai, andiamo a mangiare, si affrett a dire Clary.
Mangiarono i fagioli al forno con pane tostato, accompagnati da un ottimo t indiano forte (a casa non l'avevano preso), e poi una ciambella con la marmellata e un croissant alla panna a testa. Il pasto sembr rallegrare Polly, e parlarono delle solite cose, ad esempio il tipo di persona con cui si sarebbero sposate: Polly riteneva che un esploratore avrebbe fatto al caso suo solo se si fosse dedicato a esplorare luoghi caldi, perch lei detestava la neve e il ghiaccio, e allora l'avrebbe accompagnato di buon grado; Clary invece opt per un pittore, perch arte e letteratura andavano d'accordo e perch i pittori li conosceva bene, per via di suo padre. E poi gli artisti non si preoccupano troppo dell'aspetto fisico; guardano le facce con criteri diversi, dunque non si darebbero troppa pena per la mia faccia.
Cos'ha che non va la tua faccia?, disse Polly. Hai degli occhi bellissimi. Sono la cosa pi importante.
Sei tu che ce li hai.
Oh, i miei sono troppo piccoli. Bruttini, davvero. Sembrano dei bottoncini blu scuro.
Ma hai una splendida carnagione, cos candida e rosea, come le eroine dei romanzi. Hai notato, prosegu con aria sognante leccandosi dalle dita un ultimo residuo di panna, che nei romanzi si parla continuamente dell'aspetto fisico delle protagoniste? Dev'essere penoso per Miss Milliment leggere quelle cose sapendo che lei non potrebbe mai essere descritta in quel modo.
Non sono mica sempre cos belle, puntualizz Polly. Prendi Jane Eyre.
E poi hai dei capelli cos belli!  vero che i capelli ramati tendono a scolorire con l'et, aggiunse pensando alla madre di Polly. Diventano color marmellata annacquata. Oh, non parlarmi di Jane Eyre! Mr Rochester non parla d'altro che di quanto  piccola e fiabesca. Un modo furbo per dire che  bella.
Chi legge vuole conoscere questi dettagli. Spero che non diventerai troppo moderna come scrittrice, Clary. Quei libri in cui non si capisce quello che succede. Polly aveva preso Ulisse dalla biblioteca di sua madre e lo aveva trovato davvero difficile.
Scriver alla mia maniera, replic Clary. Nessuno deve dirmi come scrivere.
Va bene. Raccogliamo le nostre cose.
Per il pranzo avevano speso quattro scellini e mezzo, pi di quanto si aspettavano, e Clary, prodiga, si offr di pagare. Pagherai tu al tuo compleanno, disse.
Io credo che Miss Milliment ormai si sia abituata. Il desiderio di sposarsi passa in fretta, mi sa.
Accidenti! Tu credi? Allora forse io non mi sposer affatto. Gi adesso non ne ho molta voglia, e dopo la ventina si invecchia in fretta. Guarda Zo.
Il lutto fa invecchiare.
Tutto fa invecchiare. Hai presente quella signora elegante, Lady Knebworth, l'amica di zia Villy? Sai cos'ha detto a Louise?. Polly non reag, perci Clary prosegu: Le ha detto di non alzare mai le sopracciglia, perch cos vengono le rughe sulla fronte. Ricordatelo bene, Polly, perch aggrotti sempre la fronte quando ti sforzi di pensare a qualcosa.
Erano arrivate alla sala da t, e Clary domand: Che cosa potrei regalarle per il suo compleanno?.
A zia Zo? Non saprei... del sapone forse, o dei sali da bagno. Magari un cappello.
Non si regalano cappelli. Tutti vogliono solo quelli, orribili, che si scelgono da soli.  strano, no?, continu mentre tornavano verso i negozi. La gente che vedi nei negozi, intenta a scegliere scarpe, vestiti o altro... ci impiegano una vita, come se ogni cosa che comprano dovesse essere bellissima, perfetta. E poi guardali: perlopi hanno un aspetto orribile o al massimo normale, quando va bene. Sarebbe lo stesso se i vestiti li tirassero fuori dal bidone della spazzatura.
Fra poco porteremo tutti qualche uniforme, disse Polly con tristezza: ricominciava a star male.
 interessante da osservare, continu Clary, ferita. Forse si pu applicare anche ad altri aspetti. Potrebbe diventare una riflessione seria sulla natura umana.
La natura umana non vale niente, se vuoi la mia opinione. Se cos non fosse, adesso non saremmo sull'orlo di una guerra. Compriamo la lana e il resto. Poi andiamo a casa.
Cos andarono a fare le loro compere: una confezione di sapone al geranio per Zo, un quaderno e della lana color giacinto per Polly che voleva farsi un maglione. Poi andarono ad aspettare l'autobus.
... ...
Dopo pranzo, quel sabato, Hugh e Rupert erano partiti per una spedizione a Battle, armati di una formidabile lista della spesa. Rupert si era offerto di andarci per primo e Hugh, dopo aver avuto con Sybil qualcosa che poteva quasi definirsi una lite, aveva voluto accompagnare il fratello. Prelevarono dalle tre case altrettante liste di vettovaglie e partirono, con Rupert alla guida della Vauxhall che aveva acquistato il gennaio precedente dopo essere entrato nell'azienda.
Se alla fine non dovesse scoppiare la guerra, sembreremo degli scemi, disse.
Dopo un lungo silenzio guard il fratello, che ricambi il suo sguardo. Non sembreremo degli scemi, disse Hugh.
Hai una delle tue emicranie?.
No, no. Mi stavo solo chiedendo....
Cosa?.
Che cos'hai in mente di fare.
Oh. Be', ecco... prover a entrare in Marina.
Lo sapevo.
Temo che resterai da solo a mandare avanti la baracca.
C' il Vecchio.
Vi fu un breve silenzio: nei pochi mesi trascorsi in azienda, Rupert aveva imparato che il padre era cocciuto e dispotico. L'unico che sapeva come trattarlo era Edward; Hugh invece, quando non era d'accordo con le sue decisioni unilaterali, lo affrontava in modo diretto, trasparente e agguerrito. Non aveva attitudine alla manipolazione - o al tatto -, come a volte si diceva. I loro scontri si risolvevano il pi delle volte con difficili compromessi che non giovavano a nessuno, men che meno agli affari. Rupert, che stava ancora imparando le basi, non aveva saputo giocare altro ruolo che quello del testimone involontario e quell'estate, con Edward impegnato in un corso per volontari, le cose erano peggiorate parecchio. Poi Edward era tornato, ma solo per poco, in attesa di essere richiamato alle armi. Rupert, la cui decisione di andare a lavorare in azienda risaliva al periodo in cui Zo era rimasta incinta, non era ancora certo di aver fatto la scelta giusta. Insegnare arte per lui era stato un ripiego temporaneo, una sorta di tirocinio prima di diventare un artista a tempo pieno; ma ora gli era chiaro che mettersi in affari voleva dire rinunciare all'arte in modo definitivo. La prospettiva imminente della guerra gli forniva una via di fuga di cui era grato, anche se non lo ammetteva nemmeno a se stesso.
Per mi mancherai, ragazzo, stava dicendo Hugh, con una casualit studiata che lo commosse inaspettatamente: Hugh, come la loro sorella Rachel, usava sempre quel tono quando doveva dire qualcosa che gli stava molto a cuore.
C' sempre la possibilit che non mi prendano, disse Rupert. Non ci credeva davvero, ma era quanto di pi vicino a una frase di conforto gli fosse venuto in mente.
Certo che ti prenderanno. Vorrei solo poter essere pi d'aiuto anch'io. Poveracci, i polacchi. Dubito che avrebbe osato tanto, se i russi non avessero firmato quel patto.
Parli di Hitler?.
Certo, Hitler. Be', abbiamo avuto un anno. Speriamo di averne fatto buon uso.
Parcheggio davanti al negozio di Till, va bene? A quanto pare dobbiamo prendere un mucchio di roba l.
L'ora successiva la trascorsero a comprare quattro confezioni di barattoli a chiusura ermetica, disinfettante, paraffina, ventiquattro piccole torce con relative batterie di riserva, tre secchi di zinco, una quantit enorme di sapone e saponette, quattro fornelli a petrolio, un litro e mezzo di alcol denaturato, sei borse per l'acqua calda, una ventina di lampadine, mezzo chilo di chiodi e due di puntine. Chiesero anche un rotolo di tessuto da oscuramento in pi, ma nel negozio non ne erano rimasti che pochi metri. Prendiamoli comunque, disse Hugh a Rupert. Comprarono sei rocchetti di filo nero e un pacchetto di aghi per la macchina da cucire. Dal farmacista presero una medicina contro le coliche dei bambini, del latte di magnesia, olio per neonati, sapone da bagno, shampoo, polvere di maranta e dei sali contro l'acidit; Rupert compr anche un pettinino di tartaruga per Clary, che ormai era grande per portare la frangetta e cominciava a somigliare a un cagnolino. Ritirarono due cassette di verdura ordinate rispettivamente dalla Duchessa e da Villy quella mattina stessa. Comprarono le sigarette, Gold Flake e Passing Cloud, per Villy e Rachel. Rupert prese il Tatler per Zo e Hugh compr a Sybil HowGreenWasMyValley; a lei piaceva tenersi aggiornata sui nuovi libri e quello aveva avuto delle buone recensioni. Ricontrollarono la lista e si accorsero che avevano dimenticato l'acqua minerale per la Duchessa.
Solo questo?.
Non riesco a leggere bene... crevello?.
Cervello, lo corresse Hugh, con l'aria di chi conosceva fin troppo bene l'argomento. Per Wills. Sybil  convinta che morir se non ne mangia almeno una volta alla settimana. E andarono dal macellaio, il quale li inform che aveva appena ricevuto una telefonata da Mrs Cazalet Senior che aveva ordinato della lingua di bue; gliene era rimasta giusto una, l'aveva messa in salamoia da poco perci non andava tenuta a bagno a lungo, che lo dicessero alla cuoca. Se non le dispiace, signore, aggiunse. Era abituato a trattare con Tonbridge quando non venivano direttamente le signore, il che era raro. Uomini di buona famiglia che facevano la spesa: bastava questo a fargli capire che stava succedendo qualcosa di strano, pens mentre avvolgeva il cervello nella carta oleata e poi in quella marrone. Il garzone stava spazzando il pavimento - aveva anticipato l'orario di chiusura - e dovette gridargli in malo modo di non gettare la segatura contro i pantaloni dei signori.
Per strada c'era pi gente del solito: molte donne incinte con bambini pallidi al seguito camminavano su e gi, fissavano meste le vetrine dei negozi e poi si spostavano di qualche metro.
Evacuati, disse Rupert. Credo sia una fortuna non averne.  molto pi facile con la Casa dei Bambini, almeno i neonati non hanno parassiti e pidocchi, non si lamentano del silenzio e di quello che c' da mangiare.
Davvero?.
Sybil ha detto che Mrs Cripps ha detto che Mrs York ha detto che Miss Boot ha detto cos.
Ges!.
Quando salirono in auto, dopo aver caricato la spesa, Hugh disse: Credi che i bambini siano al sicuro?.
Lievemente sorpreso, Rupert rispose: Stai parlando dei nostri?.
S.
Be', dove altro potrebbero andare? A Londra no di certo.
Potremmo sistemarli da qualche parte all'interno. Pi lontano dalla costa. Metti che ci sia un'invasione?.
Onestamente, mi sembra prematuro. Accendimi una sigaretta, per piacere... E Sybil che ne pensa?, aggiunse dopo che Hugh l'ebbe accontentato.
Si comporta in modo strano. Si  messa in testa di venire a Londra per occuparsi di me. Ma io non posso permetterlo. Abbiamo quasi litigato per questo, disse, ancora stupefatto che una cosa tanto inaudita e inquietante fosse accaduta davvero. Alla fine l'ho tranquillizzata dicendole che sarei venuto ad abitare con te. So che non sar cos, precis. Tu di certo non sarai a Londra. Lei per non lo sa.  solo un po' d'ansia. La cosa migliore  che la famiglia resti unita. Io posso sempre tornare nel fine settimana.
Terrai la casa aperta?.
Si vedr. Dovrei trovare qualcuno che si occupi delle faccende. Altrimenti posso sempre alloggiare al club. Gli prese forma nella mente la prospettiva di una serie di orribili e interminabili cene con quelli del club, gente con cui non desiderava trascorrere nemmeno una serata.
Ma Rupert, che conosceva bene l'amore del fratello per la tranquillit domestica e a cui proprio non piaceva immaginarlo tutto solo al club, disse: Oppure potresti andare e tornare ogni giorno in treno insieme al Vecchio.
Hugh scosse il capo. Qualcuno deve restare a Londra di notte.  di notte che buttano le bombe. Non si possono lasciare i ragazzi al molo da soli.
Ti mancher Edward, vero?.
Mi mancherete tutti e due. D'altronde, quando si  un vecchio rottame come me non bisogna lamentarsi.
Bisogna pure che qualcuno tenga vivo il focolare domestico.
A dire il vero, mi pare che molti preferirebbero se lo lasciassi spegnere.
E poi aggiunse, dopo un breve silenzio. Sei l'unica persona che io conosca che quando ride si sganascia letteralmente.
 terribile, vero? A scuola mi chiamavano ilciuco.
Non lo sapevo.
Sei stato via per quasi tutto il tempo.
Gi. Be', adesso i ruoli si rovesciano.
Il tono di Hugh, umile e amaro, colp Rupert e lo indusse a guardare il moncherino nero posato sul ginocchio del fratello. Dio! Cosa deve essere ritrovarsi a vivere per sempre senza la mano sinistra perch un tizio che nemmeno conosci te l'ha fatta saltare via! Almeno  la sinistra. Io per sono mancino, per me sarebbe stato peggio. Prov vergogna per il proprio egocentrismo e, deciso a tirare su il morale del fratello, disse: La tua Polly  eccezionale. E diventa ogni giorno pi carina.
E Hugh, illuminandosi in volto, replic: S,  vero. Per, per l'amor del cielo, non dirglielo.
Non pensavo di dirglielo, ma del resto... perch no? Io dico sempre a Clary cose di questo genere.
Hugh apr la bocca per dire che era diverso, ma si trattenne. A suo modo di vedere andava benissimo dire a una persona che era bella quando in realt non lo era; con chi lo era davvero, per, bisognava tenere la bocca chiusa. Non voglio che si faccia delle idee, disse in tono vago. E Rupert, ben sapendo che nella lingua dei Cazalet quella frase significava montarsilatesta e sentendo risuonare nella memoria i nonciseisolotualmondo che tante volte si era sentito ripetere durante l'infanzia, prov pi opportuno o pi semplice dichiararsi d'accordo.
Ma certo, disse.
... ...
Raymond Castle era seduto in compagnia della figlia maggiore a un tavolo del Lyons Corner House in Tottenham Court Road.
Pap, per la centesima volta, sto benissimo. Davvero.
Ne sono certo, ma tua madre e io preferiamo che tu venga in campagna, con noi e il resto della famiglia.
Vorrei tanto che smetteste di trattarmi come una bambina. Ho vent'anni!.
Lo so, pens lui. Se avesse potuto davvero trattarla come una bambina, le avrebbe detto di preparare i bagagli senza fare tante storie e di salire in macchina con lui, la vecchia trota e la governante. Adesso invece gli toccava usare formule come ioetuamadrepreferiamo...
Oggi poi non posso assolutamente. Stasera c' una festa.
Segu un silenzio durante il quale Raymond si accinse al vecchio, familiare e non sempre efficace esercizio di domare i propri impulsi, e si accorse con stanchezza di non avere pi impulsi da domare. Aveva vinto lei, grazie alla sua bellezza: un'inquietante copia di Jessica com'era ai tempi del loro matrimonio, ma senza l'aura di innocenza romantica e spensierata ingenuit che gli aveva fatto perdere la testa. I capelli d'oro di Angela, che solo un anno prima erano sistemati in un lungo e seducente caschetto, adesso erano tirati indietro, con una severa riga in mezzo e una treccia sottile (di capelli veri, presumeva Raymond), a scoprirle la fronte e il viso dalle sopracciglia perfettamente disegnate, il trucco chiaro e leggero, la boccuccia rosso papavero. Portava un soprabito attillato di lino grigio chiaro e un foulard di chiffon color ambra intorno al collo bianco. Era molto alla moda (lui avrebbe usato l'aggettivo elegante), ma era fredda, distante. E questa era l'altra arma con cui aveva vinto: la completa indifferenza con cui si negava a ogni comunicazione con lui, a parte le risposte collaudate e insignificanti come sto bene, non sono una bambina, niente di speciale, oppure ha importanza?.
Una bella festa?.
Non lo so. Non ci sono ancora andata, replic senza guardarlo. Prese la tazza e fin di bere il caff. Poi gett uno sguardo tagliente su quella di suo padre. Voleva andare via, mettere fine a quello che per lei (Raymond lo vedeva bene) era un pigro interrogatorio. Lui si dichiar sconfitto e pag il conto.
L'idea di recarsi nell'appartamento che divideva con un'amica a lui sconosciuta e di portarla fuori a pranzo gli era venuta mentre guidava verso Waterloo Bridge per andare a prendere Lady Rydal e la governante. La tua buona azione della settimana, vecchio mio, gli aveva detto Edward quella mattina, ma a lui non era dispiaciuto farlo: non gli piacevano le situazioni in cui non era lui ad avere il controllo, e nel Sussex le redini le teneva il Vecchio. Presentarsi di punto in bianco era un modo per scoprire quello che stava succedendo: del resto, perch diavolo doveva fare tanto la misteriosa se non aveva niente da nascondere? Aveva preso in considerazione l'idea di telefonarle prima, ma questo avrebbe mandato a monte i suoi piani. Che erano...? Be', era suo padre e non poteva certo lasciarla da sola a Londra, viste le circostanze. Doveva convincerla a partire con lui. E questo era il motivo per cui era andato a trovarla. Si sarebbe sentito un mostro se, fatta tutta quella strada, l'avesse poi lasciata l in citt col rischio dei bombardamenti. Alla fine l'amore paterno aveva vinto sul senso d'imbarazzo. Era un uomo che sapeva trarre vantaggio dalla propria rettitudine. Aveva suonato il campanello della casa di Percy Street e aveva aspettato una vita che qualcuno venisse ad aprire. Premette a lungo il pulsante. Continuava a chiedersi che diavolo stesse succedendo, mentre una ridda di possibilit catastrofiche gli affollava la mente. Quando alla fine da una finestra del piano di sopra si affacci la testa di una ragazza che non era Angela e grid: Chi ?, Raymond aveva gi un diavolo per capello.
Sono venuto a trovare Angela, strill di rimando e, zoppicando, scese dal gradino per vedere l'interlocutrice.
S, ma chi  lei?.
Le dica che sono suo padre.
Suo padre?. Una risata incredula. D'accordo, come vuole.
Stava per salire di nuovo il gradino - non senza fatica, a causa della sua gamba -, quando sent di nuovo la voce della ragazza. Dorme. Lo disse col tono di chi  convinto di mettere fine alla conversazione.
Bene, mi faccia entrare e poi la svegli. In quest'ordine.
Va bene. Il tono ora era rassegnato. Mentre aspettava, diede un'occhiata all'orologio, anche se sapeva bene che ora fosse. Be', non lo sapeva di preciso, ma era di certo mezzogiorno passato. Ancora a letto a mezzogiorno. Buon Dio!
La ragazza che venne ad aprirgli era giovane, aveva capelli castani lisci e piccoli occhi marrone. C' molto da salire, disse non appena lo vide zoppicare.
La segu per due rampe di scale coperte di linoleum consunto dal vago lezzo felino, fino a una stanza che ospitava un letto non rifatto, un vassoio con resti di cibo davanti alla stufetta, un piccolo lavello col rubinetto che perdeva, un tappeto verdemare tutto macchiato e una poltroncina mezza sfondata su cui stava acciambellato un grosso gatto rossiccio. Gi, Orlando... Si accomodi, disse poi. La stufetta a gas, che aveva diversi elementi rotti e anneriti, faceva un gran baccano. Stavo preparando del pane tostato, disse la ragazza. Lo guard indecisa, domandandosi se fosse il caso di offrirgliene. Poi continu: Tutto a posto. L'ho svegliata. Ieri sera siamo andate a una festa e abbiamo fatto molto tardi, io per mi sono alzata presto perch non avevamo pi latte e avevo una gran fame.
Segu un silenzio piuttosto prolungato.
Finisca pure di fare colazione, disse Raymond.
Subito lei si avvent sulla pagnotta dalla forma irregolare che stava tagliando. Poi disse senza alzare gli occhi: Lei  davvero suo padre? Ora la riconosco. Mi scusi, disse. Per cosa si scusava?, si domand Raymond. Per quella risata incredula? O per la povera Angela il cui padre, un vecchio ronzino, si presentava in casa senza preavviso?
Di solito avete frotte di finti padri alla porta?.
Non proprio frotte, ma.... Fu interrotta da Angela, miracolosamente - almeno ai suoi occhi - truccata e pettinata con una complessa acconciatura. Indossava una vestaglia ed era a piedi nudi.
Sono venuto per portarti a pranzo, le disse dandosi a bella posta un tono sicuro e allegro.
Lei si lasci baciare, poi, guardandosi intorno con un certo disgusto, disse che andava a vestirsi e che dopo potevano uscire.
Una volta in strada, Raymond chiese: Dove ti piacerebbe pranzare?.
Lei alz le spalle. Dove ti pare. Io non mangio.
Alla fine erano scesi per Percy Street, avevano svoltato in Tottenham Court Road e si erano seduti a un tavolo del Lyons Corner House, dove Raymond aveva ordinato dell'arrosto di agnello con patate e carote, mentre Angela sorseggiava un caff.
Sicura che non vuoi una grande coppa tuttigusti?, le aveva chiesto.
Quando era pi piccola, Dio solo sapeva quanto pi piccola, quelle spaventose composizioni di dolci erano il supremo oggetto del desiderio. Adesso invece si limit a guardarlo come fosse pazzo e a dire no grazie. Dopo questo breve scambio lui aveva chiacchierato senza sosta, raccontandole che doveva andare a prendere la nonna e Miss Milliment, e fu allora, quando vide il suo viso illuminarsi al nome di Miss Milliment, che si rese conto di quanto sua figlia fosse stata arrabbiata nel corso di quel pasto. Mi  simpatica, Miss Milliment, disse e un'espressione indefinibile le attravers il viso, sparendo prima che lui riuscisse a decifrarla. In quel momento decise di scusarsi per essersi presentato cos all'improvviso.
Insomma, perch sei venuto?, gli domand. Era una vaga accettazione delle sue scuse, e lui prima le raccont di averlo fatto sull'impulso del momento, poi ammise di volerla portare via da Londra. Adesso stavano per separarsi e l'incontro era stato un completo fiasco. Quando furono accanto alla macchina, che era parcheggiata di fronte a casa di lei, lui le disse: Be', forse una telefonata alla mamma potresti farla, che ne dici?  nella casa nuova. Watlington tre quattro.
Non abbiamo il telefono, ma ci prover. Grazie per il caff. Gli offr la guancia, poi corse su per la scala che portava al suo appartamento; si volt solo quando fu sull'uscio per controllare che stesse davvero salendo in macchina per partire. Cosa che Raymond fece.
In quella faticosa giornata riusc a compiere una quantit di stupidi errori: innanzitutto and a prendere sua suocera prima di Miss Milliment, e Lady Rydal accolse come un insulto alla sua persona anche il semplice fatto di passare in macchina per Stoke Newington, poi fu la volta di Miss Milliment, il cui bagaglio si rivel impossibile da riporre accanto a quello di Lady Rydal (dovette sistemare il portabagagli sul tetto e ci volle un'eternit), dopodich rest senza carburante prima ancora di aver superato il Blackwell Tunnel e buc una gomma nei pressi di Sevenoaks (questo non fu colpa sua ma Lady Rydal, che in materia si considerava un'esperta, lo vide come l'ennesimo tragico errore). Per il resto di quella goffa, terribile giornata, ripens al suo penoso incontro con la figlia maggiore. Nel suo comportamento aveva ravvisato un riflesso di s che non sopportava ma che non poteva in buona fede criticare: un uomo di mezza et irascibile e frustrato, incapace in tutto ci che pure lo interessava, con la tendenza ad angariare gli altri per infettarli col suo disagio, in particolare - lo sapeva bene - i figli. Con Jessica non lo faceva: perdeva spesso le staffe con lei, s, ma non era mai prepotente. L'amava, anzi l'adorava. In quelle occasioni, dopo, si pentiva sempre, la copriva di piccole affettuose attenzioni, si puniva per il suo brutto carattere e per la cattiva sorte, e lei, da quell'angelo che era, lo perdonava ogni volta. Ogni volta... Quanto quegli episodi si somigliassero fra loro lo colp d'improvviso; c'era in essi un che di rituale. Se uno dei due dimenticava una battuta, l'altro poteva suggerirgliela senza pensarci. E non aveva forse notato come, negli ultimi anni, le risposte di lei fossero diventate un po' meccaniche? Le importava davvero? O lui era diventato una semplice fonte di noia? Per tutta la vita aveva temuto di non piacere agli altri: non era stato abbastanza intelligente agli occhi di suo padre e sua madre non aveva avuto occhi che per Robert, suo fratello maggiore, morto in guerra. Ma da quando aveva incontrato Jessica, da quando se ne era innamorato all'istante e perdutamente e lei aveva ricambiato i suoi sentimenti, non gliene era pi importato niente di quel che pensavano gli altri di lui. L'amore di quella creatura magnifica e desiderabile lo aveva riempito di vita. Jessica aveva decine di pretendenti, eppure aveva voluto lui. Quanti sogni, quanto ardore lo avevano acceso allora, tutto per lei! Quanti progetti per fare soldi, per darle una vita di lussi e di agi romantici! Non c'era nulla che non fosse disposto a fare per lei, ma per qualche motivo le cose non andavano mai come lui le aveva pianificate. La locanda, l'allevamento di polli, la coltivazione di funghi, la scuola preparatoria per ragazzi poco dotati, la pensione per cani: ogni progetto era apparso pi meschino e insensato del precedente, man mano che si sommavano i fallimenti. Non era bravo negli affari, non era stato cresciuto per quel tipo di lavoro e, lo doveva ammettere, non era affatto bravo con le persone, a parte Jessica. Dopo la nascita di Angela, un anno dopo il suo congedo dall'esercito per invalidit, Jessica non aveva potuto occuparsi di altro: era stata una bambina difficile, che non dormiva mai per pi di una o due ore di fila, col risultato che per i genitori non c'era mai una notte di sonno come si deve. E quando era arrivata Nora, Angela ne aveva risentito cos tanto che Jessica non poteva lasciarle sole per un minuto; ovviamente non avevano potuto permettersi una bambinaia, giusto un aiuto diurno. Quando era nato Christopher, si era rallegrato di avere almeno un figlio maschio, e invece quel figlio si era rivelato il peggiore: aveva sempre qualcosa che non andava, non ci vedeva bene, era debole di stomaco e a cinque anni per poco non era morto per una mastoidite; cos Jessica lo aveva viziato e lui era diventato una mammoletta, pauroso di tutto. E Raymond non aveva potuto farci niente. Ripens a quella volta - i ragazzi erano piccoli - che aveva organizzato per loro uno spettacolo di fuochi d'artificio e Christopher si era messo a strillare perch non gli piaceva il frastuono, e poi quella in cui li aveva portati allo zoo per fare un giro sull'elefante e Christopher si era rifiutato di salire in groppa all'animale e aveva fatto una scena inenarrabile, inpubblico. Jessica aveva un bel dire che era un ragazzo sensibile, ma invece era solo uno smidollato, circostanza che tirava fuori il peggio da Raymond. Nel suo intimo, Raymond sapeva di aver fatto del male a suo figlio, e per questo odiava lui e se stesso. Il ragazzo se l'era cercata: quelle mani tremanti, quella goffaggine, quei silenzi a testa bassa di fronte agli scherni scatenavano in Raymond una furia irresistibile che poteva al massimo moderare, tramutandola in irritazione. Quando suo padre lo aveva irriso perch non era abbastanza intelligente, lui, Raymond, aveva alzato i tacchi ed era andato a fare altro, e lo aveva fatto bene. All'universit si era fatto onore nel rugby e nel canottaggio, era stato un tiratore di prim'ordine e il miglior tuffatore della scuola, perci, se suo padre lo avesse voluto, avrebbe avuto non una ma molte cose per cui andare orgoglioso del figlio. Naturalmente, per, non gliene era mai importato e aveva continuato a farlo sentire un asino solo perch non sapeva cose di cui del resto non gli importava. L'esercito era stato per lui un'ottima via di fuga. Si era distinto, era diventato capitano prima dello scoppio della guerra, poi lo avevano fatto maggiore e gli avevano dato una medaglia, si era sposato con Jessica e avevano trascorso due stupende settimane in Cornovaglia, poi c'era stata Ypres, la terza battaglia, ed era stato allora che aveva perso la gamba. Gli era sembrata la fine del mondo, e di certo era stata la fine della sua carriera. Aveva combattuto una furiosa battaglia con se stesso per accettare la sua situazione e gli pareva di averla vinta, ma sapeva che ci lo aveva indurito nei rapporti con le altre persone, quei fortunati provvisti di due gambe che potevano fare tutto quello che volevano; aveva sempre avuto la sensazione che nessuno di loro avesse la pi vaga idea di cosa significasse essere nei suoi panni. Non volevano un quarto figlio, ma arriv Judy, cos gli tocc accettare un lavoro a scuola; come impiegato godeva di forti sconti e questo, almeno, fu provvidenziale per gli studi di Christopher. Zia Lena, di tanto in tanto, aveva dato una mano per le ragazze; il guaio era che non aveva mai detto chiaramente cosa intendesse fare delle sue sostanze, cosicch lui e Jessica avevano vissuto a lungo nell'incertezza. Adesso almeno, morta zia Lena, avevano un po' di soldi e una casa molto pi bella, ma ormai era tardi perch quel benessere potesse fare davvero la differenza. I suoi figli, che da piccoli lo avevano temuto, ora gli dimostravano indifferenza.
Non tutti allo stesso modo, per: Angela lo trattava con sufficienza, facendogli capire chiaramente che lo trovava noioso; Christopher lo evitava quando poteva e, se non poteva, adottava un contegno studiatamente formale; sia Nora sia Judy utilizzavano un tono di voce speciale nel parlare con lui, un tono allegro e accomodante che Judy, secondo Raymond, aveva copiato da Nora e che entrambe avevano imparato da Jessica; quest'ultima infatti ricorreva a quel tono di ostentata serenit ogni volta che lui si adombrava per una ragione o per l'altra. Come risultato di tutto questo, Raymond si sentiva isolato nella vita familiare, escluso dalle cose che loro condividevano. Ormai aveva sostituito lo pneumatico e ficcato a forza quello forato nel bagagliaio stracolmo, ed era risalito in macchina con le sue silenziose passeggere. Miss Milliment gli sorrise e gli mormor le sue scuse per non aver saputo essere di alcun aiuto, mentre Lady Rydal, a cui non era mai nemmeno passato per la testa di dover essere d'aiuto a chicchessia, sbott: La prego, Miss Milliment! Non credo proprio che riparare un guasto a una macchina possa rientrare fra i compiti di una governante!. Poi, fatta una pausa, aggiunse: Una ruota bucata  davvero oltre i limiti del sopportabile!. Il resto del viaggio lo pass a coltivare l'irrazionale fantasia di essere in macchina da solo, diretto alla casa di zia Lena a Frensham, dove Jessica (e nessun altro) lo aspettava per prendere il t sul prato, e di non dover accompagnare la vecchia trota e una governante al campo estivo dei Cazalet.
... ...
Alle quattro del pomeriggio, quel sabato, Villy e Sybil dovettero interrompere i lavori per l'oscuramento in quanto era finito il tessuto. Sybil disse che moriva dalla voglia di un t e Villy dichiar che si sarebbe spinta fino in cucina per prepararne un po'.
 stata davvero un'impresa!, disse diversi minuti dopo, quando torn con un vassoio che adagi sul prato dove Sybil aveva sistemato, una di fronte all'altra, due poltrone da giardino. Louise e Nora stanno cucinando una cena con pi portate per le infermiere, mentre Emily se ne sta seduta in poltrona facendo finta che non ci siano. Sono davvero coraggiose; io non credo che potrei sopportarlo. Le ho gi detto che  un'emergenza, ma lei mi guarda come se me lo fossi inventato.
Credi che si licenzier?.
 possibile, disse Villy scrollando le spalle. L'ha detto pi d'una volta. Ma ha un'adorazione per Edward e ha sempre cambiato idea. Edward per andr via di sicuro e, tra lo stare in campagna e il dover cucinare ogni giorno per un esercito di donne e bambini, non so proprio se ce la far.
Edward parte, allora?.
Se ne avr la possibilit. Se lo prendono, insomma. Hugh non lo prenderanno di certo, aggiunse vedendo l'espressione della cognata. Diranno che la sua presenza  necessaria in azienda.
Lui per vuole stare a Londra, disse Sybil. Gli ho detto che non intendo lasciarlo in quella casa da solo. Divento matta al solo pensiero.
Ma non puoi certo portare Wills a Londra!.
Lo so. Ma Ellen potrebbe occuparsi di Wills e Roland, no? E ci sarai anche tu, per via di Roland, vero?. Non prendeva nemmeno in considerazione l'idea che una madre potesse lasciare un bambino di soli sei mesi.
Villy si accese una sigaretta. A dire la verit non ci ho ancora pensato. Il che non era vero. Il suo pensiero costante nelle ultime settimane era stato che, se non si fosse accollata un neonato, adesso avrebbe potuto fare un sacco di cose utili nonch interessanti. Gli voleva bene, certo che gli voleva bene, ma lui stava benissimo con Ellen, la quale da parte sua era entusiasta di doversi occupare di due neonati, adesso che Neville e Lydia erano diventati troppo per lei, o troppo poco, a seconda dei punti di vista. La prospettiva di fare la vedova bianca e gestire una casa mentre era in corso una guerra le risultava spaventosa e insensata allo stesso tempo. Con l'esperienza che aveva nella Croce Rossa, poteva lavorare come infermiera, addestrare volontari, gestire una casa di recupero per soldati convalescenti o lavorare in una mensa... sarebbe stato molto meglio se fosse rimasta Sybil a vegliare sul fortino domestico: lei non aveva altre ambizioni che badare al marito e ai figli. Villy gett uno sguardo alla cognata che era seduta di fronte a lei con in grembo i calzini azzurri che stava sferruzzando e torceva con le dita un fazzoletto bianco.
Non posso lasciare Hugh da solo a Londra, disse. Lui non  come Edward, non gli piacciono i club e le feste, e a casa da solo non pu farcela. Ma quando provo a parlargliene s'innervosisce e dice che lo tratto come un incapace. I suoi occhi di un azzurro un po' scialbo incontrarono quelli di Villy e subito si ritrassero, riempiendosi di lacrime. Dio mio, disse. Sono una vera sciocca. Si asciug gli occhi col fazzoletto, si soffi il naso e prese un sorso di t.  tutto assurdo! Non abbiamo quasi mai avuto un litigio, noi due. E per poco non mi ha accusata di non curarmi abbastanza di Wills. Scosse il capo per ribadire quanto quell'idea fosse inconcepibile, e i capelli spettinati le ricaddero sul viso.
Cara, troveremo di certo una soluzione. Stiamo a vedere cosa succede.
Non c' molto altro che possiamo fare, no?. Prese delle forcine che aveva in grembo e altre che le erano rimaste in testa e inizi ad attorcigliarsi i capelli dietro la nuca.
Il peggio  che, bofonchi tenendo alcune forcine tra le labbra, sono perfettamente consapevole che questi problemi sono delle vere sciocchezze a paragone di quello che dovr affrontare la maggior parte della gente.
Pensare a quelli che stanno peggio pu solo farti sentire peggio, osserv Villy: sulla materia era ferrata. Voglio dire che sentirsi in colpa perch si sta male non  d'aiuto a nessuno.
Arriv in giardino Louise, reggendo un vassoio con sopra due brioche fumanti.
Vi ho portato le mie brioche da assaggiare, disse. Ho appena sfornato la prima teglia.
Io no di certo, cara, disse bruscamente Villy. Dopo la nascita di Roland aveva messo su peso.
Io la prendo molto volentieri, disse Sybil: aveva visto la faccia di Louise a quel rifiuto. Doveva prenderne una, pens.
Non dovrebbe farlo, pensava per parte sua Villy. Anche Sybil era ingrassata dopo che era nato Wills, ma non sembrava le importasse molto: quando non riusciva a entrare nei vecchi vestiti si faceva una risata e ne comprava di nuovi, pi grandi.
Caspita, che buone! Come quelle della pasticceria, anzi meglio.
Puoi prenderle entrambe, se ti vanno. Ne sto facendo in quantit per le infermiere. Nemmeno Emily le ha volute, aggiunse Louise mettendo deliberatamente sua madre nella stessa categoria di Emily, e sperando con ci di farle dispetto. Le d fastidio che io le sappia fare. Si comporta in modo odioso con Nora che sta facendo un pasticcio di carne. Ma Nora ha le spalle larghe. Vorrei essere come lei. La cattiveria degli altri non la sfiora nemmeno.
Pulirete tutto per bene, s?.
Ho gi detto che lo faremo, rispose Louise con un tono di ostentata pazienza con cui sperava di raggelare la madre, poi torn in casa, i lunghi capelli lucenti le rimbalzavano sulle spalle magre.
 cresciuta molto nell'ultimo anno, vero?.
S, infatti non le sta pi praticamente niente. Credo che diventer troppo alta.  talmente goffa! Pare che alla scuola di economia domestica abbia battuto il record di piatti infranti.
Succede, quando crescono in fretta. Devono ancora abituarsi alle loro misure. Per te  diverso, Villy... tu sei sempre stata cos minuta e aggraziata nei movimenti. Simon invece  proprio come Louise: capitano tutte a lui.
Oh be', ma  un maschio. Qualche disastro da loro ce lo aspettiamo. Succede anche a Teddy qualche volta. Il fatto  che Louise non ci bada proprio. Con me ha sempre avuto problemi, ma adesso risponde male anche a Edward.  stato un sollievo che sia andata in quella scuola, anche se non so bene a cosa possa servirle.
Be', le brioche erano squisite.
S, cara, ma chi si aspetta da noi che facciamo le brioche? Almeno insegnano anche a condurre i colloqui con la servit... ma farelepiegheallacotta? Mi dici a che accidenti serve una cosa del genere?.
Se tuo marito  un ecclesiastico,  fondamentale.
Quella mi sembra piuttosto la strada di Nora.
 davvero meravigliosa, non trovi? Sempre cos buona, gentile e sensibile. Almeno erano d'accordo nell'attribuirle tutte le virt tipiche delle ragazze bruttine.
Louise invece  troppo egoista, tagli corto Villy. Dove credi siano andati a finire i bambini? Avevo detto loro di essere qui per il t.
Quali? Neville e Lydia? A quanto pare sono sempre a Home Place. Qui non ci mettono quasi piede.
Non gli va gi che li abbiamo messi a stare qui coi piccoli..., fece Sybil, subito interrotta da Villy. S, lo so. Ma non volevo che ci venissero Rupert e Zo. Ho pensato che a Zo non avrebbe fatto bene vedere spesso i nostri piccoli.
Hai proprio ragione. Povera Zo... Certo, avere qui da noi tutta la Casa dei Bambini non sar piacevole per lei.
No, ma forse ....
Tu credi?.
Non ne sono certa. So che Edward ha detto a Rupert che la cosa migliore  riprovarci subito, e Rupert  parso d'accordo. Perci  possibile.
Oh, bene. Sybil si astenne dal dire che Hugh aveva detto a Rupert che era meglio far passare sei mesi per dare a Zo la possibilit di riprendersi dalla perdita e che Rupert l'aveva trovata un'idea molto saggia.
Ma Villy capt il suo sguardo. Ma forse lo avr chiesto anche a Hugh, il quale gli avr detto l'esatto contrario.
Come lo sai?.
Caro vecchio Rupe, disse Villy mentre radunava le tazze sul vassoio.
Comunque sia, credo sarebbe stato meglio se lo avesse chiesto a Zo e basta.
... ...
A Zo era stato assegnato il compito di raccogliere le prugne mature dagli alberi stracarichi di frutti. Ma non devono andare sprecate, l'aveva ammonita quella mattina la Duchessa. Perci, Zo cara, se raccogli tutte quelle che ci sono nell'orto possiamo fare delle crostate e con il resto preparare delle conserve. Attenta alle vespe. Cos aveva preso il secchio pi grosso che aveva trovato nella serra e la scala e aveva portato il tutto nell'orto, poi aveva sistemato la scala contro la prima delle piante disposte a spalliera e aveva cominciato a raccogliere di buona lena. Era meglio che cucire insieme alle prozie ed era meglio che scrivere l'ennesima lettera vuota e insignificante a sua madre, che si trovava sull'Isola di Wight per un soggiorno di durata indefinita presso la sua amica. Dall'anno prima Zo si stava sforzando di essere pi gentile con sua madre, di prestarle maggiori attenzioni, ma il massimo che riusciva a fare era evitare di risponderle male. Dopo che aveva perso il bambino, a giugno, era piombata in una tale apatia che preferiva stare da sola. Quando era sola non doveva sforzarsi di sembrare allegra, come diceva lei; non doveva sopportare continui gesti di solidariet e sollecitudine che la innervosivano e le facevano venire una gran voglia di piangere. Le sembrava di essere destinata a sopportare per il resto della sua vita gentilezze che non meritava, a cercare di ricambiare in maniera disonesta, a essere vista costantemente nella luce sbagliata; doveva riprendersi da qualcosa che tutti, eccetto lei, sembravano considerare una tragedia della natura. La gravidanza si era rivelata proprio come la brutta esperienza che aveva sempre creduto. Nulla era avvenuto cos come glielo avevano descritto. La nausea mattutina che doveva durare per i primi tre mesi si era prolungata fino alla fine, e non si era affatto limitata alle prime ore della giornata. Gli ultimi quattro mesi aveva avuto un continuo mal di schiena che rendeva scomoda qualsiasi posizione, e di notte si svegliava tre o quattro volte per andare al gabinetto. Le si erano gonfiate le caviglie, diversi denti le si erano cariati e, per la prima volta in vita sua, aveva provato in egual misura ansia e noia. Ogni volta che veniva sopraffatta dalla noia, poich non si sentiva abbastanza in forma da fare qualcosa che la interessasse, subentrava l'ansia. Se fosse stato figlio di Philip, si sarebbe notata la somiglianza? Sarebbe stato subito evidente agli occhi di chiunque che non era figlio di Rupert? Che sentimenti avrebbe provato nei confronti di quel figlio, dovendo fingere che fosse di Rupert quando invece era di un altro? In quelle occasioni aveva provato il cocente desiderio di dirlo a qualcuno, di confessare, di essere smascherata e persino non perdonata... qualunque cosa pur di poterne parlare con un'altra persona, ma era sempre riuscita a non farlo. L'angoscia era tale che non l'aveva quasi mai sfiorata il pensiero che dopotutto poteva anche essere di Rupert. E Rupert era stato cos buono con lei! La tenerezza, la pazienza, l'affetto che le aveva dimostrato quando era stata male e spesso piangeva, quando si era ritirata dietro muri di malumore e autocommiserazione, quando era stata irritabile (come poteva capire senza sapere?), quando si era profusa in scuse per la sua inadeguatezza (questo accadeva quando il senso di colpa aveva la meglio); era parso disposto ad accogliere ogni suo eccesso in quei mesi, finch alla fine aveva partorito, in casa, con la levatrice che aveva assistito tutte le nascite in famiglia. Ore e ore di agonia, e alla fine Rupert, dopo esserle stato accanto per tutto il tempo, le aveva messo in braccio il fagottino pulito e avvolto nelle fasce. Ecco, tesoro mio. Non  bellissimo?. Lei allora aveva abbassato gli occhi su quella testolina sormontata da uno scarabocchio di capelli scuri, sulla faccina giallastra e rugosa - aveva un brutto ittero - avvolta dal pizzo bianco della copertina che la Duchessa aveva ricamato apposta per lui. Aveva osservato la fronte alta, il labbro superiore allungato e ne aveva avuto la certezza. Aveva alzato gli occhi su Rupert, che appariva emaciato per la stanchezza: in quel momento, non riuscendo a tollerare l'innocenza che c'era nell'ansia di lui e la sua sollecitudine e il suo amore, aveva chiuso gli occhi e calde lacrime le erano sgorgate sul viso. Quel momento era stato il peggiore di tutti: non aveva messo in conto di dover sopportare anche la sua gioia, il suo orgoglio. Sono stanca morta, aveva detto. La frase era uscita simile a un gemito. La levatrice aveva preso il neonato dicendo che le ci voleva un buon sonno; Rupert le aveva dato un bacio e poi l'aveva lasciata sola. Ed era rimasta l distesa, rigida, il sonno interdetto da quella bugia che le divorava la coscienza e di cui non si sarebbe liberata mai: quel piccolo estraneo sarebbe cresciuto sempre di pi e sempre pi smaccata sarebbe diventata la sua somiglianza con Philip, che Zo ormai odiava, e si era trovata a pensare con orrore che solo la sua morte poteva liberarla. O la mia, era stato il pensiero successivo: augurarsi la propria morte anzich quella di un altro l'aveva fatta sentire un po' meglio. E poi, in capo a una settimana, il bambino era morto davvero. Non era mai stato bene, non era cresciuto perch o non succhiava il latte, che lei aveva in abbondanza, oppure dava di stomaco, e non dormiva perch piangeva sempre sommessamente - coliche, le avevano detto -, ma alla fine la levatrice aveva borbottato qualcosa a proposito dell'intestino attorcigliato e che non c'erano mai state possibilit per lui. Era stato Rupert a dirle che era morto (lei si era perfino rifiutata di dargli un nome): la compassione del marito nei suoi confronti era stata il colpo di grazia, poi le si era posata addosso una grande calma incolore. Era finita. Ci erano voluti giorni di dolore cocente e di sete continua perch le andasse via il latte, non senza che il bel seno, a cui teneva tanto, le si riempisse di brutte smagliature. Non gliene importava un granch; non le importava di nulla. Quel sollievo era troppo pericoloso per accettarlo - dopotutto si era augurata quella morte - e cos se ne era restata nella bolla di solitudine che nasceva dal fatto di dover tacere all'unica persona che l'amasse le uniche cose che le premeva dire. Le ci era voluto molto tempo per riprendersi: era sempre stanca, dormiva fino a tardi e crollava il pomeriggio, svegliandosi poi esausta per tutta quell'incoscienza. Era circondata dalle attenzioni affettuose di tutta la famiglia, ma curiosamente solo quelle di Clary erano riuscite a toccarla. Un pomeriggio si era svegliata da un pisolino sul divano e se l'era trovata davanti che posava con cura un vassoio sul tavolinetto accanto. Aveva fatto gli scones, disse, era la prima volta, perci non era certa che fossero buoni. Non lo erano infatti: duri come sassi e pesanti.  il pensiero che conta, aveva detto lei meccanicamente.
C'era nell'aria una profusione di debole buona volont, ma Clary aveva replicato: S, ma questo conta solo per la persona che l'ha avuto, il pensiero, no? Voglio dire,  una fortuna che uno possa nascondere agli altri certi pensieri. Io per esempio una volta desideravo che tu morissi. Va tutto bene, adesso non lo desidero pi.  stato brutto da parte mia fare certi pensieri, solo qualche volta, certo, ma sarebbe stato peggio se tu ne fossi venuta a conoscenza. Ti odiavo perch non eri mia madre, capisci? Ora invece sono contenta che tu non ci abbia nemmeno provato. Cos almeno posso considerarti mia amica.
Allora le si erano riempiti gli occhi di lacrime - erano settimane che non piangeva -, e Clary era rimasta seduta in silenzio vicino al tavolino basso, e quel calore silente, insieme all'intensit del suo sguardo, le era stato di enorme conforto. Non c'era stato bisogno di smettere di piangere, di spiegare o scusarsi o mentire. Quando ebbe finito, le serviva un fazzoletto e Clary aveva sfilato la tovaglietta bianca da sotto le tazze, rovesciando un po' di latte, e glielo aveva dato. Il fatto  che se una madre perde un bambino pu sempre averne un altro, ma di madre invece ognuno ne ha una soltanto. Pos un dito su una goccia di latte e lo lecc. Non pensare che io voglia minimizzare il tuo dolore. Voglio dire solo che ci si pu riprendere quasi da qualunque cosa. Questo  il bello. Ecco perch quelli come Amleto avevano tanta paura dell'inferno. Perch  un supplizio che non finisce mai e, personalmente, questo  il motivo per cui non credo che esista. Io credo che finch uno  vivo tutto cambia e poi, quando uno muore, finisce e basta. Certo, potrei cambiare idea negli anni a venire, ma c' tempo. E c' tempo anche per te, perch se  vero che hai ventiquattro anni, sei pi vecchia di me di soli dieci.
Subito dopo era stata chiamata da Ellen, perch rimettesse a posto il disordine che aveva lasciato in cucina.
Mi dispiace per gli scones, disse prendendo il vassoio. Il sapore non era male prima che li cuocessi. Il processo di trasformazione li ha rovinati. Non so proprio perch.
Dopo che Clary se ne fu andata, Zo rest distesa a pensare a ci che era stato detto - e a ci che era stato taciuto - e, quando si sofferm sul momento in cui Clary aveva detto: Cos almeno posso considerarti mia amica, si ritrov a piangere un'altra volta. Non ne aveva mai avuti, di amici.
In quel momento aveva preso diverse decisioni: cercare una nuova casa (alla fine non si erano trasferiti, in parte per via della gravidanza e in parte perch, sebbene Rupert guadagnasse di pi ora che lavorava per la famiglia rispetto a quando insegnava, le loro finanze non consentivano ancora un trasloco) e organizzare delle cene per Rupert, ma in questo si scontrava con il fatto che a cucinare, adesso che i bambini rimanevano entrambi a scuola tutto il giorno, era Ellen e la sua cucina non andava oltre pochi semplici piatti adatti ai piccoli, del tutto inadeguati alle serate sofisticate che aveva in mente lei. Per qualche ragione, quelle idee e quei progetti non si erano mai concretizzati, e la cosa non sembrava importarle poi molto. Certe volte si trovava a pensare che forse c'erano decisioni pi difficili e serie da prendere, ma quei problemi sembravano cos amorfi (intangibili per lei) e allo stesso tempo cos fuori dalla sua portata da farle temere che, se anche fosse riuscita a capirli, si sarebbe resa conto che solo una persona molto diversa da lei poteva affrontarli. Alcune cose andavano meglio. Non le pesava pi la presenza di Clary e Neville, che del resto ormai assorbivano sempre meno l'attenzione e il tempo di Rupert. Neville, che frequentava una scuola diurna, la teneva a una certa distanza; con lei era educato e simpatico ma quelli con cui parlava erano Ellen e Rupert. Con Clary era diverso. Si era accorta che ce la stava mettendo tutta, che notava e ammirava ogni suo vestito nuovo. Volle ricambiare aiutando Clary a essere pi carina ma, dopo averle cucito a mano un abito da sera, si era accorta che a lei non interessava pi di tanto. Quando andavano a fare compere insieme, non voleva mai le cose che Zo sceglieva per lei. Mi fa sentire stupida, aveva detto quando Zo le aveva trovato un delizioso abitino alla marinara in serge coi bottoni d'ottone. Del resto, qualunque suo capo ben presto finiva strappato, lacerato, macchiato d'inchiostro o semplicemente smesso perch ormai troppo piccolo. Era un disastro coi vestiti, diceva Ellen, che aveva sempre un bel daffare a lavare, stirare o rammendare la sua roba.
Con Rupert invece si trovava in un limbo. Aveva accettato senza far domande i sentimenti che lui aveva provato nei suoi confronti in passato. Aveva visto in lei una creatura d'irresistibile bellezza e perci se ne era innamorato. Ma per tutto l'anno precedente quelle caratteristiche si erano eclissate e, oltre all'umiliazione dei sintomi disgustosi che aveva e delle nuove dimensioni del suo corpo, aveva dovuto subire anche la bont del marito. Desiderava che lui l'adorasse, ma nessuno meglio di lei sapeva che era impossibile: nessuna donna incinta poteva ispirare adorazione. Non aveva voluto nemmeno fare l'amore con lui, e lui aveva desistito non appena se ne era reso conto. Non ha nessuna importanza, aveva detto. Proprio nessuna?
Aveva acconsentito ad andare nel Sussex per le vacanze dei bambini: non le importava nemmeno troppo che Rupert, col suo nuovo lavoro, non avesse pi tanto tempo libero ma, come i suoi fratelli, godesse solo di due settimane di ferie e la raggiungesse per il fine settimana. Da sola era pi facile. Leggeva molto. Perlopi romanzi: G.B. Stern, Ethel Mannin, Howard Spring, Angela Thirkell, Mary Webb, Mazo de la Roche e, quando le trovava, anche le biografie delle amanti dei re. Leggeva Agatha Christie, ma non sopportava Dorothy Sayers. Aveva letto JaneEyre e le era piaciuto, poi aveva provato con Cimetempestose, ma non lo aveva capito del tutto. Da quando era in campagna, la compagnia che le era risultata pi tollerabile era stata, con sua sorpresa, quella della Duchessa, che un giorno le aveva chiesto di sistemare i fiori. Fino ad allora il rapporto con la suocera era stato all'insegna della cortesia e di una certa formalit nervosa da parte sua, ma quell'estate Zo not che la Duchessa le si rivolgeva con una sollecitudine pensosa che non era per nulla invadente n esigeva da lei delle risposte. Cap che la richiesta di sistemare i fiori era stata una mano tesa, cos s'impegn a fondo e si accorse che farlo le piaceva e le riusciva anche molto bene. Da allora cominci a raccogliere i fiori con lei, a imparare i nomi delle variet di rose e in seguito, su sua richiesta, la Duchessa le insegn a fare il pliss - e Zo impar anche questo. La Duchessa non parlava mai del bambino - Zo aveva temuto che, con la nuova intimit creatasi tra loro, questo potesse accadere, costringendola a dire cose che non sentiva e non pensava sotto quello sguardo onesto e diretto, ma non capit -, n accenn mai, nemmeno in modo indiretto, alla possibilit di un'altra gravidanza. Perch quella prospettiva, che per qualche ragione pareva essere la sua sorte obbligata anche se nessuno ne parlava apertamente, l'atterriva. Nella famiglia Cazalet le mogli mettevano al mondo figli, molti figli, erano l per quello. N Sybil n Villy sembravano avvilite quanto lei da quel ruolo; pareva che a loro fosse toccata in sorte la benedizione dei sentimenti materni: la noncuranza verso il proprio corpo e verso il dolore e il disagio, soprattutto la capacit di entusiasmarsi per il risultato, quando a lei i neonati erano sempre parsi vagamente disgustosi e considerava la maggior parte dei bambini una mera fonte di fastidi, almeno fino a che non raggiungevano l'et di Clary. Quei sentimenti la tenevano in scacco: lei non era come loro, e se solo un anno prima si era sentita superiore, pi bella e quindi pi interessante, adesso invece si sentiva inferiore, una vigliacca, un mostro, qualcuno che quelle persone non avrebbero voluto tra loro se solo avessero saputo. Perci si tenne avvinghiata alla convalescenza, allo stato di prostrazione e al suo rapporto sospeso con Rupert, il quale le pareva sempre che l'amasse troppo oppure che non l'amasse affatto. Almeno lui, finora, non le aveva ancora domandato se voleva un altro figlio.
... ...
Quando fu l'ora di pranzo, quel sabato, Lydia e Neville si stancarono di stare a guardare mentre veniva dipinto il tetto del campo da squash e rinunciarono anche al loro ruolo di messaggeri. Tanto non ci danno nessun messaggio da portare, si era lamentato Neville. Decisero che, una volta andati alla Casa del Pero per pranzo, non avrebbero pi fatto ritorno. Cos staremo alla larga da loro, disse Lydia mentre camminavano verso casa. Vogliono comandarci a bacchetta.
Come sempre.
Certo, per Ellen vorr portarci a fare noiose passeggiate con Wills e Roland.
Le racconteremo che ci hanno detto di tornare a Home Place. Che pu saperne lei?.
Ma che cosa faremo in realt?.
Te lo dico dopo pranzo. Non appena possiamo svignarcela, tu di' che devi accompagnarmi a Home Place.
In seguito, con le pance piene di pasticcio di pesce e di pudding con la marmellata, misero in atto il loro piano, ma non appena si furono allontanati Lydia volle sapere in cosa esso consistesse esattamente. Neville non aveva un progetto preciso, per gli dava fastidio ammetterlo. Ho pensato che potrei tagliarti i capelli, disse.
Lydia si afferr i codini. No! Voglio farmeli crescere fino al pavimento.
Non ce la farai mai.
E perch no, di grazia?, disse Lydia in una impeccabile imitazione del modo di parlare di sua madre.
Perch ogni volta che i tuoi capelli crescono, anche tu diventi un po' pi alta. Vedrai che ti passer la voglia, le spieg. Quell'ultima espressione l'aveva sentita da Ellen. Le donne coi capelli troppo lunghi possono anche morire, lo sapevi? Diventano sempre pi deboli, e in cinque giorni sono bell'e stecchite.
Questa non  farina del tuo sacco, lo so da dove viene. L'hai letto in un libro. Credi che non lo sappia? Fa una paura... Ci sono degli evacuati da Mr York. Perch non andiamo a dare un'occhiata?.
Perch no? Potremmo passare dietro la casa. Ma c' il rischio che ci vedano. Altrimenti possiamo passare carponi attraverso il campo di grano davanti, oppure attraverso il bosco, da dietro.
Si fa prima passando dietro. Lydia sapeva che camminare in mezzo al grano, carponi o no, faceva arrabbiare gli adulti.
Che cosa sono gli evacuati?, domand mentre attraversavano il piccolo bosco ceduo che sorgeva alle spalle della Casa del Pero.
Bambini di Londra.
Ma noi siamo bambini di Londra.
Bambini di Londra di cui i genitori non possono occuparsi, adesso che c' la guerra, immagino.
Poverini! Vuoi dire che le loro mamme li hanno... abbandonati?.
Non lo so. Li ha portati via la polizia, immagino, disse restando sul vago. Sapeva che Lydia tendeva ad agitarsi, quando si parlava di madri. Io me la cavo benissimo senza madre, disse. Ho le mie cose.
Ci fu un silenzio, poi Lydia disse. Non mi piacerebbe che fosse Mr York a occuparsi di me. O la sua orribile governante, Miss Boot. Anche se la capannuccia del bagno  tanto carina!.
Scavalcarono il cancello composto di cinque assi e si ritrovarono nel cortile della propriet. C'era un gran silenzio, rotto soltanto da due o tre galline dal piumaggio marrone che gironzolavano piluccando certe cose minuscole che si ritrovavano davanti all'improvviso. Un grosso gatto tigrato se ne stava acciambellato su uno dei due pilastri del cancelletto pi piccolo che immetteva nell'orto. Era chiuso; diedero un'occhiata: era pieno di cavoli e girasoli e farfalle bianche e un melo talmente carico di frutti che i rami si piegavano per il peso come le braccia di chi ha fatto troppa spesa. Non c'era traccia degli evacuati.
Saranno dentro.
Va' a bussare.
Vacci tu. Lydia aveva paura di Miss Boot, che la guardava sempre come se stesse fingendo di essere un'altra persona.
Va bene. Neville alz il paletto e s'incammin con passo felpato lungo lo stretto sentiero di mattoni sormontato da un graticcio. Buss alla porta. Non accadde niente.
Bussa pi forte, disse Lydia senza oltrepassare il cancello. Neville obbed, la porta si spalanc e Miss Boot comparve sull'uscio come un pupazzo a molla.
Abbiamo saputo che ospitate degli evacuati, disse Neville in tono educato. Siamo venuti a trovarli.
Sono fuori. Gli ho detto io di restare fuori finch non li chiamo per il t.
Sa dove sono andati?.
Dove? Di certo non lontano. Non si spingono molto in l. Non sta a me occuparmi di loro. Dovreste andare a casa dalle vostre madri.
Io non ce l'ho, disse Neville in tono grave. Sapeva per esperienza che questa informazione smuoveva sempre qualcosa nelle signore. E infatti funzion: la Boot divenne subito pi gentile e and a prendergli un pezzo di dolce.
Io per non lo mangio, disse a Lydia mentre tornavano nel cortile. Ci sono dentro dei semi. E lei aveva un seme che le spuntava dalla faccia. Deve esserci finito mentre preparava il dolce.
Non pu essere un seme.
S invece! Era una specie di cosa informe con piccoli germogli. Era un seme, dammi retta. Ne vuoi?.
Non ho fame. Diamolo alle galline, ma dall'altra parte della stalla, senn ci vede.
Nella stalla trovarono gli evacuati, due bambini e una bambina. Erano seduti in un angolo stretti l'uno all'altro; pareva non stessero facendo niente. Si fissarono tra loro per alcuni istanti, poi Lydia disse: Ciao. Siamo venuti a trovarvi. Come vi chiamate?.
Ci fu un altro silenzio. Norma, disse infine la bambina, che era chiaramente la pi grande. Tommy e Robert.
Io sono Lydia. E lui  Neville. Quanti anni avete?.
Nove, rispose la bambina. Robert ne ha sette e Tommy sei.
Noi abbiamo tutti e due otto anni.
Non ci piace questo posto, dichiar Norma. Tommy prese a tirar su col naso. La bambina gli diede una gomitata e lui la smise subito. Gli pose un braccio intorno alle spalle con fare protettivo.
Per niente, rincar Robert. Non vediamo l'ora di tornare a casa.
Oh, non credo possiate, disse Neville. Non se c' la guerra. Vi prendereste una bomba in testa. Potrete tornare forse fra qualche anno.
La faccia di Tommy si contrasse tutta. Inspir tremando e si fece rosso.
Su!, disse la bambina. Vedrai che il tempo passer in un baleno. Gli diede una pacca sulla schiena e il piccolo scoppi a piangere. Voglio andare a casa subito!, disse in lacrime. Voglio la mia mamma!. Pest i piedi. La voglio adesso!.
Poverino, strill Lydia accorrendo al suo fianco.
Attenta, disse Norma. Quando  arrabbiato morde.
Lydia si ritrasse un poco. Vedrai che non ci vorr tanto tempo, disse. Neville, dov' il dolce?.
Neville fece per tendere la mano, ma prima che il suo contenuto arrivasse alla portata di Lydia, Robert lo afferr di scatto e parve sul punto di inghiottirlo tutt'intero. Norma gli lanci un'occhiata colma di disgusto. Hai i vermi, gli disse. Te l'ho detto mille volte.
Non  vero.
Ce li hai eccome. Adesso lo vado a dire alla signora, in casa.
Vermi?, fece Neville. E dove? Io non ne vedo nemmeno uno.
Ce li ha nello stomaco, spieg Norma. Non fa che mangiare. Non gli basta mai.
Tommy, che era rimasto a guardare mentre il dolce appariva e spariva davanti ai suoi occhi, adesso affond il capo nel grembo della sorella soffocando i singhiozzi.
 un peccato che siano l dentro. Non potrai mai vederli.
L'ha anche punto una gallina mentre cercava di rubare un uovo dal nido, disse Norma.
Le galline non pungono. Sar stata un'ape, puntualizz Lydia. Tuo padre cosa fa?, domand poi sentendo che era il caso di cambiare discorso.
Guida l'autobus.
Caspita! Sul serio?.
L'ho gi detto, no?. Si sollev il vestito, che era fatto di una specie di raso lucente azzurro, e pul il nasino di Tommy con le mutande. E voi che ci fate quaggi, invece?, domand.
Andiamo al mare, mangiamo in spiaggia, facciamo il bagno..., attacc Lydia.
Ma Robert la interruppe. Io ci sono stato al mare, una volta!, proclam. Sul serio! E ho toccato l'acqua con tutt'e due le mani.
S, e ti sei sentito male in autobus al ritorno, fece Norma tagliente. Stava togliendo con aria assente i pidocchi dai capelli cortissimi di Tommy; erano davvero corti, not Lydia, quasi come l'erba appena tagliata. Anche Robert li aveva cos. Norma not che Lydia guardava la testa del fratello. Pidocchi, disse. La signora ha detto che avevano i pidocchi e gli ha tagliato tutti i capelli e li ha anche lavati con della roba puzzolente.
Li avevi pure tu, disse Robert, e Norma avvamp.
Io no. Che dici?.
Che sono i pidocchi?, domand Neville. Si sedette a gambe incrociate accanto a Norma. Te n' rimasto qualcuno? Me li fai vedere?.
No, non posso. Non ce ne sono pi. Che maleducato!.
Maleducato, s, le fece eco Robert; entrambi lo guardarono con riprovazione.
Intervenne Lydia. Neville non voleva offendervi,  vero, Neville?.
Non ne sono del tutto certo, rispose Neville. Forse volevo, forse no.
Facciamo un gioco?, propose Lydia, vista la piega che stava prendendo la conversazione.
Non ci sono posti dove giocare, replic Robert.
Che vuoi dire?.
Non c' il marciapiede, non c' il canale, non c' niente... solo erba!.
Cosa fate al canale?.
Andiamo sul ponte e quando le chiatte ci passano sotto noi sputiamo. Li chiamiamo, quelli alzano la testa e noi gli sputiamo dritto negli occhi!.
Questo s che  da maleducati!, fece Neville con entusiasmo. Da grandissimi maleducati!.
No, non  vero, fece Norma. Mamma dice che quelli sono solo zingari e che gli sta bene. Comunque sono giochi da maschi. Io non lo faccio mai.
Che cosa sono gli zingari?.
Credevo lo sapessero tutti. Davvero non lo sai?.
Noi sappiamo cose diverse. Tantissime cose diverse.
Andiamo allo stagno, propose Lydia disperata: non vedeva il motivo per cui non potessero essere amici.
Gli altri acconsentirono, seppur con scarso entusiasmo, e si avviarono verso lo stagno che si trovava nel campo adiacente alla propriet di Mr York, in fondo a un ripido pendio. Lungo la riva cresceva un canneto e un tratto poco profondo era segnato dalle impronte degli zoccoli delle mucche che andavano ad abbeverarsi.
Guarda, ci sono le libellule!, esclam Lydia ormai a corto di speranze; gi presentiva che agli altri non sarebbero piaciute.
Se mi vengono vicino, io le ammazzo, dichiar Robert. Si gratt via una crosta dal ginocchio e la mangi. Aveva le gambe bianche come pance di pesce e cos magre che gli scarponi neri sembravano enormi.
Tuo padre andr a combattere in guerra?, domand Neville.
Robert alz le spalle, ma Norma disse: Forse s, forse no. Mamma dice che se almeno partisse sarebbe una liberazione. Non ci si pu fidare degli uomini. Vanno dietro a una cosa sola.
Una cosa sola?, disse Neville pi tardi, mentre tornavano verso casa per la merenda. Alla fine Miss Boot aveva chiamato gli evacuati, ed era stato un sollievo. E qual ? Vorrei saperlo, perch quando sar grande dovr andarci dietro anch'io, a questa cosa. Se non mi piace per mi trover qualcos'altro a cui andare dietro.
Anch'io posso andare dietro alle cose, proprio come te.
Lei per non ha detto che lo fanno anche le signore.
Non m'importa. Io lo far.
E seguitarono a bisticciare amichevolmente fino a casa.
... ...
Che cosa prendi col fagiano, cara?.
Diana abbass gli occhi sul grande menu scritto a mano. Cos'avete?.
Cavolfiori, fagiolini, broccoli, piselli..., salmodi il cameriere in piedi accanto al tavolo.
Fagiolini, direi. Che disastro: Edward le offriva un ghiotto pranzetto al Berkeley, probabilmente l'ultimo che avrebbe potuto permettersi fino a chiss quando, e lei non aveva un briciolo d'appetito. Del resto, dirlo non sarebbe servito: a Edward, come a Luigi XIV stando a quanto aveva letto di recente, piaceva che le sue donne mangiassero e bevessero con gusto. Donne! Gi da un anno viveva nella raggelante certezza che una tale Joanna Bancroft, che aveva conosciuto a una cena, era una delle recenti conquiste di Edward e forse avevano una vera e propria relazione. Quando, durante quella cena, era stato fatto il nome di Edward, la ragazza - pi giovane di Diana, poco pi che una bambina! - aveva esclamato: Oh! Edward! Lui avrebbe detto proprio cos, col tono di chi parla di un amico di lunga data, ma quando poi si erano ritrovate a incipriarsi il naso nella camera della padrona di casa e Diana le aveva domandato se conoscesse bene Edward, la ragazza aveva detto in tono glaciale che lo aveva solo incontrato una volta durante un fine settimana da Hermione Knebworth, e la studiata indifferenza di quella replica aveva destato in lei dei sospetti. Quando pi tardi aveva interrogato direttamente Edward in merito a Mrs Bancroft, si era accorta subito che lui le stava mentendo. Era stato cordiale e cerimonioso e non l'aveva guardata negli occhi. Diana aveva avuto il buon senso di non insistere sull'argomento, ma l'episodio aveva esacerbato il senso d'insicurezza che l'attanagliava da quando, alcune settimane prima del suo incontro con la Bancroft, lui le aveva fatto sapere che Villy aspettava un altro figlio. Fino a quel momento le aveva dato a intendere, o semplicemente aveva lasciato che lei lo supponesse, che ogni relazione intima con sua moglie fosse stata interrotta anni prima. Ma lei era talmente gelosa che non riusciva a smettere di interrogarlo al riguardo: lo aveva pi o meno costretto a dirle che era stata Villy a volere a tutti i costi un altro bambino e che lui non aveva potuto negarglielo. In quel momento aveva capito che quel genere di discussioni era troppo per lui - ogni disputa morale lo era -, il suo rispetto verso Edward era diminuito (tanto pi che i sentimenti che provava per Villy e il nuovo bambino continuavano a venirle presentati in una falsa luce) e, curiosamente, la sua coscienza aveva avuto un fremito, dando nuova linfa alla sua determinazione: se lui era cos meschino, tanto pi Diana aveva il diritto di tenerselo.
Sollev il bicchiere di champagne per toccare quello di Edward.
Sei contenta?, le chiese.
Tu che ne dici?.
Arriv il caviale che avevano ordinato - in un prezioso vasettino dai bordi spessi adagiato su un letto di cubetti di ghiaccio e accompagnato da triangoli di pane tostato avvolti in un tovagliolo -, e un cameriere giovane serv il tutto insieme a uova strapazzate, cipolla e prezzemolo, mentre il sommelier versava la vodka da una bottiglia ghiacciata in minuscoli bicchierini.
Caro, finir per ubriacarmi!.
Non preoccuparti. Guido io. Precisazione che non si riferiva al viaggio di ritorno nel Sussex che avrebbero intrapreso quella sera stessa ma a quello pi breve verso Lansdowne Road, dove si sarebbero concessi un breve interludio. Quasi avesse percepito la lieve ansia di lei riguardo a questa prospettiva, Edward disse: Te l'assicuro, non corriamo alcun rischio. Sono tutti nel Sussex, presi dai preparativi per l'arrivo della Casa dei Bambini. Villy si occupa dell'oscuramento. E a ogni modo... ha altro a cui pensare, ecco. Era un modo diplomatico di riferirsi a Roland, l'ultimo nato, venuto al mondo in aprile, solo due mesi dopo che Diana era stata messa al corrente della sua esistenza.
Ma certo, mi fido, disse, al che lui sorrise e le prese la mano.
Lo so, disse stringendola un poco. Sei una ragazza straordinaria, e io sono l'uomo pi fortunato del mondo.
Mentre finivano il caviale, osservarono una coppia seduta l accanto a cui stavano servendo canardlapresse, due inglesi di una certa et che a malapena si rivolgevano la parola. L'uomo si sistemava il monocolo contro l'occhio per osservare meglio come veniva tagliato il petto d'anatra, mentre la donna si guardava la bocca in uno specchietto con una smorfia di disgusto. Le fette di petto vennero deposte su un piatto d'argento sistemato sopra una lampada a spirito. Edward disse: La sai la storia di quella donna che portava un vestito molto scollato?. Diana scosse il capo. Be', ecco... un seno le cadde fuori dalla scollatura, e un giovane cameriere se ne accorse e glielo rimise a posto.
Un vero gentiluomo.
Oh, niente affatto. Il capocameriere lo raggiunse e gli disse a brutto muso: In questo ristorante usiamo un cucchiaio leggermente scaldato!.
Te lo sei inventato!.
Ti assicuro di no. Un tipo che conosco ha assistito alla scena.
Intanto la salsa, spremuta dal fagiano arrosto, era stata versata in una salsiera messa poi in caldo su una seconda lampada a spirito.
Se la ordinassero tutti come farebbero?, domand Diana.
Sarebbe un bel pasticcio. Io non mi preoccupo:  un piatto troppo ricco. A me piacciono i cibi semplici.
I cibi semplici! Non venirmi a dire che fagiano e caviale sono cibi semplici. Sono piatti che si mangiano alle feste!.
Be', questa  un po' una festa, anche se intima e per pochi.  il mio compleanno.
Dopo un secondo di angoscia in cui temette di essersene dimenticata, Diana disse: Il tuo compleanno  in maggio.
Ne faccio uno ogni mese.
Questo fa di te un uomo molto vecchio.
S, ma sono bellissimo per la mia et, non trovi?. Il sommelier port il vino rosso e ne vers un po' nel bicchiere di Edward; questi vi infil il naso e annu.  ottimo. Lo versi subito, per piacere.
Che cos'?. A Edward piaceva che Diana s'interessasse ai vini e lei lo sapeva perfettamente.
Pontet-Canet del '26. Mi sembrava stesse bene col fagiano che hai ordinato.
Splendido. Una delle differenze tra suo marito e Edward, pens, era che Angus si comportava come un uomo ricco pur non essendolo affatto, mentre Edward si comportava solo come uno appena pi abbiente di quanto fosse. Com'era bello stare con qualcuno che poteva concedersi qualche lusso ogni tanto senza poi vivere in ristrettezze d'ogni genere per intere settimane! E com'era bello stare con qualcuno che non doveva fingersi annoiato dalle cose piacevoli della vita! Per Angus era importante mostrarsi indifferente ai piaceri e ai lussi, come se ne avesse gi avuti cos tanti che gli erano venuti a noia, mentre invece Edward, che pareva concederseli ogni giorno, non smetteva mai di goderne e non faceva nessuno sforzo per nasconderlo.
Una vera fortuna, non trovi?, stava dicendo adesso mentre attaccava il piatto di carne.  stata un'idea brillante trascorrere la mattinata al molo. Un alibi di ferro. E poi, certo, dovr passare in Lansdowne Road a prendere un mucchio di roba che mi ha chiesto Villy, e il traffico in uscita da Londra sar terribile.
Probabilmente lo sar davvero.
Be', ce ne preoccuperemo quando sar il momento. La cosa migliore  godersi il presente e lasciare che il futuro badi a se stesso.
Il guaio  che non lo fa, pens Diana diverse ore dopo, sdraiata di schiena sul letto dell'ampio spogliatoio di Edward; o meglio, forse lo fa, ma di certo non bada ame. Il futuro le si proiett davanti agli occhi, una forza che la trascinava brutalmente nella sua scia. Sarebbe scoppiata la guerra, persino Edward ne era ormai persuaso, e lei si sarebbe ritrovata per tutto l'inverno e oltre chiusa in quella casa piccola e umida che odorava di legno marcio insieme a Isla e Jamie, a Wadhurst. Amava Jamie, certo, ma sua cognata era di una noia mortale. L'alternativa era trascorrere l'inverno - o addirittura l'intera durata della guerra - in Scozia dai genitori di Angus, a cui non era mai piaciuta, dove oltretutto la distanza le avrebbe negato anche la pi remota possibilit d'incontrarsi con Edward. Angus, che come al solito si fermava da loro prima di riportare gli altri due ragazzi alla scuola preparatoria nel sud del paese, aveva annunciato di volersi arruolare, il che lo avrebbe tenuto fuori dai piedi per la gran parte del tempo, se non fosse stato che anche Edward sarebbe partito. Aveva fatto domanda in Marina e lo avevano rifiutato, ma avrebbe trovato qualcos'altro. Ricordava di aver provato le stesse cose l'anno precedente, ma perch c'era stata una meravigliosa fase di sospensione: le speranze che succedesse di nuovo erano scarse. Edward si era addormentato. Si gir a guardarlo. Giaceva su un fianco con un braccio allungato su di lei e una mano appena stretta sul suo seno destro, il suo preferito, amava dire. Diana aveva il seno grande, poco alla moda, ma a lui piaceva: cominciava sempre da l, quando facevano l'amore. Durante il riposo, i tratti di lui erano di una nobile semplicit: la fronte ampia con l'attaccatura a V leggermente decentrata; il naso piuttosto grande, di forma aquilina, dalle cui narici fuoriuscivano due singoli, serici peli arricciati, visibili solo se tirava indietro la testa; la zona leggermente arrossata sotto gli zigomi (si radeva due volte al giorno, quando usciva di sera) e il mento segnato da una lieve fossetta, sopra la quale i baffi, ispidi e dalla linea precisa che rifilava con grande cura, nascondevano appena il labbro superiore lungo e stretto, in bizzarro contrasto con la pienezza di quello inferiore. Pens a quanto le persone appaiano diverse quando dormono. Erano gli occhi aperti a distrarre dalla reale comprensione di ci che una persona era. Adesso che stavano per separarsi, l'amore era stato stupendo - il migliore che avesse mai fatto, a detta di Edward - e lui giaceva cos, bello e indifeso accanto a lei, Diana prov un'ondata d'amore che era al tempo stesso romantico e materno. Svegliami se mi addormento, le aveva detto prima. Se partiamo troppo tardi sono nei guai. Frase degna di un bambino.
Si riscosse e gli sfior il viso. Svegliati, gli disse. Si fa tardi.
Pi tardi invece, in auto, litigarono. Aveva finito di caricare la macchina alle cinque e mezza, molto in ritardo sui loro piani; nell'aprire lo sportello aveva esclamato: Ges! Stavo dimenticando i gioielli di Villy!, ed era rientrato in casa di corsa. Al suo ritorno aveva con s un voluminoso cofanetto di foggia vittoriana. Si sedette al volante e, non trovando le chiavi della macchina, per perlustrarsi le tasche distrattamente le pos in grembo il cofanetto. Non era chiuso a chiave e il contenuto le si rovesci sulla gonna finendo sul pavimento dell'auto. Povero me, che imbranato!, disse mentre infilava la chiave nel cruscotto. Per un lasso di tempo che le parve infinito stette a raccogliere monili racchiusi in astucci logori, molti dei quali avevano la chiusura rotta e perci si erano aperti. Rimise a posto in silenzio orecchini di granato, collane di strass, spille e un'intera parure di topazi e perle: tutta roba di Villy, roba che lui le aveva regalato, roba che Diana avrebbe fatto volentieri a meno di vedere o anche solo di conoscerne l'esistenza. Il cofanetto aveva una piccola chiave cilindrica legata al manico tramite un nastrino rosso. La sciolse e chiuse il cofanetto, che depose poi sul sedile posteriore. Spinta da un groviglio ingovernabile di paura e invidia, non pot trattenersi dal chiedere: Che cosa le hai regalato per l'ultimo figlio?.
I topazi, rispose lui senza girarci intorno. Poi: Dio, Diana, come ti viene in mente di chiedermelo?.
Ero curiosa.
Be', evitalo. Non ha niente a che fare con te. Con noi, si corresse in un tono pi conciliante.
Invece ce l'ha, non ti pare? Voglio dire, a me hai detto che hai acconsentito ad avere questo figlio solo perch Villy lo desiderava tanto.  strano dunque che tu le abbia regalato tanti gioielli per l'occasione.
Le ho regalato un gioiello per ognuno dei bambini. Non potevo non farlo anche stavolta, disse. Non ti pare?.
Certo che no.
Il sarcasmo non giunse all'orecchio di Edward oppure lui volle ignorarlo, perch disse: Del resto immagino che anche Angus ti abbia fatto dei regali quando hai avuto i ragazzi. Poi, con una stupidit che parve incredibile perfino a lei, aggiunse: Non parliamone pi, va bene?.
Le pass per la mente il ricordo di Angus ubriaco e frignante dopo il suo primo parto e quello dell'assurda pelliccia che le aveva regalato, poi disse con amarezza: Oh s. Dopo che ho messo al mondo Ian, mi ha regalato una pelliccia, una pelliccia di moffetta lunga fino alle caviglie che ho dovuto riportare al negozio non appena sono stata in grado di uscire di casa.
E perch mai?.
Perch non aveva i soldi per pagarla. L'assegno fu respinto e la restituii.
Povera cara! Dev'essere stato terribile per te. Poi per aggiunse: Scommetto che aveva delle buone intenzioni.
Non aveva proprio nessuna intenzione. Se non di fare la figura di quello che regala una pelliccia alla moglie. Lo raccont a tutti i nostri amici, e se qualcuno chiedeva di vederla, lui rispondeva che aveva dovuto restituirla perch io avevo principi ridicoli che mi impedivano di indossare pellicce.
Edward non replic. Stavano percorrendo Whitehall, e la polizia dirigeva camion carichi di sacchi di sabbia verso Downing Street e gli ingressi degli uffici governativi. A parte questo, non c'era molto traffico.
Cos, prosegu Diana, ferita e nel contempo spietata, naturalmente quando  nato Fergus non mi ha fatto nessun regalo. N quando  nato Jamie. Non ha senso, pens. Perch gli sto raccontando queste cose cos sgradevoli e senza importanza? Cominci ad avere paura. Edward....
Dato che sei stata tu a sollevare l'argomento, disse,  buffo che tu faccia tanto chiasso perch Villy ha avuto un bambino mentre noi andavamo gi a letto insieme, dato che tu hai fatto esattamente la stessa cosa con tuo marito.
Io non ho mai detto che non andavo a letto con Angus! Ti ho detto che non lo desideravo. E comunque, per Jamie  diverso.
Edward non volle approfondire. Se  per questo, nemmeno io ricordo di averti mai detto che non andavo a letto con Villy. Non ne parlavo perch....
Perch?.
Perch non  il genere di cose di cui si parla!.
Intendi dire che  imbarazzante?.
S, disse lui con voce alterata. Lo  senz'altro.
Fuori da Waterloo Station c'era una fila di autobus carichi di bambini in attesa di entrare in stazione. Mentre ne superavano uno, sentirono una specie di coro di vocine stridule: Jeeperscreeper,whered'yergetthosepeepers?JeepersCreepers,whered'yergetthoseeyes?, che si ripeteva a oltranza.
Poveri piccoli senzatetto, disse Edward. Molti di loro non hanno mai visto la campagna.
Questo la commosse e gli pos una mano sul ginocchio. Caro, non so cosa mi sia preso! Mi era venuta una tale tristezza... Stiamo per separarci. Ho solo una gran paura che ti mandino chiss dove e che io possa non rivederti mai pi. Comunque  ridicolo litigare quando intorno a noi accadono cose terribili.
Tesoro, tieni il fazzoletto. Lo sai che non posso vederti piangere. Smettiamo subito di litigare. E ti prometto una cosa.
Liber il naso dal fazzoletto morbidissimo da cui emanava un delizioso odore di cedro del Libano. Che cosa?.
Qualunque cosa far, trover il modo di incontrarti. Nulla potr impedirmelo.
Si soffi il naso e poi lo incipri.
Tieni pure il fazzoletto, disse lui.
Mi fai piangere ancora di pi, disse. Le girava la testa, come capita a volte quando si  sfiorato un incidente. Mi dici sempre di tenere questi magnifici fazzoletti. Ormai ne ho una collezione.
Davvero, cara? Ne sono felice.
Non vi furono ulteriori screzi, e parlarono di come avrebbero potuto fare per vedersi. Diana aveva trovato una ragazza in paese che, qualche volta, era disposta a badare a Jamie per una giornata: se Edward avesse telefonato e gli avesse risposto Isla, doveva fingere di essere un vecchio amico di suo padre, un vedovo che viveva sull'Isola di Man e giocava dalla mattina alla sera con un gigantesco trenino elettrico. Be', non troppo vecchio, disse Diana. Pap ha settantadue anni, e tu non hai la voce di un settantenne. Meglio fingerti ilfiglio di un suo vecchio amico. Edward disse che poteva parlare come fosse pi vecchio, se ci provava, ma quando Diana gli chiese di farlo la sua voce sembrava n pi n meno quella di un uomo di quarantadue anni. Ma per quale ragione il figlio di costui avrebbe dovuto telefonarle tanto spesso? Escogitarono una storia tanto ingegnosa quanto poco convincente, e l'atmosfera si fece pi distesa. E poi naturalmente possiamo scriverci, disse Diana alla fine, ma Edward le lanci un'occhiataccia e disse che scrivere lettere non era la sua specialit.
Dovevo scrivere cos tanto a scuola, raccont, che mi inventai un sistema per tenere insieme una decina di penne, tutte in fila, in modo da poter scrivere dieci righe alla volta. Ma mi scoprirono e mi tocc scrivere ancora di pi.
Non riesco a immaginarti nei panni di scolaro.
Nemmeno io. Odiavo la scuola. Mi ficcavo sempre in qualche guaio.
Si separarono al cancello del Plum Cottage. Un abbraccio frettoloso senza scendere dall'auto.
Abbi cura di te, le disse lui.
Anche tu. Che Dio ti benedica, aggiunse lei; sent di essere sul punto di piangere, ma si impose di non farlo.
Quando fu scesa dalla macchina ed ebbe raggiunto il cancello, si volt e lui le lanci un bacio. Questo le fece venire voglia di correre di nuovo da lui, ma invece gli rivolse il sorriso pi allegro che le riusc, lo salut con la mano e s'incammin per il mattonato che conduceva alla casa. Lo sent mettere in moto e partire e stette ad ascoltare finch il rumore non fu scomparso. Sono innamorata di lui, disse a se stessa. Innamorata. Di lui. Poteva succedere a chiunque, ma quando succedeva non c'era scampo.
... ...
Quel sabato tutti gli adulti residenti alla Casa del Pero - ovvero Villy con Edward (l'unico ritardatario), Sybil con Hugh e Jessica con Raymond e Lady Rydal - furono invitati a cena a Home Place per espressa volont del Generale. Solo Miss Milliment dovette restare insieme ai bambini pi grandi, tra cui quelli di Home Place che erano stati oggetto dello scambio. All'arrivo di Edward, la cena degli adulti stava appena iniziando, con l'arrosto di vitello, le deliziose polpettine speziate di Mrs Cripps servite con sottilissime fette di limone, pur di patate e fagiolini. C'erano quindici persone intorno al lungo tavolo, che per l'occasione era stato dotato di una quarta prolunga, e Bertha aiutava Eileen a servire le verdure. Sid, ben conscia di essere l'unica esterna alla famiglia - una situazione in cui per una ragione o per l'altra si ritrovava spesso -, osservava i commensali con una simpatia che, oltre alla consueta ironia, conteneva anche una forma di soggezione. Quel giorno tutti avevano lavorato sodo ai preparativi per la guerra imminente, ma adesso si comportavano e parlavano come se quella fosse una sera come tutte le altre. Mentre gli altri mangiavano o conversavano, lasci errare lo sguardo lungo il lucido tavolo scuro. Il Generale stava raccontando un aneddoto sull'India a Lady Rydal, che di frequente lo interrompeva: entrambi si consideravano delle autorit in materia, lui in virt dei tre mesi che vi aveva trascorso con la moglie negli anni Venti, lei in quanto era nata proprio l, nel pieno dell'ammutinamento, come amava dire1. La mia ayah mi port in giardino e mi tenne nascosta nel capanno del giardiniere per due giorni, salvandomi la vita. Perci vede, Mr Cazalet, perch non posso considerare tanto inaffidabili gli indiani, anche se capisco che i meno informati possano pensarla cos. Inoltre..., aggiunse a suggello di tanta magnanimit, ...non posso credere che gli indiani abbiano cambiato la loro natura. Ricordo la loro commovente lealt: mio padre, uomo la cui esperienza non ha pari, diceva sempre che dei suoi sepoy si fidava come fossero fratelli.
Quest'ultima frase, oltre a suscitare un'occhiata divertita ma ben dissimulata tra Villy e Jessica - erano loro le uniche a sapere che il padre di Lady Rydal aveva litigato col fratello con una ferocia tale che i due non si erano rivolti la parola per almeno quarant'anni -, forn al Generale l'appiglio che gli serviva: gli bastava la pi blanda coincidenza per aprirsi un varco nei discorsi altrui, e ora stava giusto notando quanto fosse interessante il fatto che lei nominasse i sepoy, perch un tale davvero notevole che aveva incontrato in nave - altra straordinaria coincidenza! - sia all'andata sia al ritorno... Sid spost lo sguardo sulle prozie che, l'una accanto all'altra, nei loro abiti a maniche lunghe di crpe de Chine verde e marrone, stavano passando in minuziosa rassegna il contenuto dei rispettivi piatti: Dolly si lamentava che le polpette speziate fossero indigeste e Flo non tollerava il grasso, ma concordavano nel deplorare l'una le bizze dell'altra. Durante l'ultima guerra si era grati per ogni cosa, stava osservando Flo, ma Dolly la contraddisse: Non ricordo che tu abbia mai mostrato gratitudine per nulla, nemmeno quando pap ti regal quella bella vacanza a Broadstairs dopo che lasciasti l'ospedale. Flo era un disastro come infermiera, perch non sopportava la vista del sangue, disse, alzando la voce a beneficio di chiunque fosse a portata d'orecchio. Finiva sempre che le altre infermiere dovevano occuparsi di lei, invece di eseguire gli ordini dei medici....
Sybil, con addosso un abito di crpe piuttosto informe - aveva messo su qualche chilo dopo la nascita di Wills -, stava confidando alla Duchessa le sue preoccupazioni per il piccolo.
 solo una fase, replicava tranquilla la Duchessa. Edward, da bambino, quando qualcosa non gli andava a genio sputava a destra e a manca. Aveva delle crisi di rabbia ingestibili, e io ovviamente ero preoccupata. Hanno di questi attacchi quando sono piccoli. Sedeva ben ritta a capotavola con la solita camicetta di seta azzurra e la croce di madreperla e zaffiri che le scendeva sul petto discreto - la parola seno, pens Sid con affetto, non rientrava nel suo vocabolario n nella sua anatomia - e rivolgeva alla nuora il suo sguardo franco e risoluto. Adesso, mentre raccontava, le venne da ridere. Edward  stato il peggiore! Aveva circa dieci anni, mi pare, quando colse tutte le giunchiglie del giardino, confezion dei mazzetti coi nastri di sua sorella e si mise a venderli nella strada in fondo al vialetto. Espose un cartello con la scritta UN AIUTO PER I POVERI, e indovinate un po' chi era il povero in questione? Lui in persona! Gli avevamo sospeso la paghetta per qualche altro misfatto che aveva combinato, e lui desiderava tanto non ricordo pi quale particolare tipo di trottola.... Prese il fazzolettino di pizzo che teneva sotto il cinturino d'oro dell'orologio e si tampon gli occhi.
E l'ha avuta, alla fine?.
Oh no, mia cara. Gli ho fatto mettere tutto il ricavato nella cassetta delle offerte della chiesa, la domenica. E naturalmente si  preso anche una sculacciata.
Qualcuno sta parlando di me?, disse Edward seduto all'altro capo del tavolo. Stava ascoltando i discorsi di Jessica.
S, caro. Proprio di te.
Anche a scuola ero un disastro, disse. Non so proprio come abbiate fatto con me.
Quanto bisogna essere sicuri di s per dire una frase del genere, pens Sid, ma le sue riflessioni furono interrotte da Jessica che disse: Vorrei che parlassi con Christopher.  convinto di essere una frana a scuola.
Ne  convinto perch  vero, osserv Raymond. Quel ragazzo non ne azzecca una.
In latino  bravo, precis Jessica.
Il latino gli piace. Quello che conta per un ragazzo  riuscire nelle cose che non gli piacciono.
 bravo anche in storia naturale. Sa tutto sugli uccelli.
Io credo che tutti riusciamo poco nelle cose che non ci piacciono, s'inser Villy. Prendi Louise. In tutti questi anni con Miss Milliment sembra non abbia fatto altro che leggere romanzi e drammi. Della matematica e del latino conosce solo le basi. Non parliamo poi del greco....
Miss Milliment insegna anche greco?, domand Rupert. Che vecchietta sorprendente, non trovate? Mi domando con chi abbia studiato. In arte per esempio  preparatissima.
Credo che abbia studiato perlopi da sola. Tu lo saprai di certo, mamma. Villy si rivolse a Lady Rydal, che la guard palesemente interdetta prima di rispondere.
Non ne ho la pi pallida idea. Veniva da una famiglia rispettabile e Lady Conway mi disse che aveva fatto un ottimo lavoro con le sue ragazze. Io di certo non le ho fatto domande personali!.
Be', chiunque sia a occuparsene,  molto meglio che le bambine studino in casa, disse Hugh. Tu odiavi il collegio, vero, Rachel?.
E Sid, la cui attenzione era stata portata bruscamente su Rachel, la vide sobbalzare a quel ricordo prima di replicare. S,  vero, ma credo che mi abbia fatto un gran bene andarci. Era troppo stanca anche per mangiare, Sid se ne accorse e avrebbe voluto dirle: Cara, per oggi pu bastare. Va' a letto, ti porto su un vassoio ci che desideri. Ma non  casa mia, pens, lei non pu essere la mia compagna n nulla che ci si avvicini e non spetta a me compiere un gesto del genere. Dopo questo, non pot osservare n pensare ad altri che a Rachel. Si accorse che la Duchessa stava cercando di coinvolgere nella conversazione Zo, invitando tutti ad ammirare un centrotavola di rose che pareva avesse confezionato lei, ma Sid riusciva a vedere solo Rachel che si sforzava di mangiare ci che aveva nel piatto - in famiglia non era apprezzato chi piluccava il cibo, e la Duchessa aborriva ogni genere di spreco. Vide Rachel tagliare un pezzetto di arrosto, metterselo in bocca e poi mandarlo gi prendendo piccole quantit di pur con la forchetta, sbriciolando il pane sul piattino e portandosene alla bocca qualche pezzetto fra un sorso d'acqua e l'altro.
Rachel aveva affrontato non solo infiniti e complicati problemi burocratici connessi al trasferimento della Casa dei Bambini, ma si era anche sobbarcata il peso del continuo battibeccare dei genitori al riguardo, anche se da quel punto di vista era andata molto peggio l'anno prima, quando sembrava che per i nuovi venuti non ci fosse altro ricovero che il campo da squash. Allora come adesso, gli impedimenti di natura pratica non erano bastati a frenare la generosit patriarcale del Generale, ma avevano offeso, e in qualche misura ancora offendevano, il senso del decoro e della misura della Duchessa. Rachel, che detestava le liti, aveva avuto il poco invidiabile compito di fare da cuscinetto tra le decisioni unilaterali e destabilizzanti di suo padre e le obiezioni goffe e a volte inopportune di sua madre. Come Sid stessa aveva avuto modo di notare, quello stato di cose soddisfaceva entrambi: il Generale infatti non avrebbe mai tollerato vere ingerenze nelle sue decisioni, mentre la Duchessa, per parte sua, non aveva una reale intenzione di opporvisi; la presenza di una figlia era ci che permetteva a entrambi di coltivare in pubblico una qualche relazione. Tutto ci, come tante altre cose in quella famiglia, avveniva a spese di Rachel, in questo caso poi era in gioco la sua opera di carit e perci si sentiva ancora pi responsabile, ancora pi in dovere. Che ne sar di noi?, si chiese Sid, e non seppe darsi una risposta. C'era di buono che almeno sua sorella Evie era fuori dai piedi, al sicuro a Bath, a fare da segretaria all'ennesimo musicista di cui si era innamorata, o almeno cos le era parso l'ultima volta che si erano parlate al telefono. Ma che avrebbe fatto lei, Sid, una volta che la guerra fosse scoppiata davvero? Di certo non poteva continuare a fare l'insegnante di musica. Avrebbe dovuto unirsi a qualche organizzazione bellica femminile, ma ogni volta che ci pensava - il che avveniva con sempre maggiore frequenza man mano che passavano le settimane -, l'assaliva il pensiero che ci avrebbe voluto dire allontanarsi da Rachel completamente e per chiss quanto tempo, prospettiva tanto terribile da gelarle il sangue. Finora era riuscita a procrastinare la decisione perch era ancora una possibilit futura, tutt'altro che certa, un'ultima istanza ancora di l da venire, ma dal giorno prima - i tedeschi avevano invaso la Polonia, sbaragliato le forze aeree polacche e bloccato la rete ferroviaria - sapeva che ormai non si trattava pi di ipotesi astratte. Si struggeva dal bisogno di parlare da sola con Rachel - e se avesse bisogno di me? -, pensava, ma Rachel non riconosceva a se stessa alcun bisogno e dunque si sarebbe limitata a rispettare i doveri di Sid con la stessa seriet e franchezza che riservava ai suoi. Quella sera, comunque, parlarne era fuori questione. Quella sera, per volere della Duchessa, avrebbero ascoltato la Pastorale, nella tanto amata versione di Toscanini, col suo splendido grammofono nuovo di zecca. Credo che ci far bene ascoltare questo genere di musica, aveva detto prima di cena, sola e unica vaga allusione a ci che stava per avvenire. E dopo Beethoven, Rachel sarebbe stata di sicuro esausta, sempre ammesso che ci fosse arrivata. Spost gli occhi su Rachel, dall'altra parte del tavolo, ma vide che chiacchierava con Villy, e quando lasci vagare di nuovo lo sguardo incroci quello di Zo. Aveva sempre evitato Zo, provando diffidenza verso quel viso straordinariamente bello e a suo avviso sciocco, ma l'espressione negli occhi di Zo era cambiata. Aveva l'aria di chi, prima, sapeva tutto quello che credeva di dover sapere, e adesso invece non sapeva pi niente. Questo creava il curioso effetto di farla sembrare pi giovane, il che era singolare perch Sid aveva sempre creduto che il dolore - dopotutto Zo aveva perso da poco il suo bambino - facesse invecchiare. Aveva anche notato che la famiglia la trattava in modo diverso da come faceva l'anno precedente: sembra che ora l'abbiano accettata, un po' come in un certo senso hanno accettato me, pens, del resto questo avviene solo perch non conoscono il mio segreto; poi guard di nuovo Zo e le venne l'idea, di certo bizzarra, che anche lei avesse un segreto. Che assurdit, pens subito dopo, sembra giusto un po' smarrita perch ha perduto qualcosa, almeno per la sua perdita pu stare alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti:  una perdita rispettabile, ancorch terribile.
Ormai era stata servita la torta di prugne e Rupert, su istigazione della Duchessa, stava raccontando l'aneddoto di Tonks alla Slade. Aveva l'abitudine di camminare a passo lentissimo su e gi per la stanza, osservando in silenzio il lavoro degli studenti; una volta capit davanti a una tela particolarmente mal riuscita, era di una studentessa. Rest a fissarla, e il silenzio era tale che si sarebbe sentito cadere uno spillo. Poi disse: Lei lavora a maglia?. Era seduto accanto a Villy e rivolse a lei la domanda; Villy, che ovviamente conosceva bene l'episodio, si cal istantaneamente nel ruolo della studentessa terrorizzata e, con una risatina nervosa molto azzeccata, disse che s, lavorava a maglia.
E allora perch non va a casa a fare questo?.
Ma  terribile!, gemette Jessica. Poveretta!.
A ogni modo era un insegnante formidabile, disse Rupert. Non sopportava le persone completamente prive di talento, ecco.
I tuoi lavori per gli piacevano, vero, Rupe?, disse Zo.
Be', non mi ha mai chiesto se lavorassi a maglia.
Per fortuna, ragazzo mio, disse Edward. Non ti ci vedo proprio a lavorare a maglia.
A questo punto Flo proruppe in una risata stridula e per poco non si strozz, al che Dolly la colp sulla schiena con una certa violenza, col risultato che una parte della torta di prugne fin sul tavolo passando per il suo naso.
Edward, dalle il fazzoletto, grid Villy, mentre Flo smetteva di tossire e cominciava a tirar su col naso.
Edward si perlustr le tasche. Non lo trovo.
Raymond allora le offr il suo; Villy si alz con un bicchiere d'acqua e lo porse a Flo che, da viola che era, adesso si era fatta rossa come una barbabietola.
Considerati fortunato se riavrai il fazzoletto, disse Dolly. Che io sappia, Flo non li ha mai restituiti. Mai una volta in vita sua.
In quel momento Rachel incroci lo sguardo di Sid e ammicc; per Sid fu come ricevere una carezza e ammicc di rimando.
... ...
Durante la cena, che fu piuttosto uno spuntino serale, alla Casa del Pero invece si discusse della guerra, e di molto altro, in toni che andavano dalla paura alla fiducia pi spensierata. In questo secondo campo si collocavano Teddy, Simon, Nora, Lydia e Neville (questi ultimi si erano guadagnati a suon di smancerie la possibilit di cenare in sala da pranzo, con la doppia scusa che cos era pi comodo per i domestici e che non ricevevano trattamenti di favore da settimane). La loro presenza a tavola non era vista bene da Polly e Clary, che erano state ammesse a cenare in sala da pranzo solo da poco, e nemmeno sempre. Non conoscono il significato della parola giustizia, aveva detto Clary a proposito di suo padre e di zia Villy. Christopher e Polly solidarizzavano nel disapprovare la guerra, da cui erano terrorizzati. Louise era incerta sulla posizione da prendere: una cosa era disapprovare la guerra, altra cosa era vedere la propria carriera andare a rotoli; d'altra parte, tutta la faccenda era molto eccitante o sembrava annunciarsi tale. Miss Milliment, la quale poco prima aveva subodorato che per Villy sarebbe stato un gran sollievo non essere costretta a invitarla a cena col resto della famiglia, aveva detto con studiata casualit che le sarebbe piaciuto consumare il pasto insieme ai bambini e adesso si informava con equanimit sulle loro opinioni, senza prendere posizione. Sedeva a tavola con una gonna di lana rasata marrone scuro e un cardigan che aveva scovato quella mattina in fondo all'armadio - saranno stati almeno due anni che non lo metteva, e qua e l se n'erano cibate le tarme, ma per fortuna solo in punti poco visibili - e i suoi piccoli occhi grigi scintillavano divertiti dietro le lenti cerchiate d'acciaio.
Se solo Hitler avesse aspettato altri tre anni!, stava dicendo Teddy. Avrei potuto arruolarmi nella RAF e divertirmi a tirargli le bombe addosso. La voce gli si era fatta tonante durante il semestre estivo, not Louise, e non riusciva a controllarne bene il volume.
Credevo volessi diventare un pilota di caccia, osserv.
S,  vero, ma forse dovr pilotare un bombardiere.
E Christopher cosa vorrebbe fare?, s'inform Miss Milliment. Le sembrava annientato dall'esuberanza di Teddy.
Oh... non lo so, balbett.
Christopher  un obiettore di conoscenza, disse Simon.
Di coscienza, vorrai dire, lo corresse Nora.
Che vuol dire? Che cos' che fai?, domand Neville.
Obietta, no? Scemo.
Non dare dello scemo a Neville. Io comunque sono d'accordo con lui, Miss Milliment.
Davvero, Polly? Non lo sapevo.
Vuol dire che non sei d'accordo con la guerra? Che strano!.
Non  strano. Tu non sai niente, Neville, perci sta' zitto.
Credo che Neville stia appunto cercando di capire, disse con dolcezza Miss Milliment.
Be', potresti guidare un'ambulanza, o qualche altra cosa noiosa, disse Teddy.
Oppure puoi essere un evacuato e basta, disse Neville. Oggi pomeriggio noi ne abbiamo incontrati alcuni.
Noi chi?.
Io e Lydia.
Si dice Lydia e io, lo corresse Clary.
Erano un po' schifosi, disse Lydia. Uno di loro si  tolto una crosticina dal ginocchio e se l' mangiata.
Neville si volt verso di lei. Ti ho visto farlo, una volta, disse.
No, non  vero!.
S, invece. Non  una cosa che si vede spesso, disse rivolto a Miss Milliment, a mo' di spiegazione. Perci  difficile scordarsene, no? Stavi facendo il bagno.
Lydia arross. Non volevo che cadesse nell'acqua e si trasformasse in sangue, disse.
Adesso chi  quella schifosa?.
Come si fa a non essere schifosi quando si parla di cose schifose?, si difese Lydia.
Se voi non foste qui, disse Clary, non si porrebbe il problema. E la conversazione sarebbe molto pi interessante.
Vi fu un silenzio durante il quale ognuno mangi il pasticcio di pesce con i fagioli di Spagna.
Quando torna Judy?, domand a un certo punto Clary. Non che le interessasse davvero saperlo, ma sentiva di dover dimostrare che un altro genere di conversazione era possibile.
Pap va a prenderla domani.  a Rottingdean con una compagna di scuola. Le hanno asportato le tonsille e la mamma ha detto che un po' d'aria di mare le avrebbe fatto bene.
E Angela?, domand Miss Milliment.
Oh, ha trovato lavoro e vive in un appartamento con un'amica. Non ci vediamo quasi mai. Frensham proprio non le piace. Mamma voleva farla debuttare in societ adesso che abbiamo un po' di soldi, ma lei non vuol saperne.
Questa secondo lei  una conversazione interessante, Miss Milliment?, domand Neville.
Uno degli evacuati aveva i vermi!, annunci Lydia prima che Miss Milliment avesse il tempo di rispondere. E hanno dovuto anche tagliargli i capelli perch ci vivevano degli animaletti. Non stanno granch bene in salute.
Per cos  molto meglio, disse Neville. Secondo me per i dottori avere pochi malati con molte malattie  meglio che averne tanti con una malattia sola. Metti che ti venissero insieme la varicella, il morbillo e gli orecchioni, prosegu appassionandosi al discorso. Avresti cos tante pustole che saresti praticamente un'unica grande pustola, e non si vedrebbero perch non ci sarebbe nemmeno un po' di pelle normale fra l'una e l'altra. Inoltre, aggiunse, ci sarebbe anche il vantaggio che staresti bene per il resto della tua vita. Se io fossi un dottore, farei venire alla gente tutte le malattie che non ha ancora avuto....
Sta' zitto! Lo sapevo che non dovevamo farli mangiare con noi....
 il principio dell'inoculazione, disse Miss Milliment.  il motivo per cui, almeno in questo paese, non ci si ammala pi di vaiolo. Vi hanno dato una piccola dose di vaiolo quando eravate piccoli.
Questa  un'idea!, disse Neville. I nostri dovrebbero far venire il vaiolo a tutti i tedeschi, cos sarebbero troppo malati per combattere. Si pu morire di vaiolo?.
Un tempo si moriva di vaiolo, s.
Lo vedi?.
Non mettere i semi delle prugne sul tavolo, Neville, disse Clary stizzita: non le sfugg che Polly si irrigidiva ogni volta che veniva menzionata la guerra, e forse non sfugg nemmeno a Miss Milliment, perch si mise a spiegare gli esperimenti del dottor Jenner col virus del vaiolo bovino.
Christopher ne fu profondamente impressionato. Avr salvato migliaia di vite umane, disse accalorandosi, mentre gli occhiali gli si appannavano. Quanto vorrei inventare anch'io una cosa cos!.
Alle scoperte di questo tipo di solito si arriva grazie a una ferrea disciplina, disse Miss Milliment. Non c' motivo per cui tu non debba scoprire qualcosa, Christopher. Se  quello che pi desideri.
Ricco, povero, mendicante, ladro, inton Lydia. Prese un'altra prugna, ne cav il seme aiutandosi col cucchiaio e poi ripet l'operazione. Ricco!, esclam poi con finta sorpresa.
Io non dico cos per togliere i semi, disse Neville. Dico un'altra cosa.
E quale sarebbe?.
Strizz gli occhi e trattenne il fiato.
Pilota, pirata, guardiano dello zoo, scassinatore, annunci alla fine. Non imbroglio coi semi come fai tu, perch sono tutte cose che mi piacciono.
Come sempre non hai capito, disse Clary. Il punto  che devono esserci anche cose che non ti piacciono.
Per esempio sposare un ladro, disse Lydia.
Non saprei. Sposare un ladro potrebbe anche essere eccitante, disse Polly. Tornerebbe a casa la sera con un sacco di roba che non ti saresti mai immaginata. Se  un ladro coi tuoi stessi gusti, puoi arredarti casa.
Non c'era altro per cena e Teddy, che aveva gi mangiato il suo pudding, chiese di poter tornare a Home Place insieme a Simon, dato che avevano una cosa da finire. Donne e bambini, spieg a Simon mentre correvano, mi fanno venire l'orticaria, e Simon si dichiar d'accordo. Non la pensava cos sulle ragazze pi grandi, ma si rendeva conto che questo era indice di mollezza da parte sua e si disse che, questione di tempo, l'avrebbe pensata anche lui come Teddy.
Cos' che dobbiamo finire?, domand. Era preoccupato che, di qualunque cosa si trattasse, Christopher ne restasse escluso.
Vedrai.
Uscirono sulla strada. Era quasi buio, ma ancora non del tutto. Passarono correndo davanti al vialetto di Home Place e Teddy non svolt ma prosegu su per la collina. Poi rallent e si mise a perlustrare la siepe che delimitava il boschetto vicino alla casa. A un certo punto c' un passaggio, disse. Me l'ha mostrato Christopher l'anno scorso.
Ma sar buio pesto in mezzo al bosco. Simon cominciava a essere un po' nervoso.
No. Vedrai. Ah, eccolo. S'infil in un pertugio e Simon lo segu in mezzo ai rovi, alla vitalba e al cerfoglio selvatico. Proprio mentre Simon cominciava a pensare che avrebbe fatto meglio a restare con Christopher a guardare la sua collezione di figurine delle sigarette Peter Scott, Teddy si ferm.
Eccoci, disse, e si sedette. Non sembrava un posto particolarmente interessante. Rest a guardare mentre il cugino estraeva una torcia e una scatola di fiammiferi. Libera un pezzetto di terra, disse, e Simon obbediente spazz via foglie e rametti fino a ripulire un riquadro di terreno. Speriamo non si tratti di stregoneria, pens, ma non disse nulla.
Allora.... Teddy tir fuori il suo grosso coltellino dall'aria adulta.
Che devi tagliare?. Cominciava a temere che Teddy avesse in mente di procurare a entrambi dei tagli per mischiare il loro sangue, come fanno i pellerossa per suggellare un patto.
Questo.
Era un sigaro, piuttosto malconcio.
Dove l'hai preso?.
Facile. Il Generale l'ha lasciato nel posacenere. Credo l'abbia dimenticato. Perci non l'ho rubato, l'ho solo... preso.
Si mise il sigaro in equilibrio sul ginocchio e cominci a tagliarlo. Ho pensato che sarebbe stato pi divertente fumarlo insieme, disse, e Simon si sent diviso tra l'orgoglio di poterlo fare e la paura di ci che sarebbe potuto accadere.
Succhia un'estremit e bagnala bene, disse porgendo a Simon la sua met. Poi accese un fiammifero e con questo la torcia che era in mezzo a loro. Simon fu in grado di vedere la faccia di Teddy congestionata dopo la corsa. Comincia tu, disse Teddy passandogli la scatola di fiammiferi. Simon tent. Consum tre fiammiferi ma non ottenne nulla, e il sigaro gli si sbriciolava in bocca lasciandogli un sapore di foglie secche e amare.
Da' qua, ci penso io. Dallo a me.
Quando ebbe restituito a Simon la sua met accesa, disse: Devi continuare a fumare, senn si spegne. E adesso, per completare l'opera.... Tir fuori da sotto la camicia di flanella una piccola bottiglia. Simon vide l'etichetta con su scritto SCIROPPO DI FICHI. La pos con cautela in terra ed estrasse una seconda bottiglietta che Simon riconobbe come acqua tonica. Poi fu la volta di una tazza da picnic, di quelle di bachelite.
Beviamo e fumiamo, disse. Magari facciamo qualche brindisi.
Simon prov un enorme sollievo: niente riti stregoneschi, niente spargimenti di sangue.
In effetti per, aggiunse Teddy mentre versava uguali quantit di liquido dalle due bottiglie, non  proprio acqua tonica. Non sono riuscito a trovarne, l'hanno bevuta tutta. Cos ho messo un po' di citrato nell'acqua. Sar pi o meno la stessa cosa. Accese il suo sigaro, ne aspir una boccata e tacque per alcuni secondi.
Simon si accorse che il suo si era spento. Mentre lo riaccendeva, Teddy bevve un abbondante sorso dalla tazza e poi gliela pass. Si  un po' scaldato, disse. L'ho tenuto sotto la camicia, e di certo non potevo portare del ghiaccio.
Simon ne bevve un cauto sorso. Non era buono come il succo d'arancia, n come qualsiasi altra bevanda gli venisse in mente. Non era buono per niente.
Temo abbia perso tutte le bollicine, disse Teddy. Simon non fu in grado di rispondergli. Aveva tirato una boccata dal sigaro e ora si sentiva come se stesse precipitando.
Ora  il momento del brindisi. Morte a Hitler!. Bevve e porse la tazza a Simon. Devi dirlo anche tu.
Morte a Hitler, disse Simon. La frase gli usc gracchiante, e poi fu come se il primo sorso che aveva bevuto gli risalisse su per la gola per unirsi col secondo. Deglut pi volte, poi quella sensazione si plac.
Non dovremmo anche bere alla salute di qualcuno?, chiese.
Giusto. Alla salute di Strangways senior!.
Strangways senior era uno studente veterano, capitano della squadra di rugby, un ragazzo dalla posizione cos elevata che Simon non gli aveva mai nemmeno rivolto la parola.
Stai bevendo a sorsi troppo piccoli... forza, ne abbiamo un sacco!.
Ci riprov, sperando che ora gli piacesse, ma non fu cos.
Credo che mi limiter a fumare, disse, ma Teddy gli intim di non fare lo sciocco, si riprese la tazza e la riemp.
Seguitarono a brindare. Bevvero alla salute di Laurel e Hardy, di Bobby Riggs, di Mr Chamberlain, di Cicely Courtneidge e infine alla salute del re, ma quand'ebbero finito Teddy disse che era ora di alzarsi e l'impresa si rivel inaspettatamente difficile. Teddy barcollava e rideva. Mi sa che sono ubriaco, disse. Aiut Simon a tirarsi su ma, non appena gli lasci la mano, lui ripiomb a terra con un tonfo doloroso e cominci a vomitare con una violenza tale che gli uscirono le lacrime dagli occhi, anche se non stava piangendo, come disse a Teddy. Teddy si comport da vero amico, disse che doveva dipendere da qualcosa che aveva mangiato. Il pesce, scommetto... lo fanno arrivare da Hastings su un furgone. Aggiunse anche che non aveva nessuna importanza. Non importa, comunque, disse. Niente importa, anzi. Quando Simon si sent meglio, spensero la torcia e se ne tornarono a casa.
... ...
Il mondo  davvero buffo. Lo disse col tono di chi vuole sdrammatizzare, ma era chiaro che pensava che le cose sarebbero potute andare meglio. Mrs Cripps - che non capiva mai con sicurezza se si stesse riferendo a questioni personali, per le quali provava una viva curiosit, o ai casi del mondo, per i quali invece non provava alcun interesse - procedette con cautela.
Be', a quanto pare ci siamo, replic. Vers un goccio di t nella propria tazza per vedere se era stato in infusione abbastanza a lungo. S, andava bene.
Del resto, loro non c'entrano proprio niente con l'Impero. La guard riempirgli la tazza; il liquido scuro, mescolandosi con la panna, prendeva un colore simile a quello delle foglie di betulla. Il berretto da chauffeur, di un bel grigio elegante e con una coccarda nera, era posato sul tavolo accanto a un piatto di piccole bakewell tart.
Sia chiaro che io non ho nulla contro i polacchi. In quanto tali.
Ebbe un tuffo al cuore. Cosa voleva dire? Scese il silenzio mentre lui faceva sciogliere nel t tre zollette di zucchero - svolgeva l'operazione con cura, in modo che non rimanesse dello zucchero sprecato sul fondo della tazza, come capitava spesso.
Si trovavano nel minuscolo salotto annesso alla cucina, dove a volte, il pomeriggio, Mrs Cripps si sedeva coi piedi in alto. Per tacita ma condivisa regola, gli altri domestici non se ne servivano, con la sola eccezione di Eileen che qualche volta prendeva il t l con lei. La cena padronale era finita e si sentivano in lontananza le note del grammofono di Madam e, meno distante, il tramestio delle ragazze che lavavano i piatti nel retrocucina.
Le va una bakewell tart, Mr Tonbridge?, disse.
Solo perch sono le sue, Mrs Cripps. Dopo di lei. Le porse il piatto e lei ne prese una per educazione.
Era tutto chiuso a Londra?, domand lei. Era Londra l'argomento che pi le premeva, e quello che gli era successo laggi.
Gi, in pi di un senso, replic lui, incapace di trattenersi. Bevve un sorso di t - lei gliene aveva versato una bella tazza - mentre faceva un grosso sforzo per non rivelarle le cose terribili che erano successe. No, si sentiva ancora troppo sconvolto e umiliato: raccontarle l'accaduto poteva sancire la fine del suo rispetto per lui.
Ci siamo, Mrs Cripps. Non c' alcun dubbio, che ci piaccia o no. Ecco a cosa ci hanno portato i nostri politici, con o senza Corridoio polacco.
Ancora con i polacchi. Questa del corridoio, poi, proprio non l'aveva capita. Che relazione poteva esserci tra un corridoio e l'imminenza di una guerra? Il suo volto assunse un'espressione di cauta preoccupazione. Era stato mandato a Londra in giornata per prendere della roba da casa, ed era corsa voce (raccolta da Eileen mentre serviva la colazione) che gli era stato anche detto di riportare indietro con s lei e il bambino. Ma le cose dovevano essere andate diversamente, perch altrimenti non sarebbe stato l seduto con lei.
Decise di ricorrere a una frase che lui apprezzava in modo particolare.  mia convinzione, Mr Tonbridge, che dei politici non ci si pu fidare.
E io la penso come lei. Spost di pochi centimetri la tazza nella sua direzione, e subito lei butt le foglie depositate sul fondo nel bugliolo dell'acqua sporca e gli vers dell'altro t.
Nella maggior parte dei casi, non sanno quello che fanno.
 esatto, Mrs Cripps.  proprio cos. E se vuole la mia opinione, quello che fanno non ce lo dicono. Lei gli spinse davanti il piatto delle tortine e lui ne prese una distrattamente ma, non avendo fatto caso al suo gesto, non la ringrazi. Ma come si dice... quando la giostra parte chi  che paga il giro?.
Lei si apr in un rapido sorriso in modo da far vedere l'otturazione d'oro che, cos come altre cose di s che mostrava di rado o non mostrava affatto, lui trovava estremamente attraente.
Me lo dica lei, disse Mrs Cripps mentre si protendeva verso di lui e il petto le si muoveva un poco sotto il grembiule.
Un gran bel pezzo di donna, pens lui, e non era la prima volta. Lei  molto acuta per essere una donna. E io non mento, disse. Non c' bisogno che glielo dica. Sa gi tutto.  un vero piacere parlare con lei. Cosa che non posso dire di altre persone.
Quella fugace e piacevolmente critica allusione a Mrs Tonbridge fu tutto ci che riusc a estorcergli per appagare la propria curiosit, e le forn almeno l'informazione che una visita c'era stata e che non era andata bene. E se fosse davvero scoppiata la guerra, cosa che lei di certo non si augurava, di sicuro la famiglia sarebbe rimasta in campagna, il che voleva dire pi lavoro per lei, ma d'altra parte implicava avere pi spesso Frank intorno (in privato adesso lo chiamava per nome). Una buona scusa per farsi la permanente, pens pi tardi mentre distendeva sotto le lenzuola le gambe doloranti; alla fine della giornata le sue varici erano un disastro, con tutte le ore passate a lavorare in piedi.
Invece Tonbridge, dopo aver sistemato con cura l'uniforme sullo schienale della sedia nella cameretta attigua alla stanza delle armi, si slacci le ghette di cuoio e poi gli stivali e si ritrov in camicia e mutandoni davanti alla finestra a battente che aveva gi chiuso per la notte, raggelato dai brutti ricordi della giornata. Naturalmente prima di tutto aveva fatto il suo lavoro, ed era andato in Gosport Street che erano le due passate. La casa sembrava immersa nel silenzio e aveva notato che le tende in camera erano tirate: si accese in lui l'inattesa speranza che lei fosse via, forse a far visita alla madre. Entr, ma subito dopo aver chiuso la porta ud dei rumori al piano di sopra. Imbocc le scale, ma non era ancora arrivato in cima che la porta della camera da letto si apr ed ecco lei, mezza nuda, che si infilava la vestaglia ciabattando sul linoleum del pavimento. Ah, sei tu!, disse. Che vuoi?. La inform subito della gentile offerta di Madam di ospitare anche lei e il bambino e lei si lanci in uno dei suoi sproloqui sarcastici: Oh, ma grazie! Grazie tante per esserti degnato di pensare a me!. E si piazz sulle scale bloccandogli il passaggio. Che sta succedendo?, chiese lui; in realt preferiva non saperlo, ma qualcosa doveva pur dire.
Sua moglie incroci le braccia contro quel suo petto ossuto e si mise a ridere. Poi grid: George! Non indovinerai mai chi c'!. La porta della camera da letto si apr di nuovo e ne usc il pi grosso energumeno che avesse mai visto in vita sua. Sar stato alto un metro e novanta - aveva dovuto chinare il capo per uscire dalla stanza -, aveva i capelli ricci e rossi e un paio di baffi. Indossava una canottiera e si stava abbottonando i pantaloni sulla pancia da bevitore, ma aveva le braccia come due zampe di montone, coperte di tatuaggi. Adesso  George che si occupa di me!, disse sua moglie. Tu puoi anche sparire!.
Ci spiava?, disse George. Cos', un guardone?. Fece un passo in avanti facendo scricchiolare le assi del pavimento.
Sono venuto per portarla lontano dai bombardamenti. Lei e il bambino, disse, ma la voce gli usc debole.
Il bambino non c'. L'ho mandato fuori citt, con la scuola.
Dove?.
Che te ne importa? Che c'entri tu con lui?.
Balbett che era pur sempre suo figlio, ma lei si mise a ridere di nuovo. Tuo figlio? Stai scherzando, vero? Perch credi che abbia sposato un ranocchio come te?.
Ecco dunque la verit. Lo aveva sempre temuto ma si era tenuto alla larga dall'idea, un sospetto maligno a cui aveva ritenuto saggio non dare credito.
Allora prendo la mia roba e basta, disse, e fece per salire le scale stordito, con le gambe che gli tremavano al punto da doversi aggrappare alla balaustra.
Non osare toccarmi!, strill lei, al che George le si avvicin e le pos sulla spalla una mano che sembrava una salsiccia di maiale.
Prendigli la sua roba, Ethyl, disse. Tanto io non potrei usarla, no? Lui se ne andr fuori ad aspettare buono buono, come un.... S'interruppe e gli occhi azzurro chiaro assunsero un'espressione pensosa, piena di disprezzo. ...come un topo, concluse.
Fu tutto. Scese le scale e usc in strada, poi lei apr la finestra del primo piano e gli gett di sotto la roba cos com'era: calzini, camicie, due paia di scarpe e l'uniforme invernale finirono sull'asfalto e nel canale di scolo; lui raccolse le sue cose una per una e le depose sul sedile posteriore dell'auto, con George che se ne stava piantato con tutta la sua stazza sull'uscio a guardarlo. Non si era mai sentito tanto umiliato in vita sua: probabilmente tutto il vicinato stava assistendo alla scena, perci non gli restava che radunare la sua roba il pi in fretta possibile, salire in auto e andare via di l. Ma appena arrivato in fondo alla strada si era dovuto fermare, perch era scosso dai singhiozzi e non vedeva niente, e di lui tutto si poteva dire meno che non avesse la massima cura delle auto di Mr Cazalet. Lo ripeteva sempre: Ti affiderei una Rolls nuova di zecca, se ne avessi una, aveva detto non troppo tempo prima. Si sforz di pensare a questo. Ormai era con Mr Cazalet da ventun anni. Non era da tutti. Non si trattava solo della guida, ma anche della manutenzione, e lui sfidava chiunque - chiunque - a indicargli della sporcizia, un difetto del motore, un centimetro quadrato di carrozzeria che non fosse tirato a lucido. Si soffi il naso, si tast la tasca in cerca delle sue Weights e ne accese una. E poi, adesso che non ci vedeva pi bene, Mr Cazalet aveva ancora pi bisogno di lui. Dipendo da te, Frank, gli aveva detto una volta, poco tempo prima... l'estate scorsa, quando si era cominciato a parlare di guerra... Lo so che di te posso fidarmi sempre, aveva detto. Un galantuomo come Mr Cazalet non diceva cose simili alla leggera. Anche quella volta che Mr Cazalet si era messo in testa di guidare sulla destra perch era cos che era abituato ad andare coi suoi cavalli. Su questo non sento ragioni, aveva detto Tonbridge con voce ferma. O guida sulla sinistra, Sir, oppure guido io. Ormai era sempre lui a portare in giro Sir e Madam, cos come Miss Rachel, che era tanto una brava persona, per non parlare di Mr Hugh e Mr Edward. Lei fa parte della famiglia, gli aveva detto Miss Rachel quando era andata a trovarlo in ospedale per quel problema che aveva avuto con l'ulcera.  un uomo molto coraggioso, sa?, aveva detto. Moltocoraggioso. Miss Rachel non era tipo da mentire. Diede un'occhiata al sedile posteriore: doveva rimediare una scatola, una borsa o qualcosa dove mettere la sua roba, non poteva presentarsi a Home Place con la macchina in quello stato, aveva ancora una dignit dopotutto.
Adesso, l davanti alla finestra, cominci a singhiozzare senza ritegno. Tese il bicipite e si guard il braccio per vedere se cambiava qualcosa, ma cos non fu. Pelle e ossa, lo chiamava lei. Hai le gambe storte, gli aveva detto in un'altra occasione. Aveva le spalle cos esili che Mr Cazalet aveva dovuto fargli fare l'uniforme su misura. Non si pu essere tutti uguali, pens con profonda tristezza. Diede un'occhiata allo scatolone con dentro le sue cose, che non aveva ancora messo a posto. Decise di occuparsene l'indomani. E di non pensare mai pi a quella giornata, salvo, ora, rallegrarsi di non averne parlato con Mabel, come la chiamava in privato. Lei lo rispettava, lo guardava con ammirazione, proprio come ci si aspetta da una donna; veniva tutto molto naturale, quando erano insieme. Mentre s'infilava sotto le lenzuola, gli venne in mente che non aveva pi una casa - non con quell'uomo dentro - e poi pens che ormai era quella casa sua, era quella la sua famiglia, lo era sempre stata. Temette di non riuscire a dormire per via del bruciore allo stomaco, ma le tortine lo avevano lenito, e si addorment subito. Era l'ultimo giorno prima dello scoppio della guerra.
... ...
Finito il discorso di Chamberlain, dopo che i bambini erano stati fatti uscire dalla stanza, il Generale propose che lui, i suoi figli e naturalmente Raymond si ritirassero nel suo studio per discutere sul da farsi, ma la Duchessa protest che no, se c'era da discutere bisognava che fossero presenti tutti. Lo disse con una tale, sorprendente veemenza che lui acconsent subito. Tutti presero posto: Miss Milliment domand a bassa voce se preferivano che se ne andasse ma, dal momento che nessuno sembrava darle retta, incroci le caviglie e si guard con apprensione le scarpe, i cui lacci si erano gi sciolti. Il Generale, dopo essersi acceso la pipa con gesti lentissimi, disse che ovviamente tutti dovevano restare dov'erano: le case londinesi andavano chiuse, con l'eccezione forse di una... E le scuole dei bambini?, domandarono simultaneamente Villy e Sybil. Sarebbero senz'altro rimaste aperte, dopotutto erano in campagna ed era un peccato interrompere la loro istruzione. Fu deliberato che Villy avrebbe telefonato alla scuola frequentata da Simon e Teddy, mentre Jessica si sarebbe informata se la scuola di Christopher e l'istituto per signorine dove andavano Louise e Nora avrebbero proseguito o meno l'attivit. Poi vi fu un momento di silenzio, interrotto da Villy che domand come avrebbero fatto con la Casa dei Bambini. Le infermiere non potevano alloggiare tutto l'inverno nel campo da squash, disse. Con quel tetto di vetro il freddo sarebbe stato insopportabile, senza contare che quelle poverette non avevano di che lavarsi n mobilia dove riporre la loro roba. E neanche un posto dove stare quando non lavorano, aggiunse. Il Generale replic che aveva in mente una ristrutturazione del campo da squash che avrebbe ovviato a quei problemi, ma la Duchessa obiett tagliente che non si potevano fare lavori in un posto dove dormiva della gente. Segu il silenzio. Era chiaro agli occhi di tutti che era scossa, ma solo Rachel ne conosceva il motivo. Allora Raymond annunci che erano tutti molto gentili, ma che lui, Jessica e i loro figli avevano una casa di propriet a Frensham dove sarebbero stati benissimo e dove sarebbero tornati di l a una settimana, cosa che avrebbero dovuto fare da tempo. Rupert disse che stava cercando di arruolarsi in Marina e sapeva che anche Edward si stava muovendo in tal senso; Hugh sarebbe stato a Londra, i ragazzi e le ragazze pi grandi nelle rispettive scuole, perci si poteva assegnare la Casa del Pero alle infermiere e trasferire tutta la famiglia a Home Place. L'idea, sebbene apparisse perfettamente logica, incontr una tacita resistenza tra i presenti. N a Villy n a Sybil andava gi l'idea di non avere una casa propria; la Duchessa nutriva seri dubbi riguardo alla possibilit che Mrs Cripps riuscisse a cucinare per cos tante persone; Rachel era a disagio all'idea che le cognate venissero estromesse per far posto alla sua organizzazione di beneficienza; il Generale non era disposto a rinunciare ai suoi ingegnosi piani di ristrutturazione del campo da squash. Nessuno espresse le proprie riserve, e quando la Duchessa disse che se ne sarebbero preoccupati quando sarebbe stato il momento, qualcuno si sent di ammettere che si trattava di un buon piano. Rachel disse che lei e Sid dovevano tornare a Mill Farm per finire di disfare i bagagli della direttrice e dei piccoli. Poi Edward dichiar che avevano tutti bisogno di bere qualcosa e and insieme a Rupert a procurare il necessario.
Sei molto taciturna, tesoro, disse Rupert a Zo, che lo aveva seguito fuori dalla stanza.
Non mi  venuto in mente niente di utile da dire, disse. Ma Rupe, davvero pensi di arruolarti in Marina?.
Se mi prendono. Comunque qualcosa devo fare. La guard e poi aggiunse:  sempre possibile che non mi accettino.
Ma io che far?.
Ne parleremo, cara. Abbiamo tante cose di cui parlare.
In quel momento Edward gli pass un vassoio di bicchieri e Rupert ripet: Stai tranquilla, ne parleremo. Dopo per.
Zo, senza rispondere, volt i tacchi e imbocc il corridoio per salire al piano di sopra. Edward alz il sopracciglio e disse: Tutto questo parlare di bambini deve averla turbata, povera ragazza. Siamo tutti un po' nervosi.
Tutti tranne te, pens Rupert con un senso di ammirazione venato d'amarezza. Gli sembrava che Edward fosse capace di trasformare qualunque cosa, persino la guerra, in un'eccitante avventura personale.
Dopo pranzo, tutti i bambini furono mandati a raccogliere le more, perch la Duchessa aveva detto che bisognava preparare pi marmellata possibile adesso che c'erano ancora buone scorte di zucchero.  meglio far fare loro qualcosa di utile, aggiunse, e madri e zie si dichiararono d'accordo. Louise e Nora furono messe a capo del gruppo, e per prima cosa ordinarono a Neville e a Lydia di indossare gli stivali di gomma.
Tu non li porti, protest Lydia rivolta a sua sorella. Perch noialtri s?.
Perch siete piccoli e vi graffiereste le gambe.
Ce le graffieremo comunque, sopra gli stivali.
Infatti, disse Neville. E il sangue coler gi dentro gli stivali e ci sporcher i talloni doloranti.
O tutti o nessuno, sugger Clary. Era davvero insopportabile, disse poi a Polly, che quelle due si dessero arie da adulte anche se non lo erano affatto.
E come mai Teddy e Christopher non vengono?, domand Clary mentre Eileen forniva a ognuno un contenitore dove mettere i frutti.
Perch il Generale li ha voluti per un lavoro al campo da squash, rispose Louise.
E comunque non sono affari tuoi, disse Nora. Neville le mostr la lingua e Nora lo vide.  un gesto molto maleducato, Neville, dovresti scusarti subito.
Mi  venuta fuori per sbaglio, disse lui facendo un passo indietro. Non credo di dovermi scusare per una cosa che  semplicemente capitata.
S, invece. Chiedi scusa.
Riflett alcuni istanti. Si era coperto la testa con il colapasta che gli aveva dato Eileen, perci non si vedeva la sua espressione.
Mi dispiace moltissimo ma non posso, profer infine.  cos che si dice quando uno non vuole fare una cosa, aggiunse.
Clary gli vide il brillio degli occhi attraverso i fori del colapasta.  inutile, disse a Louise. Fingiamo che non l'abbia detto.
Louise era completamente d'accordo. Certe volte Nora era un po' troppo autoritaria, ma era anche ostinata e mai e poi mai avrebbe ceduto di fronte agli altri bambini. Senti, Neville, di' solo che ti dispiace. Anche a bassa voce.
Il bambino la guard: era molto pi simpatica di Nora. Louise lo vide muovere le labbra. L'ho detto, disse. Cos piano che probabilmente sono stato l'unico a sentirlo.
Bene, ecco fatto, disse Nora mettendosi il cestino dietro la spalla. Tanto chiasso per cos poco.
Come fare di una mosca un elefante, si dichiar d'accordo Neville. Si era tolto il colapasta dalla testa e aveva il volto privo di espressione.
Oh, forza!, fece Clary spazientita. Quanto ci mettevano a mettersi in moto!
Il posto migliore per raccogliere le more era in fondo al vasto prato dietro il boschetto alle spalle della casa. L'erba era alta e sbiadita, non l'avevano tagliata per farne paglia; i pochi grossi alberi stavano cambiando colore e i castagni erano carichi dei loro frutti gialli e spinosi. Quell'anno, pens Polly, sarebbero riusciti a mangiare le caldarroste; l'anno prima era parso possibile per un po', ma poi erano tornati a Londra come ogni fine estate. Cosa credi che ci succeder?, domand a Clary.
Resteremo qui e studieremo con Miss Milliment, penso. Non l'avrebbero fatta venire fin quaggi, altrimenti. I ragazzi invece andranno a scuola, immagino, perch la loro scuola  in campagna, e vedrai che anche loro torneranno alla scuola per signorine. Anche Neville dovrebbe andare in un collegio maschile. Sta diventando terribilmente viziato.
Ma... se noi restiamo qui e i nostri padri vanno a Londra o chiss dove, che succeder quando ci sar l'invasione?.
Oh, Poll! I nostri padri saranno a Londra! Verranno da noi il fine settimana. E non ci sar nessuna invasione. Abbiamo la Marina. Loro lo impediranno.
Polly rest in silenzio, non tanto perch Clary l'avesse convinta, ma per l'amara consapevolezza che pi le persone cercavano di rassicurarla, meno le loro parole erano credibili. Erano arrivate alla ripida scarpata che finiva nell'altro bosco, quello dove l'anno prima aveva immaginato il carrarmato che avanzava inesorabile verso di lei e suo padre. Quel punto pullulava di biancospini su cui i rovi si arrampicavano come festoni, ma anche di tane di coniglio e di talpa e, in un angolo, i resti di uno stagno ora ridotto a una fossa umida contornata di sparuti cespugli. Durante le vacanze di Pasqua era un ottimo posto per raccogliere le primule che crescevano a grappoli a ridosso degli arbusti e all'inizio dell'estate vi avevano trovato anche delle piccole orchidee color porpora. Ora, i grossi alberi apparivano scuri nella luce dorata e immota, e i cespugli pullulavano di more di rovo e di bacche di brionia e di biancospino e vitalba in gran quantit.
Adesso sparpagliatevi e iniziate a raccogliere!, grid Nora. Lo disse col tono di un insegnante in gita scolastica, pens Louise mentre si accorgeva che tutti correvano svelti per allontanarsi il pi possibile dalla cugina, il che la fece sentire in obbligo di restare con lei per non ferire i suoi sentimenti. Tirarono su un fagiano ma quello, prima di spiccare il volo, corse per qualche metro sulle lunghe ed esili zampette malferme; poi, quando Lydia fece per corrergli incontro, si sollev in aria e vol via.
Neville si stanc in fretta di raccogliere le more e rovesci il colapasta, cosa che gli fece passare del tutto la voglia. And a esplorare le tane dei conigli: nutriva il desiderio segreto di vederne una dall'interno e pens che, se solo fosse riuscito ad allargare l'ingresso, avrebbe potuto scivolarci dentro. Non voleva far partecipe Lydia del suo piano: sarebbe stato molto pi divertente raccontarglielo con noncuranza pi tardi, mentre facevano il bagno. Oggi sono entrato in una tana di coniglio, avrebbe detto. Era proprio come in Beatrix Potter... con le piccole padelle appese alle radici che sbucavano dai muri e il pavimento bello, liscio e sabbioso. I conigli erano tutti contenti che ero andato a trovarli!. Se li immagin che gli saltavano sulle ginocchia, tutti soffici e pelosi e con quelle orecchie cos carine tirate indietro e gli occhietti sporgenti che lo guardavano fiduciosi dal basso verso l'alto. Ma scavando non fece nessun progresso. Prov col colapasta, che per non era buono per scavare. Infine tent con la punta dello stivale, che era troppo morbida. Ritent ancora con lo stivale, che stavolta si riemp di pungente terriccio sassoso, e allora se lo lev. Doveva andare a prendere una paletta nel capanno di McAlpine, pens mentre arrancava verso gli altri domandandosi come avrebbe giustificato il fatto di non aver raccolto neanche una mora. E naturalmente calpest dei rovi e le spine gli entrarono nella pianta del piede e, quando prov a rimetterlo gi e a camminare, gli fece un gran male.
Grazie a questo nessuno fece caso al fatto che non aveva raccolto le more, e Nora fu molto gentile con lui. Lo fece sedere, gli prese il piede, individu le spine e a forza di strizzare riusc a estrarne due, ma l'ultima era entrata troppo in profondit. Bisogna succhiarla, disse, e tutti gli altri che si erano radunati l intorno guardarono perplessi il piede sudicio.  tuo fratello, disse Nora a Clary, la quale per non sembrava entusiasta dell'idea.
Fosse stato morso da una vipera e rischiasse di morire, certo, lo farei. Ma  solo una spina..., disse.
 solo un rovo, disse Louise.
No.  una spina di rosa ed  piuttosto grossa.  spezzata. Se ci cammina sopra, entrer ancora pi in profondit.
Be', allora potrebbe uscire dall'altra parte, disse Lydia. Un giorno di questi gli verr fuori da sopra. Vi fu una ridda di proposte bislacche.
Va bene, tagli corto Nora. Dammi il piede. Si sedette di fronte a Neville e gli prese il piede fra le mani. Poi ci sput sopra e gli diede una strofinata con un lembo del vestito - non si sarebbe notato, pens Louise, perch era di un'informe fantasia nera e arancione, a met fra il manto di una zebra e quello di una giraffa. Lo succhi per un po' di tempo e poi lo strizz, e finalmente la spina, nera e piuttosto grossa, venne fuori.
Avresti dovuto metterti dei calzini sotto gli stivali, gli disse con voce tranquilla. Ecco fatto. Qualcuno ha un calzino da prestargli?.
Si fece avanti Lydia. Scommetto che, se ci fosse stato un attacco aereo, saresti riuscito a correre.
Andiamo a casa, disse a bruciapelo Polly, e Clary si rese conto di non aver considerato quella possibilit, ma adesso che ci pensava l'idea la rese molto nervosa.
Grazie, Nora, disse Clary.
Stavo per farlo io, fece contrariato Neville. Adesso hai rovinato tutto! Ti ringrazier sulla via di casa, disse poi rivolto a Nora. Quando mi torner la voglia di farlo.
Un pomeriggio come tanti, pens Polly mentre andavano verso casa. Quanti ce ne saranno ancora? Guard Clary che camminava di fianco a lei. A che pensi?.
Cercavo di descrivere quel fagiano. Sai... in tutti i dettagli: un uccello dal piumaggio sfarzoso, dal piglio un po' militaresco... e poi come camminava: barcollava ma con sussiego....
Perch? Non sapevo ti interessassero gli uccelli.
Infatti non mi interessano particolarmente. Ma potrebbe capitarmi di doverne descrivere uno in un libro, e bisogna che mi eserciti a ricordare queste cose.
Oh.
Zia Rach pes le more: tutti insieme ne avevano raccolti sei chili e mezzo e la Duchessa dopo il t diede a ognuno una gelatina di frutta; Dottie scoppi in lacrime perch Mrs Cripps l'aveva sgridata per non aver lavato come si deve il pentolone della marmellata e adesso c'era il rischio che si attaccasse. Sul far della sera il profumo delle more che bollivano, che ricordava quello delle noci, si sparse per tutto il corridoio, e lo sent anche la prozia Dolly che stava attraversando il pianerottolo per andare a mettere a bagno i suoi baccelli di senna nel bicchiere per i denti.
Si riunirono tutti per ascoltare alla radio il discorso del re alle sei del pomeriggio, e restarono fermi e zitti a sentire mentre, tra pause e sforzi, combatteva contro la balbuzie. Poveretto!, disse Lydia. Essere costretto a parlare quando non ne  quasi capace!. E Louise comment che era una fortuna per lui che la sua aspirazione non fosse quella di diventare un attore, perch quella s che sarebbe stata una tragedia: gli sarebbe toccato fare la comparsa che fa su e gi per la scena con una lancia in mano. Dopodich fu la volta di un certo J.B. Priestley che lesse un suo scritto, e poi tocc al magnifico Sandy McPherson che si esib all'organo da teatro. Alle cameriere fu detto di apparecchiare per la cena e loro eseguirono con una certa riluttanza, ai bambini fu invece ordinato di andare a fare il bagno, e gli adulti, che non avevano niente da fare, spensero la radio senza ascoltare nemmeno una nota.
Siccome a loro non interessa, non lo fanno ascoltare nemmeno a noi!, si lament Clary. Una volta aveva visto Sandy McPherson uscire dalla buca dell'organo in un grande cinema di Londra e non vedeva l'ora di vantarsene. Per ci costringono ad ascoltare per ore la loro musica. Qualche volta, aggiunse, consapevole che le cose non stavano esattamente cos.
Dunque la Francia  entrata in guerra, annunci allegramente Teddy. Oh, scusa, Christopher, sai cosa intendo. Questo rende la faccenda pi interessante. Stavano guardando Christopher che, in ginocchio sul pavimento, avvolgeva bocconi di fegato in pezzi di cotenna di coniglio. Il gufo, pi precisamente un allocco, stava sopra l'armadio e lo guardava. Christopher l'aveva trovato ancora pulcino a Hampstead Heath: aveva una zampetta spezzata ed era in pessime condizioni. Christopher gli aveva steccato la zampina, lo aveva rimesso in sesto e adesso l'uccello era ben addomesticato. Simon ne desiderava uno anche lui, ma sapeva che a scuola non glielo avrebbero mai consentito. L'allocco spicc un salto e atterr sulla spalla di Christopher con un tonfo leggero. Christopher gli porse un boccone di cibo sul palmo della mano, lui lo prese e col becco pieno se ne vol di nuovo sopra l'armadio. La sua espressione di imprecisato sdegno non cambi.
Lo fai mai uscire?, domand Teddy.
Ci ho provato una volta, ma lui  volato in cima a un albero ed  rimasto l per un giorno intero. La sera, quando gli ho portato da mangiare,  volato gi ed  tornato in casa con me. Omise il fatto che quello era stato l'unico tentativo, intrapreso solo come tributo alla perduta libert dell'allocco; in segreto desiderava che restasse con lui per sempre. Adesso per, da quando si erano trasferiti a Frensham, lui era in collegio ed era possibile che il suo istituto fosse evacuato e gli studenti sistemati in un'altra scuola, e sapeva che portarsi dietro un gufo sarebbe stato complicato; eppure doveva esserci una soluzione. L'allocco vol in basso in cerca di un altro boccone: stavolta plan malamente e, per non perdere l'equilibrio, affond gli artigli nella spalla di Christopher, che aveva sempre i segni degli artigli sulla pelle, ma non sembrava darsene pena.
... ...
La prima sera del tempo di guerra trascorse proprio come tante altre: i bambini andarono a letto a scaglioni, protestando solo per puntiglio. Fra poco ci metteranno a letto prima ancora di Wills e Roland. E Wills ha due anni, e Roland nemmeno uno!, borbott Lydia.
Infatti, concord Judy. A Berkeley, Court, io e Monica facevamo il bagno dopo cena, e cio non prima delle nove!.
Suo padre era andato a prenderla quel pomeriggio dopo un soggiorno nella casa di una compagna di scuola, e gli altri due non ne potevano pi di sentirla parlare di quanto tutto fosse stato bellissimo e lussuoso. Sapevano gi che Monica aveva due pony, che a merenda servivano i bign, che c'era un frigorifero da cui usciva del ghiaccio e anche una piscina e un laghetto con una barca a remi; inoltre Monica si faceva la permanente e possedeva una collana di perle vere.
Monica di qua e Monica di l..., brontol Neville seduto sul pavimento, dove tutti lo stavano guardando mentre tentava di verificare se, alla bisogna, sarebbe riuscito a succhiarsi via da solo quella spina dal piede. Ci sarebbe riuscito.
Ma che stai facendo?, strill Judy.
Mi sto rosicchiando le unghie dei piedi. Tanto per cambiare.
Ma che schifo!  una cosa schifosa, vero, Lydia?.
Il piede  il suo. Neville pu farci quello che vuole, disse Lydia con sussiego.
Trovava che quello che stava facendo Neville fosse notevole ma anche disgustoso, ormai per era alleata con lui nel comune sdegno e nell'insofferenza nei confronti di Judy e della fortuna che le era capitata.
Monica aveva un bagno tutto suo, seguit a dire Judy, e in quel momento Ellen venne a dirle che il bagno era pronto e che doveva sbrigarsi.
Gi, e scommetto che aveva anche una testa tutta sua con un naso tutto suo e dei denti....
E pure un sedere!, concluse Lydia suscitando grandi risate in Neville.
A Home Place i ragazzi pi grandi cenarono nel vestibolo, sia perch avevano superato l'et per mangiare latte e biscotti in camera, sia perch gli adulti volevano per s la sala da pranzo, e a tavola regnava lo sconforto in quanto neppure a un paio di loro era stato concesso il consueto privilegio. Stavano mangiando carne macinata e pur di patate con fagioli di Spagna, mentre il cielo, al di l del lucernario a volta, passava dal viola all'indaco, tagliato come fette di melone dai montanti che, not Clary, erano stati scuri finch c'era stata luce e poi erano diventati pi chiari man mano che imbruniva. Dal piano di sopra si sentiva un tramestio di rubinetti aperti, porte che venivano aperte e chiuse e adulti che si preparavano per la cena. Bessie, la grossa labrador del Generale, se ne stava allungata ai piedi di Christopher e lo guardava con un'espressione avida che cercava di far passare per devota. Lui le fece una carezza ma non le diede da mangiare. Solo un anno prima, pens, aveva il suo accampamento nel bosco, un sogno di fuga, di avventura. Adesso gli sembrava un progetto irrealizzabile e puerile, ma era pur vero che nulla lo aveva sostituito. Nell'ultimo anno, a scuola, aveva aperto gli occhi sulla dura realt di essere un pacifista: gli scherni, le prepotenze, il disprezzo che doveva subire da tutti, o quasi.
Solo Mr Milner lo capiva. Mr Milner era il professore di lingue classiche e Christopher, a cui all'inizio non piaceva molto il greco, cominci invece ad apprezzarlo tanto quanto apprezzava Mr Milner e il modo che aveva di esternare le sue opinioni. Christopher non faceva che disegnare, soprattutto uccelli e qualche volta altri animali, e spesso lo faceva sui quaderni che usava per fare i compiti. La volta che Mr Milner s'imbatt in un ritratto di allocco, con accanto alcuni schizzi dei soli artigli o di un'ala spiegata, esclam: Caspita, sono belli, sai? Sono davvero belli! Ne fai molte di cose del genere?. E quando Christopher mormor abbastanza, lui non lo sgrid n lo tratt con sarcasmo, al contrario esclam: Fai benissimo. Se vuoi essere un artista, qualunque genere di artista, la cosa migliore  esercitarti sempre.  cos che si diventa dei professionisti. Non li ho mai sopportati quei libricini smilzi, quei concerti per violoncello solo. Anche se sono buoni, ti resta sempre la sensazione che se il tizio in questione si fosse speso di pi sarebbe diventato pi bravo. Poi, l'ultimo giorno prima delle vacanze, finiti gli esami, gli aveva dato in dono un blocco di carta pregiata, spessa e bianca e superba al tatto. L'ho avuta per caso. Tu ne farai un uso molto migliore di quello che potrei farne io. Mr Milner sapeva che lui era pacifista, ed era letteralmente l'unica persona che si comportava come se la cosa fosse perfettamente normale: gli aveva chiesto il perch della sua scelta ed era stato ad ascoltare la sua risposta. Be', Christopher (non gli era sfuggito che chiamava per nome solo chi gli era simpatico; in caso contrario lui sarebbe stato Castle) restare fedeli a un principio pu essere molto difficile.... Era pingue e piuttosto calvo, il che faceva sembrare ancora pi irsute le sue sopracciglia, e aveva una voce affannata che s'incrinava ogni volta che si accendeva per un argomento, cosa che gli capitava molto spesso. Portava sempre la stessa giacca di tweed con le toppe ai gomiti e quel genere di stivali che si usano per andare in montagna, le sue cravatte non erano mai granch pulite e la sua risata era un sonoro Hohoho!, seguito dal solito sibilo. Il collegio lo aveva sottratto alle angherie di suo padre, s, ma per altri versi non era stato un buon cambiamento. Con l'eccezione di Mr Milner.
Il fatto che io sia contro non fa la minima differenza, pensava, perch io non conto niente, ma poi aveva sentito la voce di Mr Milner dire: Ognuno conta, caro ragazzo, non fosse altro che per se stesso. Non fare di te stesso una meschina eccezione.
Perch sorridi?, domand Neville.
No, niente, disse, e poi pens:  una bugia, e l'ho detta senza nemmeno farci caso. Decise di contarle tutto il giorno seguente, cos, tanto per vedere con che frequenza gli succedeva. Certo, si disse poi, se mi metto a contarle non ne dir tante. Era un po' come quella cosa che aveva detto Mr Milner, che l'aveva sentita da qualcun altro, a proposito dello stato d'animo con cui si scrive un diario.
... ...
Polly era sovrappensiero: lasci gran parte della carne, e quando fu servita la meringa di mele disse che non ne voleva. Anche lei stava pensando all'estate precedente, quando Oscar era ancora vivo e si era perso, e poi lo avevano trovato poco prima che fosse proclamata la pace. In seguito per era stato ritrovato lungo disteso, rigido come un pezzo di legno, in fondo al giardino sul retro della casa. Investito da una macchina, aveva detto il veterinario: aveva la schiena spezzata. Era stato celebrato un altro funerale con tutti i crismi, in seguito al quale Polly aveva deciso di non avere altri gatti finch non avesse avuto una casa sua completamente attrezzata. Ora era grata di quella decisione. Almeno non doveva preoccuparsi anche per il gatto, adesso che rischiavano tutti di morire soffocati dal gas. Pap le aveva proposto di regalargliene uno per il suo compleanno, ma lei aveva detto che ormai era grande per avere un gatto. O almeno, ho raggiunto un'et media in cui  meglio non averne uno, aveva detto, al che lui aveva replicato: Be', Poll, se  questo che vuoi, e lei si era chiesta, pi tardi, come mai la gente diceva sempre quella frase quando non era d'accordo con te. Certo, era triste non volere un gatto, ma ora le sembrava di aver sempre saputo che la guerra non se ne sarebbe andata mai, che era sempre l, in attesa, in agguato. E adesso eccola che arrivava, anche se tutto in apparenza era uguale a prima. Se solo pap non dovesse andare per forza a Londra, pens. Se solo potessimo stare tutti insieme, allora qualunque cosa accadesse sarebbe un po' meno spaventosa. L'unico aspetto positivo era che non doveva pi sforzarsi di credere in Dio.
Bessie stava in mezzo a lei e a Christopher. Si era accorta subito che Polly aveva del cibo nel piatto e si era appoggiata con tutto il peso alla sua sedia e alle sue ginocchia. Christopher si era voltato verso di lei e sorridendo le aveva detto: Non dargliene.  troppo grassa per la sua et. Non le faresti un favore.
Lo so, disse. Bessie non aveva una maschera antigas. Gli umani erano buoni con lei, ma solo fino a un certo punto, pens. Non erano buoni davvero. Teddy e Simon parlavano del cricket. Parlavano senza sosta di cose che a lei non interessavano. Se avesse avuto dei figli, lei li avrebbe fatti studiare tutti nello stesso posto, cos sarebbero cresciuti conoscendosi gli uni con gli altri e facendo le stesse cose. L'idea le tir su il morale e domand a Christopher se anche lui era d'accordo, e lo era, mentre Nora, che era stata a sentire, s'intromise per dire che nel Devon esisteva una scuola, Dartington Hall, dove si applicavano quegli assurdi metodi moderni e dove i bambini erano tutti viziati all'inverosimile.
Che intendi per viziati?, domand Clary.
Be', sai, quando uno pu fare sempre tutto quello che gli pare. Imparano dei mestieri, fanno dei lavori in legno... non mi pare un granch come metodo d'istruzione.
Clary disse: Non vedo come il fatto di fare quello che uno vuole possa peggiorare una persona. Io, quando mi lasciano fare quello che voglio, poi mi comporto meglio.
La disciplina  necessaria, sentenzi Nora. Per me lo .
Be', non siamo mica tutti uguali, disse Clary. Christopher scoppi a ridere e per poco non si strozz, invece Nora arross e basta.
Una sera qualsiasi, come tante altre, riflett Polly mentre zia Rach arrivava di sotto col suo vestito azzurro marezzato e una piccola mantella che le cingeva le spalle. Salve, cari! Com'era la cena?.
Che diresti se ti rispondessimo che  stata pessima?.
Direi Ben mi sta, sciocca di una zia che fa domande tanto stupide.
Stava per entrare in sala da pranzo, ma il Generale aveva sentito la sua voce e la chiam: Rachel! Proprio la persona che cercavo, e Rachel si volt per andare nel suo studio.
Povero Generale, disse Clary. Deve essere orribile non poter pi leggere.
E non poter andare a cavallo. E guidare, disse Teddy. Quelle s che gli sembravano delle brutte perdite.
 una vita che non guida. Tonbridge non glielo permette. Per a prendere il treno ci va da solo.
Bracken lo aspetta a Charing Cross.
Bracken sta diventando cos grosso che pap ha detto che gli toccher prendere una macchina pi grande per farcelo entrare. Alla fine ci vorr un camion! Vedrai, lo richiameranno per fargli guidare un carro armato. Forza, Simon, andiamo a finire la partita. E si diressero verso la sala da biliardo.
Giochiamo a carte, propose Clary, non perch ne avesse davvero voglia ma solo per distrarre Polly dal pensiero della guerra. La guard. Giochiamo al metodo Pelman?, insist: era bravissima, in quel gioco. Polly corrug la fronte bianca. A Nertz allora?
Louise, che si era accorta anche lei dello stato d'animo di Polly, disse che era una bella idea, cos andarono nella vecchia stanza dei piccoli, dove ora dormivano Polly e Clary, presero i mazzi di carte e coinvolsero anche Christopher, che per non vinceva mai e presto abbandon il gioco dicendo che andava a leggere.
... ...
In sala da pranzo, intanto, nessuno dei commensali parlava del futuro; i problemi di natura collettiva erano stati discussi fino allo sfinimento e adesso ognuno si era ritirato nella sfera dei propri crucci personali sentendo, per ragioni diverse, che sarebbe parso egoista e meschino parlarne con gli altri. Mangiarono minestra di asparagi, l'ultimo raccolto dello scorso anno, fece sapere la Duchessa, seguita da coda di bue con barbabietole in salsa bianca, carote a cubetti con piselli e pur di patate e infine una Charlotte Russe, un dessert particolarmente caro a Mrs Cripps - adorava sistemare i bastoncini di pan di Spagna lungo il bordo dello stampo - che per non piacque a Edward, il quale disse che era troppo umido e che avrebbe aspettato il formaggio. Anche lui era a corto di argomenti di conversazione; ancora una volta preziosi tronchi di legno duro erano stati scaricati nel fiume, ma di questi problemi gli uomini non parlavano mai in presenza del resto della famiglia. Si chiedeva cosa stesse facendo Diana, se Angus l'avesse raggiunta e in tal caso se lei gli si fosse concessa. Non aveva il diritto di eccepire, visti i trascorsi fra lui e Villy, ma di certo l'idea non gli faceva piacere. Guard Villy, che indossava un vestito color prugna con uno strano collo drappeggiato che non le stava affatto bene. Poco prima, alla Casa del Pero, erano stati sul punto di litigare perch lei aveva detto che non era disposta a starsene per tutta la durata della guerra rintanata l in campagna a badare a un neonato, sarebbe impazzita, aveva aggiunto. Se una delle case londinesi doveva restare aperta, disse, quella doveva essere la loro in Lansdowne Road. Potrebbe starci Hugh durante la settimana, e anche il resto della famiglia, ogni volta che qualcuno ne ha bisogno.
La proposta lo aveva colto di sorpresa: l'eventuale presenza di Villy a Londra avrebbe dimezzato le sue possibilit di vedere Diana, ma non poteva certo appellarsi a questo. Vedremo come evolve la situazione, aveva detto.
Not che suo padre voleva versarsi del porto ma non riusciva a localizzare con precisione il bicchiere. Si alz, gli si avvicin e gli vers il vino, poi porse la caraffa alla persona seduta accanto.
Zo, il porto, disse, e lei ebbe un lieve sussulto. Quanto era bella! Indossava una specie di giacca da camera di broccato verdazzurro con piccoli fiori d'albicocco ricamati e aveva i capelli morbidamente tirati indietro in un intreccio che sortiva l'effetto di un grosso chignon, vagamente vittoriano. E poi aveva quella carnagione che faceva sembrare tutte le altre donne slavate oppure olivastre, anche se ultimamente era sempre molto pallida. Si domand se Rupert avesse seguito il suo consiglio di provare subito ad avere un altro bambino.
La Duchessa sapeva benissimo che gli uomini desideravano parlare per conto loro e cos aspett che tutti avessero mangiato il dolce (disapprovava il consumo serale di formaggi) per proporre alle signore di ritirarsi altrove. Quando si furono sedute ed Eileen ebbe servito il caff, Rachel disse: Prima di mettere un disco, Duchessa cara, vorrei distribuire questi. Il Generale vuole che ce ne sia uno in ogni camera da letto. Pass i fogli alle altre.
Istruzioni in caso di attacco aereo, lesse Sybil ad alta voce. Santo cielo! Ma chi li ha scritti?.
Li ho fatti io. La direttrice ha detto che le servivano per le bambinaie e il Generale ha pensato che fossero utili a tutti. Non  un bel lavoro. Sono una frana a battere a macchina.
Ci sar voluta una vita, pens Sid, e Villy doveva aver pensato lo stesso perch disse: Non c'era della carta carbone?.
Ce n'era. Ma era vecchissima e poi, quando si fanno tanti errori quanti ne faccio io, non si guadagna molto tempo.
Le istruzioni erano molto sensate e dicevano cosa fare sia in caso di attacco diurno che notturno. Comunque non ci saranno attacchi aerei di notte. Non riuscirebbero a vedere l'obiettivo, osserv Villy.
No, se oscuriamo per bene la casa.
Discussero per qualche minuto su come distribuire la responsabilit dei bambini, poi stettero in silenzio.
La serata, seppure riempita da piccoli eventi domestici - Sid e la Duchessa che eseguivano sonate di Mozart, gli uomini che uscivano dalla sala da pranzo -, fu nondimeno punteggiata da questi brevi momenti morti, dove il tenue sferruzzare di Sybil, il tonfo lieve di un ceppo nel camino o il tintinnio di un cucchiaino che mescolava lo zucchero in una tazza di caff non facevano che accentuare il fatto che ognuno era assorbito dalle proprie ansie personali.
Mentre chiudeva il pianoforte, la Duchessa osserv: Vi ricordate l'anno scorso, quando sembrava che suonare musica di compositori tedeschi fosse una specie di tradimento della patria? Che idea assurda.
Non tutti la pensavano cos, no?. Sid stava mettendo via il violino, ma a Rachel non sfugg che quell'idea l'aveva sconvolta.
Solo il genere di persone che oggi se la prendono con gli uomini che hanno i piedi piatti o problemi di vista, Duchessa cara, disse.
Sono certo che i tedeschi saranno molto meno magnanimi, disse Hugh.
Del resto hanno di pi da perdere sotto questo aspetto. Noi non abbiamo compositori ai loro livelli, disse Rachel, e poi si port una mano alla bocca e guard Villy, il cui padre era stato un compositore, dopotutto. Meno male, pens, che Lady Rydal stasera ha deciso di cenare a letto.
Ma Villy, che aveva amato suo padre forse pi di chiunque altro nella sua vita, ripens improvvisamente a quanto lui aveva scritto sul suo diario: andando in Germania a studiare, da giovane, e lasciandosi avvolgere dalla musica che si eseguiva ovunque, si era sentito come un cane sguinzagliato in un prato pieno di conigli.
A quanto pare a Hitler piace Wagner, disse Sybil. Aveva finito la seconda calza, e prese la prima dalla borsa per porgerle entrambe al marito. Grazie a Dio le aveva finite: non ne poteva pi di sferruzzare calze, ma Hugh ne sembrava talmente contento che lei si sentiva in dovere di rifornirlo in abbondanza.
Non fatico a crederlo. La Duchessa professava un immenso disprezzo per Wagner: la sua musica si spingeva troppo oltre, in direzioni che lei si rifiutava persino di prendere in considerazione.
A letto!, annunci Edward. Dobbiamo alzarci presto domani. Si rivolse ai fratelli: Da' tu un passaggio a Rupe. Io devo fermarmi per fare una chiamata.
... ...
Rupert aveva trascorso le ultime ore nel vago timore del momento in cui si sarebbe ritrovato solo con Zo, in camera da letto. Quando era salito per fare il bagno, prima di cena, l'aveva trovata seduta alla toletta, a non fare niente. Le aveva preso il mento con la mano per rivolgere a s il suo viso: si vedeva che aveva pianto dal gonfiore delle palpebre, bianche, trasparenti, attraversate da vene bluastre. Con sua sorpresa lei gli sorrise, gli prese la mano che le aveva posato sulla spalla del kimono e la insinu sotto la seta. Quando guard quei magnifici occhi velati e pens, come sapeva gi da tempo, che quel verde non apparteneva a nessun'altra cosa, lei gli spost la mano sul suo seno. Sorpreso e ammaliato, si chin a baciarla, ma lei si copr la bocca e si ritrasse un poco, indicando il letto con un gesto provocante. Rupert sent un'ondata improvvisa di gioia ed eccitazione: era tornata la vecchia, giovane Zo.
Ora, mentre salivano in silenzio le scale e attraversavano il corridoio che conduceva alla loro stanza, quell'idillio durato neanche mezz'ora - erano stati, forse per fortuna, interrotti da Peggy che, subito dopo aver bussato, era entrata di corsa per preparare il letto - pareva una specie di sogno di cui non era chiaro se fosse realmente accaduto oppure no. Peggy era trasalita e poi arrossita dall'imbarazzo, ma senza quel suo intervento difficilmente sarebbero arrivati a cena in tempo. Si erano vestiti entrambi in gran fretta - Zo si era legata in uno chignon i capelli ancora umidi dopo il bagno e si era abbottonata fino in cima la giacca da camera che le aveva regalato lui per Natale.
Non ho avuto nemmeno il tempo di truccarmi, disse. Come sto?.
Sei..., fece per risponderle. Poi disse: Io ti amo. Solo questo  il punto. Per me sei bellissima.
Ma adesso, dopo quella sgradevole serata enfamille, sapeva di averle promesso che avrebbero parlato del futuro - la sua entrata in Marina (se lo avessero preso) e quello che avrebbe fatto lei -, e Rupert temeva quel momento, perch probabilmente avrebbero finito per litigare. Zo non era brava nelle discussioni, e la sua incapacit di accettare le cose che non voleva o non le piacevano di solito lo irritava cos tanto che dentro di s l'accusava di rifiutarsi di capire: allora adottava un atteggiamento di pazienza aggressiva e lei metteva il broncio. Detestava l'idea di concludere la serata su quei toni e, poich avevano gi fatto l'amore - prima degli ultimi mesi era sempre stato questo il loro modo di uscire da certe situazioni -, presagiva una notte di tensione e insonnia.
Si sbagliava. Accadde pressappoco ci che era accaduto prima di cena, e stavolta, siccome non fu colto di sorpresa dall'ardore civettuolo di lei, pot rendersi conto di quanto tutto fosse pi bello se non si affliggeva per le cose tristi che erano capitate a Zo o per il fatto che non riusciva pi a farla divertire come una volta. Mentre erano distesi, immersi in un silenzio che a Rupert parve una pace sublime, Zo disse: Rupert, stavo pensando a una cosa.
Il suo cuore ebbe un fremito, poi prese a battere pi svelto. Si arm del pi amorevole riguardo: decise di essere paziente, gentile e di trovare il modo di farle capire che alcune decisioni vanno prese a prescindere dai nostri desideri. La cinse col braccio. Ti ascolto, le disse.
Vorrei che trovassimo una scrivania da regalare a Clary per Natale. Sai, di quelle con il cassetto segreto, un po' vecchio stile, a cui sedersi per scrivere. Pensavo che si potrebbe provare in quel negozio di Hastings dove va Edward....
Cracknell.
S, quello. Ti sembra una buona idea?.
 una splendida idea, rispose lui. Aveva le lacrime agli occhi. Ci andiamo il prossimo fine settimana.
Deve essere un segreto, per.
Ma certo. Credi forse che vada a dirglielo?. Trov delizioso sdegnarsi per una piccolezza del genere.
Manca un bel po' di tempo a Natale, disse lei liberandosi dal suo abbraccio e saltando gi dal letto.
Cosa fai?.
Metto via della roba da dare a Peggy domattina, disse infilandosi la camicia da notte dalla testa.
Era strano, pens mentre si metteva il pigiama, apriva la finestra per far entrare l'aria fresca e umida di foschia e tornava a letto: alla fine il futuro di cui avevano parlato non era altro che il prossimo fine settimana. E poi, dopo averle dato il bacio della buonanotte ed essersi voltato a spegnere la luce, pens capricciosamente che sarebbe stato meglio se avessero parlato - in modo serio ma senza litigare - di ci che stava per avvenire, e allora si rimprover di volere sempre da lei qualcosa di pi o qualcosa di diverso da ci che lei riusciva a dargli.
... ...
Certo che lo sei. Per me di certo.
Edward e Villy riportavano a casa in macchina Jessica e Raymond, che aveva difficolt a camminare, mentre Sybil e Hugh avevano preferito fare una passeggiata all'aria fresca. Sybil reggeva una torcia dirigendo il fascio di luce sul cammino di Hugh con tanta premura che inciamp e Hugh stese il braccio per sorreggerla. Passa di qua, le disse. Cos posso tenerti la mano.
La bellezza  negli occhi di chi guarda, disse lei ridendo tra s di quella sua frase.
Non credo. E comunque io ti veda o tu ti veda, ti amo. Ti ho sempre amato e ti amer sempre, qualunque cosa accada. Gli era uscita, quell'ultima frase. Perch diavolo l'ho detto?
Segu un silenzio durante il quale Hugh sper ardentemente che la frase fosse passata inosservata. Invece lei disse: Ogni cosa sarebbe sopportabile, se fossimo tutti insieme. Ma con Simon a miglia di distanza e tu a Londra da solo... Hugh, la cosa migliore  tenere aperta casa nostra. Polly e Wills possono stare qui e tu e io potremmo raggiungerli nei fine settimana. Non lo capisci?.
Non avrei un secondo di pace pensando a te in casa da sola col rischio che da un momento all'altro pu esserci un attacco aereo. Io sarei troppo lontano per badare a te. Non se ne parla. Le strinse la mano. Verr nei fine settimana, puntuale come un orologio.
La naturale replica - che in quel modo sarebbe toccato a lei non avere un secondo di pace al pensiero dei pericoli che correva lui - fu sul punto di venir fuori, ma poi fu repressa in silenzio. Se uno dei due doveva vivere nell'ansia, quella doveva essere lei: non sopportava che lui stesse in pena. Cos rest zitta.
Una volta a letto, lui disse: Del resto, sai, c' la possibilit che tutto finisca pi in fretta di quanto ci sembri adesso. Non credo che Hitler si divertir sulla Linea Maginot - le cose saranno diverse dall'ultima volta. E poi stavolta forse gli americani interverranno prima. E allora, fine dei giochi.
Lei, per fargli credere di sentirsi rassicurata da quelle parole, disse: Sono certa che hai ragione.
1 Si riferisce ai moti indiani del 1957, detti anche Indian Mutiny o Rivolta dei Sepoy, contro la Compagnia Britannica delle Indie Orientali, che portarono alla fine dell'autorit della Compagnia e all'instaurazione del potere diretto della corona britannica sul subcontinente per i successivi novant'anni.

Louise. Gennaio 1940.

Ah! Louise! Che bello vederti tornare. Quest'anno sarai la nostra allieva residente pi grande. Miss Rennishaw era in corridoio in uno dei suoi consueti completi di tweed che parevano campi scavati con l'aratro, tanto erano macchiati e malconci, e sembrava del tutto indifferente alle folate gelide che accompagnavano ogni nuovo ingresso. Il vialetto esterno era intasato di veicoli e autisti che trasportavano grosse valigie di cuoio. Presto apparve Bracken con la sua - una valigia vecchissima che era appartenuta a suo padre e che aveva dovuto legare con delle cinghie perch i fermagli non si chiudevano pi bene. La sorella di Miss Rennishaw, anzi la sua gemella (sebbene fosse di una buona spanna pi bassa di lei che era un donnone), venne fuori in quel momento dal loro salotto privato e mormor qualcosa.
Sono nel primo cassetto del mio com, Lily. Non ti affaticare.
Grazie, Bracken.
Molto bene, Miss. Si tocc il cappello e spar nel buio. Non mi fa pi tanto effetto, pens Louise mentre saliva le scale dietro a Blake, il giardiniere della scuola, che le stava portando la valigia. Aveva la stessa stanza dove aveva alloggiato nei semestri precedenti, una mansarda con due piccoli lucernari. Durante il primo semestre, che era stato terribile, l'aveva condivisa con Nora e poi, dopo che Nora se n'era andata per via della guerra, era subentrata Elizabeth Crofton-Hay, una ragazza noiosa che parlava solo di debuttare in societ, essere presentata eccetera. L'unico altro suo argomento di conversazione era Ivor Novello, di cui era perdutamente innamorata. Era andata a vedere TheDancingYears quattordici volte, ma non aveva nessun interesse artistico per il teatro. Anche lei si era ritirata dai corsi, perci quest'anno ci sarebbe stata un'altra allieva che per non era ancora arrivata, cos Louise scelse per s il letto migliore, vicino al lucernario. La stanza era la stessa: due letti di ferro con le coperte azzurre, due cassettoni con piccoli specchi quadrati appesi sopra, due armadi poco capienti, due sedie con la seduta in giunco. Il pavimento era rivestito di linoleum blu scuro, talmente tirato a lucido dalle inquiline che i tappetini di lana ai piedi del letto schizzavano via al pi piccolo tocco. Si sedette sul letto senza togliersi il cappotto: faceva cos freddo che non si sentiva nemmeno l'odore del lucido dei mobili. Si era accorta che non le faceva pi effetto - che non aveva pi nostalgia di casa - circa a met del semestre precedente. Prima di allora, di tanto in tanto aveva notato di non soffrirne, ma aveva evitato di soffermarsi su quel pensiero per paura di ripiombare nell'angoscia. (Cosa che era accaduta spesso durante il primo semestre: stava versando in una ciotola un fondo di cottura, oppure era seduta in sala da pranzo in mezzo alle compagne che chiacchieravano, e proprio mentre cominciava a pensare che dopotutto non era male essere lontani da casa, ecco che l'angoscia le piombava addosso: allora doveva lasciare quello che stava facendo, correre di sopra e buttarsi sul letto a piangere). Poi per, col tempo, aveva cominciato a farci l'abitudine. Non rompeva pi le suppellettili, non aveva pi la nausea: a volte trascorreva ore e addirittura giorni senza rivolgere un solo pensiero alla sua famiglia. Si era chiesta come mai questo non le facesse fare i salti di gioia e ne aveva parlato a Natale con Polly (Polly era nella sua stessa posizione: dopo che aveva paventato per anni gli orrori della guerra, ecco che si dimostrava non troppo diversa dalla vita di tutti i giorni, almeno quanto a orrori), che aveva sostenuto come anche per lei il fatto di non preoccuparsene pi tanto non era stato quella liberazione che si aspettava. Poi per aveva aggiunto che forse questo dipendeva dal fatto che non credeva che la guerra sarebbe rimasta ci che era ora, ovvero una banale questione di fastidi e oscuramento, e Clary l'aveva interrotta per dire che, se uno era finlandese, probabilmente invece aveva paura eccome; non aveva un briciolo di tatto, aveva pensato Louise. Lei, del resto, aveva ben altro di cui crucciarsi: per esempio, l'audizione. Era riuscita a convincere i suoi che doveva farne una per entrare in una scuola di recitazione e aveva promesso che, se fosse andata male, non se ne sarebbe parlato pi. In tal caso avrebbe imparato a battere a macchina e sarebbe andata a lavorare in qualche noioso ufficio. Avevano acconsentito, le era parso, soprattutto perch sua madre prima della guerra era stata cos decisa a mandarla in Francia a imparare la lingua presso una famiglia (ormai era fuori discussione) che non aveva messo in conto nessuna alternativa, e alla sua et - diciassette anni a marzo - era certo troppo giovane per arruolarsi in qualche organizzazione o cose altrettanto spaventose. Grazie a Dio! Essere trattata per anni e anni come una bambina e andare alle lezioni, e poi avere un'ambizione bruciante considerata da tutti frivola ed egocentrica! Unirsi alle WREN o alle ATS2 doveva essere un po' come andare in collegio, immaginava. Se invece fosse riuscita a farsi ammettere alla scuola di recitazione, avrebbe potuto frequentarla per un anno, e in un anno potevano succedere tante cose. Era un'egoista, certo. Il semestre di devozione con Nora lo aveva dimostrato. Le due Rennishaw erano anglicane conservatrici: andare alla funzione era praticamente obbligatorio, anche se si poteva decidere di frequentare una chiesa diversa dalla loro, una dove non si bruciavano incensi per confessarsi eccetera, e Nora ci si era buttata col suo solito ardore, pi o meno trascinando con s Louise. Ogni settimana, per tutto il semestre, si era seduta nel piccolo confessionale e, anche se all'inizio aveva avuto difficolt a trovare cose da confessare, e in qualche occasione se le era persino inventate, col tempo era diventato sempre pi facile, perch il suo carattere peggiorava di settimana in settimana. Sono molto orgogliosa, vendicativa e ambiziosa3, aveva esordito, ma padre Fry l'aveva interrotta subito per dire che Amleto aveva solo desiderato di essere cos e che comunque quelle affermazioni erano troppo generiche per costituire una confessione. Allora Louise era stata costretta a dire che non le pareva per niente giusto dover pulire i bagni o lavare i pavimenti, cose che ogni allieva era tenuta a fare nella settimana in cui prestava servizio come cameriera, ed ecco perci che era orgogliosa. Quando aveva fatto presente a Nora che quel rito non stava facendo di lei una persona migliore, bens il contrario, Nora le aveva spiegato che uno non pu crescere se prima non si rende conto di quant' debole la sua indole e aveva cercato di far esercitare Louise nella confessione ogni sera. A essere onesti, Nora si attribuiva sempre un sacco di difetti - peccati, li chiamava - e, ogni volta che ne citava uno, Louise si rendeva conto di averlo anche lei; un paio di volte la conversazione si era trasformata in una gara a chi delle due fosse la peggiore. La vita quotidiana era ormai un campo minato. Bastava distrarsi un attimo e si commetteva peccato.  questo a rendere tutto cos importante ed eccitante!, aveva esclamato Nora, ma Louise dentro di s pensava che cos ci si negasse qualunque forma di divertimento. Aveva deciso allora che s, credeva in Dio, ma di certo non lo amava, anzi non le era nemmeno granch simpatico. Ma questo non poteva certo dirlo a Nora, anche se padre Fry si era dimostrato sorprendentemente calmo quando gliel'aveva confessato e aveva detto, con voce pacata, che anche lui, quando aveva l'et di Louise, pensava cose simili. Saperlo la confort e la indispett al contempo.
Poi per Nora se n'era andata a lavorare alla Casa dei Bambini di zia Rach, che si era trasferita di nuovo a Londra. Elizabeth Crofton-Hay, pur andando a messa ogni domenica, non era per nulla religiosa. All'inizio le era piaciuto imparare qualcosa sul make-up e venire edotta su come Elizabeth si lavasse ogni sera le calze col Lux e portasse una collana fatta con le perle che il suo padrino e la sua madrina le avevano regalato, una per ogni compleanno, ma le esperienze pi interessanti della vita di Elizabeth - un periodo di studio a Firenze e un fine settimana lungo a Sandringham - non avevano fatto di lei una persona con cui fosse piacevole conversare, e Louise si era stancata presto delle sue tirate su Ivor Novello. Si diresse verso la porta per vedere chi fosse la sua nuova compagna di stanza. C'era un biglietto fissato con una puntina che recitava: LOUISE CAZALET E STELLA ROSE. Per qualche ragione quel nome le evoc l'immagine di una giovane bionda e pallida con lunghi capelli sciolti sulla schiena, un personaggio uscito da un libro di fiabe, con un nome da eroina. Decise di disfare la valigia e di prendere una maglia pi pesante.
Stella arriv quando avevano quasi finito di cenare. Aveva perso il treno e di conseguenza anche il taxi inviatole dalla scuola, perci aveva dovuto aspettare che se ne liberasse un altro. Le fu servita la cena e Miss Rennishaw sugger a Louise di restare a farle compagnia. Cos si ritrovarono sole nella vasta sala da pranzo, sedute a uno degli otto tavoli rotondi. Non somigliava per niente a una principessa. Aveva una fitta chioma di capelli neri, sottili e ricci; la pelle olivastra senza traccia di trucco; occhi di forma allungata di un grigio tendente al verde sopra zigomi alti; un naso prominente e ossuto e una piccola bocca pallida, di singolare eleganza, con un piccolo neo scuro sotto uno degli angoli. Quando ebbe finito di registrare tutti questi dettagli, Louise si rese conto che Stella la stava osservando con pari curiosit. Si scambiarono un sorriso, lievemente imbarazzate.
Ti manca casa, eh?.
In che senso?.
Be', ti sentirai un po' strana...  la tua prima sera.
Oh, no! Stavo pensando: meno male che non sono a casa adesso! Quando mio padre sapr che ho perso il treno diventer una furia. Se fossi a casa, non ne uscirei viva.
A tua madre invece non importa?.
A lei importa il fatto che importi a lui. Perci  la stessa cosa. Come si sta qui?.
Louise disse che non era male, ed era la verit. Ma ci non bast a Stella e, nel tempo necessario a finire la cena, compresa la charlotte di mele, si fece spiegare nei dettagli ogni cosa: le spieg che c'erano quattro diverse categorie di lavori - la cucina, il servizio in salotto e quello domestico e infine la lavanderia -, che ogni settimana veniva assegnato alle allieve un ruolo diverso, che le due titolari della scuola insegnavano cucina, che un'ex alunna di nome Patsy si occupava del servizio in salotto, che la Rennishaw Bassa insegnava a fare le pulizie e che una vecchissima irlandese dall'aria mefistofelica, Miss O'Connel, si occupava della lavanderia. Lavoravano tutte le mattine, avevano le prime ore del pomeriggio libere e poi ricominciavano alle cinque dopo il t, fino alla cena e al lavaggio delle stoviglie. La peggiore  la O'Connel. Lo scorso semestre mi ha fatto stirare una cotta increspata tre volte. Ogni volta che finivo, la spiegazzava, la bagnava con l'amido e mi faceva ricominciare.
Stella la fiss, poi scoppi a ridere. Non ho la pi pallida idea di quello che stai dicendo!.
Be', saprai cos' una cotta.  quella veste che portano i preti in chiesa.
Oh. Giusto, si affrett a replicare Stella.
E una stiratura increspata si fa con un ferro....
Ma in quel momento la Rennishaw Bassa infil la testa nell'uscio per dire a Stella che suo padre desiderava parlarle al telefono, e Stella fece una buffa faccia spaventata - ma a Louise non sfugg che era preoccupata davvero -, poi balz in piedi e usc dalla sala seguendo la Bassa, che torn un momento dopo per dire a Louise di sparecchiare il posto di Stella e mettere tutto nel retrocucina. Quando ebbe finito, Louise si ferm in corridoio. Sent la voce di Stella interrotta da lunghi silenzi. S, pap, lo so... S,  vero. Ho detto che mi dispiace... Non lo so... Ho fatto tardi, non so come... Oh, pap, non  mica la fine del mondo! Mi dispiace, ho gi detto che mi dispiace... Non lo so... Non so cos'altro dire. La manfrina sembrava non finire pi, poi a un certo punto le parve che Stella stesse piangendo, e prov una gran pena per lei. Un minuto dopo Stella riapparve e, non appena fu fuori dal salottino delle Rennishaw, fece di nuovo quella faccia buffa, alz gli occhi al cielo e si strinse nelle spalle esili in una posa di esagerata disperazione.
Mio Dio!, disse. Ho fatto venire il mal di testa a mia madre, hanno cenato in ritardo per via di tutte le telefonate! Non  possibile mandarmi fuori per quanto sono egoista e irresponsabile ed  solo grazie al suo buon cuore se ho ancora il permesso di finire il semestre!.
Mi sembrava che stessi....
Piangendo? Oh, ho dovuto far finta.  l'unico modo di fermarlo. Padri! Tu col tuo hai problemi?.
Non... be', qualche volta.
Io non vedo l'ora di essere adulta, disse Stella mentre salivano le scale dirette alla mansarda.
Oh, su questo sono d'accordo al cento per cento.
Fu il nucleo originario del loro legame. Che fece un grosso passo in avanti allorch Louise venne a sapere che Stella, a differenza delle altre, non ci teneva per niente a debuttare in societ - Non so nemmeno che vuol dire!, disse con un delizioso tono sprezzante - perch desiderava diventare qualcuno, anche se non aveva ancora deciso chi esattamente, il che forn a Louise l'appiglio per confidarle le sue ambizioni e dirle dell'imminente audizione. Stella si mostr gradevolmente colpita. Puoi esercitarti con me, disse. Mi piace un sacco fare da spalla... o come si dice.
In effetti... potrei venire anch'io alla tua scuola di recitazione, disse tempo dopo. Credo che potrebbe piacermi. Louise rest interdetta, perch le sembr un approccio irriverente all'arte che venerava.
Non si pu decidere di recitare!.
Perch no?.
Perch no? Perch non  un semplice lavoro,  piuttosto una specie di vocazione. Insomma, prima di tutto bisogna avere un po' di talento.
Come te, intendi?.
Non ho mai detto di averne.
Per lo pensi. Invece il tuo potrebbe essere semplice desiderio di fama. A me questo non interessa affatto. Lo farei solo per vedere com'. Se t'interessano le cose, non ha importanza se sei bravo a farle oppure no. Il divertimento sta nel farle.
Oh!.
Non sei d'accordo!.
 solo che non ci ho mai pensato in questi termini.
Ne avrebbero avute molte di conversazioni di questo genere, nel corso di quel semestre che fu, a detta delle Rennishaw, il pi freddo a memoria d'uomo. Tutte tenevano le borse dell'acqua calda, dormivano con le calze e chiudevano le finestre la sera, subito dopo che la Rennishaw Alta era passata ad augurare loro la buonanotte. Lei credeva nell'aria fresca, qualunque fosse la temperatura esterna. C'era un camino a carbone nel loro salotto, il che voleva dire che cinque o sei ragazze, a turno, potevano andare a scaldarsi. I pasti erano abbondanti, nonostante il razionamento fosse cominciato prima dell'inizio del semestre. Erano state modificate le ricette. All'inizio non c'era stata una gran differenza: i loro centoventi grammi di burro venivano serviti separatamente in apposite ciotoline, mentre bacon e zucchero erano sui vassoi comuni; in cucina si usavano lardo e margarina. La carne venne razionata solo alla fine del semestre, ma era diventata pi cara, e fu insegnato loro a preparare stufati e pasticci e a usare le poco apprezzate frattaglie. Louise smise di confessarsi, ma la riprovazione delle Rennishaw la metteva troppo a disagio e continu ad andare in chiesa. Stella venne con lei la prima domenica, si alz in piedi e si sedette e s'inginocchi, ma non apr bocca. Non so le parole, disse quando in seguito Louise le chiese come mai non avesse partecipato. Tanto non ho intenzione di andarci di nuovo, aggiunse. Volevo solo vedere com'.
La tua famiglia non va a messa?.
Mai. La risposta fu proferita in tono talmente carico di sottotesto inespresso, che Louise lasci cadere l'argomento.
L'insaziabile curiosit di Stella pareva abbracciasse ogni cosa. La portava a superare i limiti (Vediamo dove porta questa strada), a curiosare nei cassetti delle altre quando pulivano le camere (Barbara Carstairs ci tiene una scatoletta di ciglia finte, nere, non come le sue che sono castano chiaro, e Sonia Shillingsworth nel cassetto della biancheria tiene la foto di un tizio. Di certo non  suo fratello!. Di fronte a questi resoconti Louise, per quanto scandalizzata, non poteva non cadere nella trappola e domandare: Come lo sai?. Non ce l'ha, un fratello. Gliel'ho chiesto). La curiosit la spingeva a mettere le mani in barattoli di marmellata e scatole di biscotti per assaggiarne il contenuto, a tentare esperimenti con flaconcini di crema detergente e lozioni astringenti - perfino rossetti, che si passava sulle labbra e che poi toglieva in gran fretta. Allo stesso tempo Louise aveva notato che professava una ferma e paradossale riservatezza, e non le piaceva che le si facessero domande. Sapeva essere molto divertente: dopo poche settimane era in grado di imitare tutte, e non solo nella voce ma persino nel loro modo di fare. E poi era la spettatrice perfetta: si commuoveva quando Louise interpretava Giulietta e rideva fino alle lacrime quando si esibiva nella scenetta dell'insegnante di ballo. Cara, cara Louise! Adoro chi sa farmi ridere. E piangere. Sei l'unica qui a scuola che ci riesca. Era meravigliosamente solidale con Louise quando si lamentava della mancanza d'interesse dei suoi genitori verso la sua carriera. Certo, diceva, quando hanno dei piani su di te pu essere anche peggio.
I tuoi hanno dei piani per te?.
Se ce li hanno? Mia madre vuole che vada all'universit e che diventi un'insegnante o vada a lavorare in biblioteca o cose del genere. Ma a mio padre interessa solo che io faccia un buon matrimonio. Certe volte, invece,  il contrario. Litigano, poi fanno pace e danno tutta la colpa a me.
E tuo fratello?.
Su di lui non ci sono mai stati dubbi. Peter era destinato a diventare musicista fin dall'inizio.  entrato in Conservatorio appena ha finito la scuola. Solo che sar chiamato alle armi prima di aver terminato gli studi. Gli hanno permesso di concludere il primo anno solo perch aveva una doppia borsa di studio. Perci gli resta un solo semestre.
Pu darsi che per allora la guerra sia gi finita. Non sembra stia succedendo granch.
Succeder.
Come diavolo fai a saperlo, Stella?.
Lo so e basta. Mio padre dice che il potere di Hitler sta crescendo smisuratamente, e inoltre quell'uomo  pazzo.
Louise si era accorta che molte conversazioni tra loro terminavano con Stella che riportava le frasi di suo padre come verit incise sulla pietra. Certe volte lo trovava fastidioso. Be', comunque a me pare che non stia succedendo niente. Voglio dire, gli evacuati sono tornati a Londra e non ci sono stati gli attacchi aerei che tutti temevano e che dovevano essere terribili. E mio padre dice che ogni settimana che passa abbiamo pi aeroplani e navi e tutto, perci  sempre meno probabile che i tedeschi osino attaccarci. Perci, Stella, lascia che ti dica che forse tuo padre si sbaglia.
Ma l'espressione di Stella, o meglio tutta la mimica del suo corpo, denunciava la pi completa impossibilit che ci avvenisse. Louise lasci stare. Ormai si volevano bene al punto da poter essere in disaccordo, disapprovare l'una le scelte dell'altra e ignorarsi, ma un vero litigio non l'avevano mai avuto.
Che fortuna per me che tu sia qui, diceva spesso Stella. Qualche volta l'esclamazione era seguita da un elenco delle virt di Louise: che usava il cervello, che leggeva, che sapeva esattamente quello che voleva, che era una persona seria, fino a che Louise, rossa di piacere per tanto apprezzamento e ben conscia di non leggere n di pensare abbastanza da meritare lodi cos sperticate, cominciava a declinare i complimenti e contrattaccava elencando i talenti di Stella, che a lei sembravano speciali perch avevano una peculiare naturalezza (non solo sapeva suonare benissimo a orecchio qualunque cosa sentisse ma era anche molto intonata; inoltre parlava correntemente il francese e il tedesco e possedeva una buona memoria fotografica: bastava che leggesse una ricetta una sola volta e la ricordava senza problemi). Di tanto in tanto passavano a discorsi sulla fortuna di essersi incontrate e allora Stella si produceva in una tirata su quanto fossero noiose le altre ragazze; vista una viste tutte, diceva, e poi elencava le sette et della debuttante: All'inizio  fissata coi cavalli, ha un faccino rosa e paffuto e splendente di salute, porta giacche di tweed e parla solo di nodelli e strigliature; dopo un po' la vedi girare vezzosa vestita di tulle e pizzo, indossando collanine di perle e con i capelli arricciati; la volta dopo eccola commossa e radiosa nel suo vaporoso abito di seta bianca, il giorno delle nozze; dopo ancora  in cachemire, indossa perle pi grosse e tiene in braccio un marmocchio... oh, dimenticavo il giorno del debutto, con quelle assurde piume bianche in testa e i lunghi guanti bianchi! La ritroviamo anni dopo parecchio ingrassata, con un tailleur e un cappellino complicato, il giorno del diploma del figliolo; e infine eccola ormai decrepita, vestita di pizzo beige, al matrimonio della figlia.... Le caricature di tutte queste fasi erano accompagnate da una mimica esilarante, e le mani di Stella disegnavano gli abiti che si addicevano alle varie macchiette, finch Louise non aveva le lacrime agli occhi dal gran ridere.
Henrietta non  cos male, osservava alla fine.
Lo  eccome! Dorme supina perch crede che cos non le verranno le rughe!.
Come lo sai?.
Me l'ha detto Mary Taylor. La notte le vengono gli incubi e Mary deve svegliarla.
Be', ci sono le Gemelle Serafiche. Angela e Caroline Redfern erano identiche: capelli biondo cenere, profondi occhi bruni e lunghe gambe eleganti; erano considerate unanimemente le bellezze della scuola.
Ah, quelle! Fanno colpo perch sono due.  come per i collezionisti, sai: averne due  meglio che averne una. Io dico che sono due teste senza nemmeno un pensiero dentro.
Louise, dopo aver riso, diceva che forse Stella era un po' troppo critica. Insomma, non  che noi due siamo tanto migliori di loro.
Non ho mai detto questo. Per noi due vogliamo tirare fuori il meglio da noi stesse. Vogliamo essere di pi.
In qualche modo Stella riusciva sempre ad avere l'ultima parola. Cos come, riflett Louise, ci era sempre riuscita Nora. Forse sono io che ho un carattere debole, pens stupefatta. Non pu essere! Nonostante tutto, considerava Stella la sua migliore amica e per lei, che a differenza di Stella non era mai andata a scuola n in collegio, quella era un'esperienza nuova ed eccitante e l'unica cosa di cui aveva paura era che, finito quel semestre, avrebbero dovuto separarsi, perch Stella sarebbe rimasta per portare a termine il corso. O forse no, le disse. Non si sa mai. Detesto cucinare e di certo non far mai lavori domestici, e che senso ha imparare a fare i colloqui con la servit, se presto la servit non esister pi?.
Stella! Che idea assurda! I domestici ci saranno sempre.
No invece. Andranno a lavorare altrove per via della guerra e non vorranno pi tornare. Tu lo faresti?.
 diverso.
Perch ragioni in base alla vecchia divisione in classi.
E allora?  quella che abbiamo, no?. E qui tocc una corda nuova e del tutto sconosciuta del carattere della sua amica, cos Stella le spieg la sua visione politica. Da cosa pensava che dipendesse la suddivisione in classi? Dare alla gente una cos scarsa istruzione da fare in modo che possano svolgere solo i lavori pi umili, pi monotoni, oppure fingere che abbiano una vocazione, come per le infermiere, quando invece quello che vogliono  solo poter fare qualcosa, qualunque cosa, anche malpagata. Per far stare la gente l dove nessuno vuole stare, non c' niente di meglio che negare un'istruzione e pagare male. Erano sdraiate l'una di fronte all'altra sul letto di Louise a sgranocchiare dolcetti, avvolte nelle rispettive trapunte, e per un istante o due tacquero entrambe, ma il temporale che imperversava fuori, il sibilo del vento e la pioggia battente, a Louise sembrava la manifestazione materiale dei suoi pensieri, che erano caotici, rumorosi. E stupefatti.
Allora Stella disse: Non avevi mai pensato a queste cose, vero?.
No. Non in questi termini.
Nella tua famiglia non se ne parla?.
Be', no. Non molto. Ripens a suo padre che inveiva contro la gente che non ha voglia di lavorare per guadagnarsi lo stipendio. Mio padre mi ha detto che una volta ha guidato l'autobus durante lo sciopero generale.
Ma Stella si limit a ridere e sentenzi: Ecco, ho capito. Un conservatore, insomma!.
E mia madre ha lavorato a lungo per la Croce Rossa. Molte opere di carit e via dicendo.
La carit  solo un altro modo per far stare la gente al suo posto.
Louise rest zitta. Tutto ci che Stella diceva la incantava; non aveva l'esperienza n le conoscenze n la scaltrezza intellettuale per controbattere o contestare o aderire a quelle idee. Molto pi tardi, dopo che Miss Rennishaw fu passata per augurare loro la buonanotte e informarle che era caduto un albero sul vialetto, Louise disse: Ma se tu non vuoi farli e credi che nessuno voglia farli, chi li far quei lavori?.
E Stella, che cap subito che Louise si riferiva alle faccende domestiche, replic: Non lo so. Molti lavori secondo me non si faranno pi. Non sono necessari. Pensa a tutto quel lucidare....
La risposta non era del tutto soddisfacente, ma Louise era troppo incerta sulla materia per contestarla. Era un argomento scomodo (ma nondimeno eccitante) e lei non ne sapeva nulla rispetto a Stella, cos si ripromise di informarsi meglio, anche se presentiva che non sarebbe stato facile trovare qualcuno a cui fare domande.
Dovevano tornare entrambe a casa il fine settimana seguente, ma il venerd Louise ricevette una telefonata da sua madre. Temo che dovremo rimandare, Louise. Di colpo la nonna non sta per niente bene, devo portarla in una casa di cura.
Che le  successo?.
Come ti dicevo, non sta bene. Ultimamente dimentica tutto. Adesso poi sembra che non sappia pi dove si trova e i domestici non ce la fanno a gestirla. La porter in un bel posto a Tunbridge Falls, dove mi hanno detto che ci sono ottime infermiere e la tratteranno come si deve. Ovviamente pap  via... pare non lo mandino mai in congedo. Perci possiamo rimandare al prossimo fine settimana?.
Ma io posso stare benissimo a casa da sola. Non ti ci vorr pi di un giorno, no?.
Temo di s invece, perch dovr andare a prenderla a Frensham, da zia Jessica, e dovr portarla alla casa di cura, poi andare a chiudere casa sua a Londra e occuparmi di Bryant che, poveretta, ha avuto una specie di esaurimento nervoso. La nonna non faceva che ordinare cene enormi e poi non invitava nessuno - perch ovviamente non riconosce pi nessuno -, andava in confusione e se la prendeva con quella povera donna.
Santo cielo! Ma allora  proprio impazzita.
Ma sua madre rispose in tono che non ammetteva repliche.  solo molto confusa.
Quando lo rifer a Stella, lei le disse: Be', dovr chiedere, ma magari puoi venire a stare da me.
Cosa che, dopo quello che le ragazze definirono un gran baccano, accadde davvero. La madre di Stella disse di s, poi Miss Rennishaw disse che ci voleva il consenso della madre di Louise, dopodich la madre di Louise volle il numero di telefono di Mrs Rose... Ma perch tutto questo?, si lament Louise.  terribile il modo in cui ci trattano. Neanche fossimo due bambine piccole!.
Sono completamente d'accordo. Soprattutto considerando che, se fossimo maschi, tempo un anno e ci considererebbero grandi abbastanza da andare in Francia a morire per la patria. Be',  quello che farei io, almeno. Stella aveva diciotto anni, uno in pi di Louise.
In casa tua si parla molto di politica?, le domand in treno.
Si parla molto di tutto. Parlano cos tanto che non gli resta il tempo di sentire quello che hanno da dire gli altri, e poi si accusano a vicenda di non ascoltare. Non fare quella faccia. Noi staremo per conto nostro.
I Rose abitavano in un vasto e cupo appartamento a St John's Wood. Era al terzo piano e vi si arrivava con l'ascensore, una specie di gabbia che emetteva molti cigolii inquietanti quando si muoveva. La porta aveva una griglia di ferro davanti a una vetrata istoriata. Fu aperta da una signora bassa e tarchiata, che a Louise fece l'impressione di una persona malata, stanca perfino della propria stanchezza. Aveva gli occhi neri cerchiati da un alone appena pi chiaro e una bocca su cui pareva pesare una tragica rassegnazione. Quando vide Stella, sorrise e le mise affettuosamente una mano sulla spalla prima di darle un bacio. Lei  mia zia Anna, disse Stella. La mia amica Louise Cazalet.
Al contrario. Quante volte ti ho detto che deve essere la persona pi anziana a sapere per prima a chi viene presentata?. La madre di Stella spunt fuori dal buio corridoio che pareva estendersi all'infinito.
 una bambina, mormor zia Anna e poi, dopo aver fatto un cenno a Louise, super la madre di Stella e si ritir.
Come stai, Louise? Sono davvero felice che ci sia tu a tenere compagnia alla mia bambina questo fine settimana. Accompagna Louise nella sua stanza, Stella. Si pranza fra un quarto d'ora. Pap torna apposta.
Tradotto vuol dire: Non azzardarti a fare tardi, mormor Stella. Hai fatto caso che non dicono mai semplicemente quello che hanno da dire?.
Ci nonostante, in un battibaleno fu pronta e aspett Louise fuori dalla sua stanza.
Tua madre  francese?.
Dio mio, no.  di Vienna.
 davvero bellissima.
Lo so. Andiamo.  arrivato pap... ho sentito la porta d'ingresso.
La condusse in un vasto soggiorno pieno di divani e poltrone dalle imbottiture tondeggianti, librerie protette da sportelli di vetro e un pianoforte a coda. Tutta una parete era decorata da enormi specchi dalle cornici quadrate di fronte ai quali, su due tavoli dai ripiani di marmo, stavano due busti di gesso raffiguranti Beethoven e qualcun altro che non seppe riconoscere. Le alte finestre della parete opposta erano in parte oscurate da tende di velluto tirate da spessi cordoni di seta guarniti di nappine, che lasciavano intravedere ulteriori tende di elaborato pizzo bianco. Dietro la grata ardevano i carboni, e la fiamma pareva distante e opaca nell'affollata penombra. Faceva un gran caldo. Stella la prese per un gomito e la guid in mezzo alla fitta mobilia fino al lato opposto della stanza, dove Mrs Rose attendeva in piedi accanto al marito, molto pi basso di lei.
Lei  Louise, pap.
Mentre le stringeva la mano, Mr Rose disse: Quando presenti una persona, Stella, devi dire il suo nome e cognome. La tua amica non  una cameriera.
Lo , a volte.  una delle cose che facciamo a scuola.
Ah ah!. La risata gli usc simile a uno sbuffo. Peter  in ritardo. Come mai?.
Ha una prova, Otto. Ha detto di non aspettarlo.
Be', se lo ha detto lui... Prego, Miss Louise, andiamo a pranzo.
Le fece strada verso la stanza da cui erano entrati in soggiorno, dalla quale si accedeva a un locale pi piccolo con una tavola riccamente apparecchiata: tovagliato bianco, posate d'argento, pesanti porcellane di foggia antiquata e rigide sedie dallo schienale alto e la seduta in velluto. Anche qui c'erano le stesse tende, e in pi era illuminata da un grosso lampadario con i paralumi semicircolari di carta pergamena intorno a ogni lampadina. I genitori di Stella presero posto ai due capotavola, mentre le ragazze si sedettero ai due lati del padre. Dopo un momento fece il suo ingresso zia Anna, seguita da una camerierina che pareva sul punto di soccombere sotto il peso di un'enorme zuppiera posata su un vassoio che depose sul tavolo davanti a Mrs Rose, la quale poi procedette a scodellarne il contenuto col mestolo nei piatti che stavano disposti in una pila l accanto. Louise non era abituata a mangiare la minestra. Il profumo era intenso e invitante, nel brodo galleggiavano degli gnocchi e lei non era certa di come andassero consumati.
Mr Rose se ne accorse subito. Non hai mai mangiato i Leberkloss, Louise? Sono buonissimi. Prese una cucchiaiata con sopra uno gnocco e se la port alla bocca. Louise lo imit. Era caldissimo e lei, d'istinto, lo risput nel cucchiaio. Se ne accorsero tutti, e Louise si sent avvampare.
 colpa di Otto. Riesce a mangiare la roba rovente come se niente fosse, disse con gentilezza Mrs Rose. Louise bevve un sorso d'acqua.
Hai fatto bene a non ustionarti la bocca. Si rischia di non sentire pi i sapori. E proprio mentre Louise pensava a quanto fosse stato gentile a dire questo, Mr Rose mise gi il cucchiaio con decisione e disse con voce tonante: In questo brodo manca il sedano! Anna! Anna? Come si fa a dimenticare un ingrediente cos importante?.
Non me ne sono dimenticata, Otto. Non ne ho trovato. C'erano solo gambi di sedano bianco con le foglie tagliate. Che dovevo fare?.
Preparare un altro tipo di brodo, naturalmente. Mi risulta che nel tuo repertorio ci siano non meno di quattordici tipi di minestra, molti dei quali, se non tutti, non richiedono le foglie di sedano. Non fare quella faccia, donna, non  una tragedia. Dico solo che non ha il sapore che dovrebbe avere. Riprese il coltello e sorrise a Louise: Lo vedi? Basta una piccola critica e mi trattano come fossi un despota. Un despota, io!. Esplose in una sonora risata, a sottolineare l'assurdit della cosa.
Malgrado tutto, lui, come pure gli altri, si serv una seconda porzione di minestra e, mentre Stella veniva sottoposta a un serrato interrogatorio sulla scuola, Louise pot osservare in pace i genitori della sua amica: Mrs Rose, anche se era piuttosto vecchia - almeno quarant'anni - non era il tipo di donna di cui si dice che in passato era stata una bellezza: lei lo era ancora. Era molto alta, con i capelli grigi ondulati fermati da una parte con una forcina. Tutto nel suo viso era grande, ma di una tale grazia nelle proporzioni che sembrava di vedere un primo piano al cinema. Aveva due enormi occhi bruni distanti fra loro sotto un'ampia fronte con l'attaccatura dei capelli a V. Aveva gli zigomi come quelli di Stella, ma il suo naso, per quanto grande, non era ossuto come quello della figlia: era carnoso quanto basta, con le narici ben disegnate e svasate. Anche la bocca era grande e, quando sorrideva, l'armonia statuaria di quei lineamenti s'illuminava di una gaiezza che Louise trov irresistibile.
Peter Rose arriv nel momento in cui i piatti della minestra venivano ritirati e il padre stava dicendo a Stella che era un peccato che non sapesse leggere l'italiano, quando lui si era offerto mille volte d'insegnarglielo.
Ti arrabbieresti subito e io mi metterei a piangere, disse Stella.
Louise si accorse che Mr Rose stava per prorompere in un nuovo scatto d'ira, che fu per scongiurato dall'arrivo di Peter. Entr nella stanza e scivol al suo posto come se volesse essere invisibile. Tutti gli occhi furono su di lui: sub un bombardamento di domande, rimproveri, attenzioni di varia natura. Era in ritardo: come mai era in ritardo? E le prove com'erano andate? Voleva un po' di minestra - Anna gliel'aveva tenuta in caldo apposta - o preferiva passare subito alla carne? (La cameriera aveva messo in tavola un abbondante e saporito stufato). Non era andato a tagliarsi i capelli, anche se gli era stato fissato un appuntamento, ci sarebbe andato dopo pranzo... ipotesi che diede la stura a una raffica di suggerimenti su come avrebbe dovuto passare il pomeriggio. Doveva riposare. No, doveva fare una corroborante passeggiata. Doveva andare al cinema per distrarsi dal pensiero del concerto. Per tutto il tempo lui se ne stette seduto, con gli occhi miopi dietro le lenti spesse, l'abile mano bianchissima che spesso andava a tirare indietro la ciocca ribelle che continuava a ricadergli sulla fronte e un sorriso nervoso che affiorava subito prima che lui lo reprimesse. Disse di volere la minestra e zia Anna corse fuori dalla sala per prendergliela. Nello stesso momento suo padre osserv che, a quanto pareva, era talmente assorbito da se stesso e dal suo concerto da non avere nemmeno quel minimo di educazione per notare che avevano un'ospite. Era davvero sorprendente, brontol con un tono che sarebbe stato adatto a pronunciare un monologo all'Albert Hall, come questi due ragazzi sembrassero del tutto ignari delle regole di buon comportamento, considerando poi la pena che i genitori si erano sempre dati per insegnargliele. Una figlia che rispondeva con impertinenza a suo padre e un figlio che ignorava del tutto la presenza di una signorina che era ospite in casa loro! Se ne rendeva conto, Sophie? Ma la moglie si limit a sorridere e continu a servire lo stufato. E Anna? Ma Otto, sono bambini.... Si rivolse allora a Louise che per, imbarazzata e a disagio, cominci ad arrossire: se ne accorse e la risparmi.
Peter disse: Salve! So che ti chiami Louise. Stella mi ha parlato di te.
Mentre mangiavano lo stufato accompagnato da un contorno di cavoli rossi (un'altra cosa che Louise non aveva mai assaggiato in vita sua) e dell'ottimo pur di patate, il padre di Stella la sottopose all'ennesimo interrogatorio su come lei e la sua amica avrebbero trascorso il fine settimana.
Andremo al concerto di Peter, naturalmente.
Ti piace la musica?.
Oh, s! Mi piace molto.
Il nonno di Louise era un compositore, osserv Stella.
Ah s? E chi era?.
Si chiamava Hubert Rydal. Credo fosse un compositore minore.
Davvero? Non credo che mi piacerebbe, disse masticando con accanimento, se i tuoi figli, parlando di me, dicessero che ero un chirurgo minore, Stella. Dovrebbero avere solide competenze mediche per pronunciare un tale giudizio.
Volevo dire solo che  cos che lo definiscono. Louise si sent avvampare di nuovo e, peggio ancora, sent le lacrime spuntarle agli occhi al ricordo di quanto gli aveva voluto bene, al ricordo del suo volto serio e del suo naso aquilino e della barba bianchissima e di quei tristi, innocenti occhi azzurri che si assottigliavano fino a sparire in una travolgente risata quando succedeva qualcosa di buffo, al ricordo di come le prendeva la mano - Vieni con me, piccolina - e la portava da parte per darle qualche regalino di nascosto dalla nonna, che invece non rideva mai, al ricordo dei suoi baci...  stata la prima persona che  morta tra quelle che conoscevo, disse con voce malferma, poi alz gli occhi e vide Mr Rose guardarla con viva tenerezza e solidariet.
Sorrise quando i loro sguardi s'incrociarono, un sorriso strano che Louise avrebbe definito cinico se non fosse stato per l'affettuosit e l'empatia che pure, in qualche modo misterioso, trasmetteva. Una nipote affezionata. E domani, Stella? Cosa proponi di fare con la tua ospite?.
Stella disse a bassa voce che sarebbero andate a fare spese.
E la sera?.
Non lo so, pap. Non ci ho pensato.
Bene, allora. Vi porter a teatro. E poi a cena. Vi divertirete, deliber, e poi rivolse un sorriso feroce a tutti i commensali.
Furono tolti i piatti e venne servito un vassoio con vari tipi di formaggio.
Louise, per la quale formaggio voleva dire solo cheddar per bambini e domestici oppure Stilton per gli adulti (ma a Natale lo mangiavano anche quelli della sua et), rest incantata da quella variet. Mrs Rose se ne accorse e osserv: Il padre di Stella adora il formaggio. E molti suoi pazienti lo sanno.
Stella disse in tono giudizioso: Il formaggio  razionato, pap. A scuola ce ne danno solo due once a settimana. Pensa se tu dovessi accontentarti di cos poco!.
Peter disse: Ai concerti della National Gallery servono formaggio e sandwich all'uvetta.
 per questo che ci vai, ingordo d'un ragazzo?.
Certo che s! Non ho nessun interesse per la musica. Per adoro l'uvetta!. Lo disse imitando il modo di parlare di sua sorella.
Nel frattempo Louise not che nessuno mangiava molto formaggio all'infuori di Mr Rose, il quale ne prese tre tipi diversi, li tagli in piccoli pezzi, li cosparse di abbondante pepe nero e poi se li ficc in bocca.
I formaggi furono poi sostituiti da un'elaborata preparazione di sottilissima pasta sfoglia, dall'aria deliziosa, al cui interno c'erano mele e spezie varie e alla quale Louise, anche se sapeva di aver gi mangiato troppo, non pot resistere n del resto ne ebbe la possibilit, giacch Mr Rose, con la scusa che non si poteva rifiutare lo strudel di Anna, disse alla moglie di darne a Louise una fetta enorme. Durante il dessert scoppi una lite furiosa fra Peter e suo padre riguardo alcuni compositori russi che Mr Rose liquid in tono sprezzante come autori di musichette sdolcinate adatte alle fiabe, il che fece arrabbiare Peter che si mise a balbettare e a gridare e rovesci un bicchiere d'acqua.
Solo dopo che fu servito del caff scuro in piccole e sottilissime tazze rosse e dorate, a Louise e Stella fu permesso di ritirarsi per conto loro, non senza altre domande e rilievi critici su come avrebbero trascorso il pomeriggio.
Andiamo davvero a fare una passeggiata?, domand Louise. Dopo quel pranzo esagerato avvertiva un po' di sonnolenza e il pensiero del freddo pungente l'atterriva.
Santo cielo, no! L'ho detto solo perch  l'unica cosa su cui di solito non hanno niente da obiettare. Ce ne andiamo di qui e poi troviamo qualcosa di bello da fare, al chiuso!.
Alla fine presero il 53, andarono in Oxford Street e trascorsero delle ore da Bumpus dove, dopo essersi guardate intorno ridendo, decisero di regalarsi un libro a vicenda. Una cosa che crediamo che l'altra dovrebbe leggere a ogni costo.
Ma io non so cosa tu abbia letto e cosa no.
Se mi proponi qualcosa che ho gi letto, ne sceglierai un altro. Ma non fu necessario. Stella scelse per Louise MadameBovary. Lo avrei preso in francese, ma non mi pare che tu lo legga molto bene, disse, e Louise, il cui francese era pressoch nullo ma aveva sempre cercato di non darlo a vedere a Stella, non protest. Dopo penose indecisioni, Louise scelse Ariel di Andr Maurois, Penguin, edizione tascabile. Ebbe un momento d'imbarazzo per questo, perch MadameBovary costava due scellini e Ariel solo mezzo scellino, ma sapeva bene che Stella non avrebbe mai dato peso a questa differenza. Parla di Shelley, le disse, e Stella rispose: Oh, bene! Non ne so molto su di lui. Tornarono a casa in autobus e decisero di scriversi a vicenda una dedica sui libri una volta arrivate, poi si misero a enumerare tutte le cose orrende che le altre ragazze della scuola si sarebbero scambiate al loro posto. Rossetti, talco, ciondoli da appendere al braccialetto, quadernini su cui segnare i compleanni della gente!. L'elenco continu finch Louise, pensando a Nora, disse che era sbagliato sentirsi tanto superiori.
E perch no? Lo siamo. Non ci vuole molto del resto. Voglio dire... le hai viste?.
Lo sai, Stella, che per le idee democratiche che hai sei davvero arrogante!.
No, non  vero. Dico solo le cose come stanno. Tu sei talmente conservatrice che sei abituata a considerare certa gente inferiore e ti sembra gentile mentire al loro riguardo. Io no.
Ma c' differenza fra quanti hanno avuto delle opportunit e non le hanno sfruttate e coloro che invece non ne hanno.
S, c' differenza. Ecco perch disprezzo tanto le nostre compagne di scuola. Quasi tutte sono molto pi ricche di noi e le loro famiglie potevano non badare a spese per la loro istruzione, e invece alla maggior parte della gente - e alle ragazze soprattutto - non importa un bel niente di studiare come si deve. Prendi i tuoi, per esempio! I ragazzi vanno tutti in scuole dove imparano almeno il greco e il latino, e tu hai avuto solo un'istitutrice!. Stella era stata alla St Paul, uno dei pochi istituti dove si prendeva sul serio l'educazione delle ragazze, e Louise sapeva che, se avesse voluto andare all'universit, sarebbe stata in grado di farlo: non le mancava certo la preparazione.
Miss Milliment ha fatto del suo meglio. Era solo troppo buona con noi, ci ha permesso di essere pigre. Io di certo lo ero. Aveva cominciato a rendersi conto di quante cose non conosceva: i classici, le lingue, l'economia politica, gli eventi storici recenti... la vastit della sua ignoranza le fece orrore.
Stella si affrett a guardarla. Tu non avrai problemi. Tu vuoi conoscerle, le cose. E poi sai quello che vuoi. Beata te....
Mio padre, disse pi tardi, mentre facevano il bagno insieme prima di vestirsi e andare al concerto di Peter, dice che le ragazze devono avere un'istruzione pari a quella dei maschi, perch solo cos non annoieranno i loro mariti e i loro figli. O loro stesse, se non dovessero avere n l'uno n gli altri.
 buffo. Credevo che i tuoi parlassero sempre di politica, a tavola. Ero terrorizzata.
Lo fanno spesso. Oggi non era giornata, tutto qua. Credo che pap non volesse mettere in ansia Peter prima del concerto.
E cos avevano pensato bene di litigare riguardo ai compositori russi, pens Louise, ma non lo disse. Era una novit per lei osservare le cose e farsene un'idea per conto suo: a casa le pareva di aver sempre dato tutto per scontato. Era un segno sicuro del fatto che stava crescendo, diventando pi grande e - si augur - pi interessante.
La famiglia sembrava vivere di discussioni. Ve ne fu una fra Stella e sua madre in merito al vestito che Stella aveva deciso di mettersi per il concerto. Non si trattava di un vestito, in effetti, bens di un semplice maglione abbinato a una gonna a scacchi con le pieghe, bianca e nera. Sua madre disse che non era abbastanza elegante per l'occasione. Alzarono la voce al punto che da una delle innumerevoli porte che si aprivano in corridoio spunt la testa di Mr Rose, che si lament di non riuscire a sentire nemmeno i suoi pensieri con quel baccano. Poi per si un di buon grado al parapiglia per dissentire da sua moglie circa l'abito di velluto verde bottiglia che lei trovava pi adatto e insistere invece su uno di seta color panna che, protest Stella, era vecchio di mille anni e le andava corto. Entrambi i genitori chiamarono in causa quelli che secondo loro erano i gusti di Peter, sui quali tuttavia non erano d'accordo. Mrs Rose disse che Peter si sarebbe vergognato di vedere arrivare sua sorella al suo concerto vestita come se dovesse andare a fare la spesa. Mr Rose replic che gli sarebbe dispiaciuto vederla apparire in un abbigliamento chiaramente pensato per attirare l'attenzione su di s, come l'abito di velluto color verde bottiglia. Stella disse che con la seta color panna avrebbe fatto morire dal ridere gli amici di Peter. Sopraggiunse zia Anna e propose una camicetta di seta rosa da abbinare alla gonna a scacchi bianca e nera. La proposta incontr, per una volta, un rifiuto unanime e zia Anna si appoggi al muro emettendo lievi gemiti di disperazione. Mr Rose, sebbene non stesse proprio gridando, scandiva le parole in quel tono irritato che, pens Louise, si usa per far capire le cose a un idiota o a uno straniero.  semplicissimo. Ti metterai il vestito di seta, come ti  stato detto. A quel punto sia Stella sia sua madre ebbero un moto di sconforto; Stella scoppi in lacrime, sua madre prima si produsse in una serie di pesanti sospiri, poi and in camera sua e torn con un abito di lana verde chiaro che pos davanti alla figlia, con le lacrime che le scendevano sul bellissimo viso. Otto! Otto? Questo non potrebbe essere la soluzione al problema?.
Lui le guard entrambe: l'espressione opportunamente implorante della moglie e il mutismo risentito della figlia. E va bene, concesse infine. Era stufo della questione: dopotutto che gliene importava di come si vestiva sua figlia? Era grande abbastanza da potersi rendere ridicola, se era questo che desiderava. La cosa non lo riguardava. Si domandava anzi il perch di tanto chiasso sull'argomento. Fece il sorriso stanco di chi nella vita ne ha subite troppe e chiuse la porta lasciando Louise e Stella col vestito di lana verde in mano. Mrs Rose sospir ancora e imbocc in fretta il corridoio, col viso ringiovanito.
Senti... ma io cosa devo mettermi?, domand nervosamente Louise a Stella.
Quello che vuoi. A loro non importa cosa ti metti tu.
Louise stentava a crederlo, ma non aveva portato molto con s e il vestito migliore voleva tenerlo in serbo per il teatro: restava uno scamiciato di tweed con la camicetta color panna che le aveva regalato zia Rach per Natale.
Il pensiero del Natale le diede un senso di disagio, di tristezza. Lo aveva trascorso come tutti gli anni a Home Place e, sebbene ognuno facesse del suo meglio perch sembrasse un Natale come gli altri, non lo era stato, ed era difficile dire cosa ci fosse di diverso, almeno in ci che contava veramente. Ognuno aveva appeso la calza, ma dentro non erano stati messi i mandarini e Lydia aveva pianto credendo che si fossero scordati della sua. Niente mandarini, niente arance, niente limoni, perci non ci furono le tortine alla crema di limone che la Duchessa faceva sempre il giorno di Santo Stefano: piccole cose che per messe insieme facevano la differenza. La casa poi sembrava pi fredda, l'acqua calda scarseggiava perch la caldaia consumava troppo carbone, e la Duchessa aveva messo lampadine a pi basso voltaggio per migliorare l'oscuramento, disse, e risparmiare energia elettrica. Peggy e Bertha, le cameriere, si erano arruolate nella WAAF e Billy era andato a lavorare in fabbrica. Il giardino era diverso: non c'erano pi le aiuole di fiori, McAlpine adesso ci coltivava le verdure. Lo si vedeva arrancare con le ossa scricchiolanti, lamentandosi dei reumatismi che andavano sempre peggio; la Duchessa aveva cercato di affiancargli una ragazza, ma la prima candidata se n'era andata dopo appena una settimana: non sopportava McAlpine, che si rifiutava di parlarle e si lamentava di lei non appena gli voltava le spalle. I cavalli erano stati dati via a eccezione dei due pi vecchi, cosicch Wren, lo stalliere, faceva i lavori che capitavano come spaccare la legna, alimentare la caldaia, aiutare a verniciare il tetto della serra. Portava sempre le sue ghette di cuoio lucido e quel berretto di tweed color noce moscata che, come aveva osservato una volta Polly, non si accordava affatto col suo colorito rubizzo, ma era molto invecchiato e sempre pi spesso lo si vedeva parlare e piagnucolare da solo. Dottie era stata promossa cameriera e Mrs Cripps dovette accontentarsi di una sguattera molto pi giovane che, come ripeteva in continuazione, era pi d'intralcio che d'aiuto. Il Generale ci vedeva ancora meno che durante l'estate, e adesso si faceva portare a Londra tre volte a settimana da zia Rach che in ufficio gli faceva anche da segretaria personale, come diceva lei scherzandoci su. Zia Zo era incinta e aveva sempre la nausea, oppure stava sdraiata sul divano con la faccia verdastra. Zia Sybil, che alla fine era dimagrita, era spesso irritabile soprattutto con Polly, secondo la quale stava viziando Wills a morte, ed era sempre in pensiero per zio Hugh, che perci era costretto a stare in pensiero per lei. Per non parlare di sua madre! Certe volte Louise pensava che Villy la odiasse: sembrava non voler sapere niente di lei, della scuola, delle sue amicizie; criticava l'aspetto della figlia e i vestiti che comprava con l'indennit di vestiario che aveva ottenuto da poco (quaranta sterline l'anno in cui doveva far rientrare tutto, ripeteva sua madre con un tono di voce che, alle orecchie di Louise, significava: anche gli assorbenti). Non voleva che si lasciasse crescere i capelli, il che tuttavia era necessario per un'aspirante attrice, nel caso in cui avesse dovuto interpretare una donna anziana con la crocchia; la sgridava appena la coglieva a fare qualcosa che non fosse utile, come apparecchiare la tavola; voleva mandarla a letto a orari ridicoli e in sua presenza parlava di lei con altre persone come se fosse una piccola criminale o una ritardata, dicendo che non ci si poteva fidare delle sue promesse, che era completamente presa da se stessa, che era cos maldestra che c'era da chiedersi che cos'avrebbe combinato se davvero fosse riuscita a calcare le scene. Quest'ultima critica era quella che le bruciava di pi, e la tensione era giunta al culmine il giorno di Santo Stefano, quando Louise aveva rotto la teiera di porcellana preferita della Duchessa. Dal beccuccio era uscita un po' d'acqua bollente che le era finita sulla mano sinistra, e in un attimo una pioggia di acqua, foglie di t e pezzi di porcellana si era abbattuta sul pavimento. Era rimasta ferma, mortificata, tenendosi la mano ustionata con l'altra e fissando il pavimento e, prima che chiunque altro aprisse bocca, si era sentita la voce sarcastica di sua madre, una pessima imitazione del modo di parlare della sua amica Hermione Knebworth: Davvero, Louise, sei come un elefante in una cristalleria. C'erano degli estranei a quel t: Louise era avvampata e, sapendo di essere sul punto di piangere, era uscita dalla stanza con la vista gi annebbiata, e passando aveva fatto cadere un libro poggiato su un tavolinetto.
Non aveva fatto neanche la met delle scale quando sent la voce glaciale della madre che la richiamava. Dove credi di andare? Va' in cucina a prendere uno straccio, una scopa e una paletta per rimediare al pasticcio che hai combinato.
Torn indietro a prendere l'occorrente e rientr in salotto, raccolse i pezzi di porcellana dal pavimento, spazz via le foglie di t e asciug finch Eileen, che era stata mandata a preparare dell'altro t, non venne ad aiutarla, mentre sua madre si esibiva in una serie di variazioni sul tema della sua goffaggine.  l'unica allieva della scuola per signorine ad aver fatto tre trimestri vista la quantit di stoviglie che ha rotto durante i primi due!. Ci fu un momento di imbarazzo tra i presenti, perch nessuno sapeva cosa dire dopo un'esternazione del genere, e quando Louise ebbe finito di pulire, la mano le doleva ormai molto. Riport a Eileen scopa e paletta e and in cerca della Duchessa per scusarsi con lei, ma non la trov. S'imbatt invece in zia Rach, che stava cucendo le fettucce con il nome sui vestiti di Neville per la nuova scuola. Non so dove sia, tesoro. Che  successo? Sembri abbattuta.
Louise scoppi a piangere. Zia Rach si alz, chiuse la porta, la fece sedere sul divano. Alla zia puoi raccontare tutto, disse e Louise cos fece.
Mi odia! Davvero, non c' altra spiegazione... davanti a tutta quella gente! Mi ha trattata come se fossi una bambina di dieci anni un po' scema, e questo suo modo di fare mi rende ancora pi maldestra di come potrei essere se solo stesse zitta!. Vi fu una pausa, poi continu: Non mi dice mai una parola gentile. A sentire questo, zia Rach le strinse pi forte la mano, ma era la mano sbagliata. Zia Rach la guard, poi and a prendere la cassetta del pronto soccorso; accese la lampada a spirito che la Duchessa usava per il t, scald la paraffina, aspett e la us per cospargere la scottatura, cosa che all'inizio fece un gran male ma poi, quando la zia le mise la benda, cominci darle sollievo.
Quand'ebbe finito di medicarla, Zia Rach le disse: Cara, non  vero che ti odia. Devi tenere a mente quante difficolt deve affrontare in questo periodo, con tuo padre sempre assente. Marito e moglie dovrebbero stare insieme, e se non possono farlo a soffrire  spesso la donna, perch  quella che rimane a casa e non ha idea di cosa stia capitando al marito. Devi cercare di comprenderla. Alla tua et bisogna cominciare a rendersi conto che i genitori non sono solo genitori ma anche persone, con i loro problemi. Ma questo credo che tu lo abbia gi capito.
E Louise, che invece non ci aveva mai pensato, disse che s, lo capiva. Da quel momento si era sforzata di vedere le cose in quei termini e anche adesso, mentre si allacciava la camicetta di seta che le aveva cucito zia Rach, pensava a come doveva essere brutto per la mamma vedere la propria madre perdere il dono dell'intelletto ed essere costretta a portarla in una casa di cura. E poi vivere praticamente da sola in Lansdowne Road senza sapere quando pap avrebbe ottenuto una licenza, cosa che non sembrava accadere tanto spesso: suo padre organizzava la difesa di una base aerea a Hendon. Era stato con loro solo un paio di giorni a Natale, il che era pi di quanto fosse toccato a zio Rupert, che di licenze dalla Marina non ne aveva avuta neanche una.
Il concerto le piacque pi di qualunque altro a cui fosse stata. Questo, pens, fu in parte perch conosceva il pianista (o, almeno, ci aveva pranzato assieme) e in parte perch il Duke era pieno di genitori, parenti e amici dei musicisti e in sala c'era un'euforia insolita.
Fu eseguita un'overture, poi ci fu una pausa mentre il piano veniva portato in scena, dopodich il presentatore riapparve insieme a Peter, il quale sembrava volersi fare piccolo piccolo nella sua giacca a coda di rondine. Esegu il terzo concerto di Rachmaninov, quello con la lunga, misteriosa melodia d'apertura. Nel momento in cui cominci a suonare, Peter parve trasformarsi in un'altra persona. A pranzo non le era parso per niente il tipo che potesse avere quei poteri: la tecnica, l'attenzione totale alla musica nel suo insieme. Dopo il concerto, cominci a provare una nuova soggezione nei suoi confronti.
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FINE Parte 1.